martedì 13 gennaio 2015

Solo la scuola cambia la vita dei bambini (MALALA YOUSAFZAI)

Malala
SONO molto orgogliosa di essere la prima pasthun, la prima pachistana e la prima giovane a ricevere il Nobel per la pace. Sono onorata di condividere questo premio con Kailash Satyarti e felice di dimostrare al mondo che un indiano e una pachistana possono essere uniti nella pace e lavorare insieme per i diritti dei bambini.
Questo premio non è solo per me: è per tutti quei bambini dimenticati che desiderano un’istruzione. È per quei bambini spaventati che vogliono la pace. È per quei bambini senza voce che vogliono un cambiamento. Sono qui per far valere i loro diritti, far sentire la loro voce… Non è il momento di compatirli. È il momento di darsi da fare affinché questa sia l’ultima volta che vediamo negata l’istruzione a un bambino.

L’istruzione è uno dei beni della vita, e una necessità. È quanto ho imparato nei miei 17 anni di vita. A casa, nella valle di Swat, nel Pakistan settentrionale, mi è sempre piaciuto andare a scuola. Nelle occasioni speciali le mie amiche e io ci decoravamo le mani con l’henné e invece di disegnare fiori o altri motivi, riproducevamo sulle nostre mani formule ed equazioni matematiche. Eravamo assetate di istruzione perché il nostro futuro era lì, in quell’aula. Ci sedevamo e leggevamo e imparavamo insieme. Ci piaceva indossare le uniformi scolastiche pulite e ordinate e ce ne stavamo sedute lì con gli occhi pieni di sogni.
Le cose sono cambiate. Quando avevo 10 anni Swat si è trasformata da località turistica a luogo di terrorismo. Più di 400 scuole sono state distrutte. Alle ragazze è stato impedito di andare a scuola. Le donne frustate e gli innocenti uccisi. L’istruzione è passata dall’essere un diritto a essere un reato. Avevo due scelte: restare in silenzio e aspettare di essere uccisa o parlare e essere uccisa. Ho scelto la seconda. Ho deciso di farmi sentire.
I terroristi hanno provato a fermarci e il 9 ottobre del 2012 hanno attaccato me e le mie amiche, ma i loro proiettili non potevano avere la meglio. Siamo sopravvissute. E da quel giorno la nostra voce è ancora più forte.
Racconto la mia storia non perché sia unica, ma perché non lo è. È la storia di molte ragazze. Oggi racconto anche le loro storie. Qui a Oslo ho portato con me alcune delle mie sorelle del Pakistan, della Nigeria e della Siria che condividono la mia stessa storia. Sono le mie coraggiose sorelle Shazia e Kainat Riaz, anch’esse colpite insieme a me a Swat; la mia coraggiosa sorella Mezon, di 16 anni, siriana, che oggi vive in un campo rifugiati della Giordania e va di tenda in tenda ad aiutare le ragazze e i ragazzi ad imparare. E la mia sorella Amina, della Nigeria, dove Boko Haram minaccia e rapisce le ragazze semplicemente perché vanno a scuola. Benché io sia solo una, non sono un voce sola: sono la voce di molte. Sono Shazia. Sono Kainat Riaz. Sono Kainat Somro. Sono Mezon. Sono Amina. Sono quelle 66 milioni di ragazze che non possono andare a scuola.
La gente mi chiede perché l’istruzione è importante, soprattutto per le ragazze. La mia risposta è sempre la stessa. Come ho detto all’Onu: «Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo». Porterò avanti la mia lotta sino a quando non vedrò ciascun bambino andare a scuola.
Care sorelle e cari fratelli, decidiamo di essere la prima generazione che sceglie di essere l’ultima. Facciamo sì che le aule vuote, le infanzie perdute, il potenziale sprecato finiscano con noi. Che sia l’ultima volta che un ragazzo o una ragazza trascorre l’infanzia in una fabbrica. Che sia l’ultima volta che una bambina è costretta a sposarsi. Che sia l’ultima volta che un bimbo innocente perde la vita in guerra. Che sia l’ultima volta che un’aula rimane vuota.
Che sia l’ultima volta che una ragazza si sente dire che l’educazione è un reato e non un diritto. Che sia l’ultima volta che a un bambino viene impedito di andare a scuola.
Cominciamo a farla finita. Facciamo sì che tutto ciò finisca con noi. Costruiamo un futuro migliore proprio qui, proprio adesso.
Da La Repubblica del 11/12/2014.

mercoledì 17 dicembre 2014

Figli, Genitori e SocialNetwork

Domani affronteremo i cambiamenti della societa e come i social network hanno cambiato la nostra modalità relazionale, concentrandosi sulle dinamiche che vengono a crearsi e che hanno modificato nei tempi recenti la relazione genitori figli.

A Scuola per Genitori, GIOVEDÍ 18 dicembre, incontro sul tema "GIOVANI E SOCIAL NETWORK" con Dr.Francesco ARTEGIANI, psicologo sessuologo
LIBRERIA CLU - Ellera di Corciano per info 075/5171801


lunedì 1 dicembre 2014

Le paure non ci spaventano più !

Spesso proviamo paure nei confronti di eventi e situazioni che coinvolgono noi o i nostri figli. Occorre conviverci o ci sono strategie utili per affrontarle e gestirle evitando che siano loro a suggerirci cosa fare, comportamenti viziati che spesso, troppo spesso, sono alla base di errori di scelte personali e di atteggiamenti educativi ?
GIOVEDÌ 4 Dicembre  a SCUOLA PER GENITORI, Libreria CLU-Ellera ore 18, la Dr.ssa Maria Sara Sanavio, psicologa, Psicoterapeuta Strategica affronterà questo argomento aiutandoci a capire come gestire strategicamente le paure nostre e dei nostri figli.
Vi aspettiamo.


mercoledì 26 novembre 2014

PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI

Girando per le scuole e incontrando ragazzi e genitori mi accorgo che in pochi parlano in casa di Loro !
Loro sono le vittime della giustizia, quelli che per affermare la legalità hanno accettato di non abbassare la guardia costasse quel che costasse.... e alla fine gli è costata la vita.
Uso la figura di Giovanni Falcone  come paradigma  di uno, ahimé, lungo stuolo di uomini e donne che hanno immolato la propria esistenza per un ideale: penso che in famiglie che si pongono nell'ottica di educare i propri figli su valori fondanti della convivenza civile questo argomento debba essere trattato... parlarne, raccontare le loro vite per rinforzare la memoria ed evitare che muoia con loro anche la loro testimonianza.
Ne parlo io che mi ritengo di gran lunga incapace a solo a pensare certi gesti per me. per questo certe testimonianze di così alto valore civile, educativo, morale, me sembrano dei macigni nella storia di questo Paese.... per questo non voglio perdere occasione per citarli, per porli al centro di una riflessione e riconoscerli come "eroi civili", Loro malgrado, di una civiltà che non voglio che muoia sotto i colpi di una cultura del qui ed ora, della superficialità e basta, piena di tutto ciò che è caduco e disattenta a molte cose che contano. Non lasciamo alle  nuove generazioni solo macerie dell'usa e getta, ma anche il ricordo, la storia, la memoria di uomini e donne "vere" che hanno calpestato questa terra "davvero" e per essa non hanno esitato a perdere la vita pur di contribuire a costruire un Paese decente. A noi l'impegno di onorare questo Loro lascito... per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti...
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Un libro per conoscere e poterne parlare: "PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI" di Luigi Garlando, bello, facile, emozionante...da leggere e proporlo ai nostri figli, i nostri alunni.  

lunedì 24 novembre 2014

il nostro manifesto perché CRESCERE SIA POSSIBILE


Dopo il bell'incontro di giovedì mi sembra importante lasciarvi una specie di manifesto-decalogo delle competenze genitoriali sul piano dell'aiuto alla crescita. Spero vi possa essere utile nel difficile ma importante e gratificante impegno genitoriale. Tutto serve per chiarire le idee e un canovaccio può sempre essere utile per fare ordine e con il tempo può diventare un richiamo e una guida da consultare nei momenti più critici in cui si cerca di ripartire e serve una carica in più.... buon lavoro ! 

COSA FARE per FARLI CRESCERE:
  1. Stimolarli nel riconoscere le proprie inclinazioni, attitudini, predisposizioni, talenti 
  2. Assicurare il confronto delle idee, opinioni, convinzioni sospendendo il giudizio
  3. Rinforzare la loro capacità critica con cui interpretare la realtà che li circonda
  4. Concedergli spazi di manovra circoscritti ma liberi, per sperimentare le capacità di autogestione
  5. Stimolarli ad essere autonomi nelle piccole-grandi scelte quotidiane
  6. Offrire attenzione e ascolto alla narrazione delle loro emozioni, anche con il silenzio, sapendo attendere i tempi
  7. Svolgere il ruolo di guida con discrezione e autorevolezza aiutandoli ad arricchire vocabolario e interessi
  8. Raffreddare le spinte competitive pur sostenendo una sana e misurata ambizione
  9. Richiamare e testimoniare il rispetto delle regole e del principio di autorità
  10. Vivere in casa serenamente parole e gesti della affettività
Gli incontri di Scuola per Genitori continuano
Giovedì 4 dicembre ore 18
Dr.ssa Sara Sanavio
Gestire le paure: nostre e loro.
Libreria CLU - Ellera 

mercoledì 19 novembre 2014

Un buon motivo per "Scuola per Genitori"

Se c'è un buon motivo per continuare Scuola per Genitori è quello di provare a far pagare ai figli meno errori possibili di noi genitori.
Troppo spesso incontro ragazzi che vivono disagi correlati con errori e comportamenti critici, involontari e inconsapevoli, dei propri genitori. E' chiaro a tutti che ogni genitore condiziona la personalità e il carattere dei propri figli, lo sappiamo bene perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. In alcuni casi però questo segno è talmente profondo e indelebile che produce danni, sofferenze, malesseri tenaci e duraturi, difficili da cancellare.
Questi disagi dipendono spesso da mancato amore e stima, da scelte sbagliate e forse un po' troppo egoistiche, da equivoci e cattive gestioni del quotidiano e via discorrendo. Sono errori spesso chiari agli occhi dei figli, ma troppo spesso ignorati o non riconosciuti e corretti, in tempo debito, dagli stessi genitori.
Noi genitori abbiamo una responsabilità enorme nella crescita dei nostri figli... a volte non sappiamo riconoscerla, a volte ci pesa troppo da scansarla e non onorarla, altre volte prendiamo fischi per fiaschi e perpetriamo errori pensando di non commetterli e non riusciamo a vedere e capire il disagio e i danni che provochiamo. Abbiamo sotto le mani materiale fragile, fragilissimo da trattare con cura - è il bene più prezioso datoci dalla vita - e invece scivoliamo spesso, magari per nostri limiti, rigidità e resistenze, in atteggiamenti e comportamenti scombinati e scomposti, dove l'equilibrio e l'amore investiti non sono all'altezza del compito genitoriale.
Spesso mi chiedono perché un sessuologo si interessi e si sia impegnato su questo versante della genitorialità: è perché l'esperienza clinica e gli studi, mi hanno dimostrato inequivocabilmente che la relazione figli-genitori è la madre di tutte le relazioni affettive seguenti, prima fra tutte quelle amorose. Avere un ricordo positivo di un amorevole rapporto familiare è la più efficace partenza per affrontare la vita.
Con questo spirito domani vi aspetto a SCUOLA PER GENITORI, ore 18 inizieremo un nuovo percorso che non ci deluderà perché insieme è più facile e più bello.

Giovedì 20 novembre 2014
CRESCERE SI PUO'
Dr. Antonio Artegiani
ore 18 Libreria CLU Ellera info 0755171801  


martedì 11 novembre 2014

Primo tema: CRESCERE SI PUÒ

Giovedì 20 novembre vi aspetto al primo appuntamento di Scuola per Genitori 2015 - anteprima. Parleremo di cosa vuol dire crescere e come facilitare questo compito dei figli evitando di contrastarlo con atteggiamenti protettivi e comportamenti che rinforzano le dipendenze e limitano le loro autonomie. Insieme ragioneremo su cosa sia possibile fare oggi, su quali difficoltá incontriamo ogni giorno come genitori, su come incamminarsi sulla strada della autonomia superando paure e titubanze.
Lo faremo partendo da alcuni spunti che sto preparando per voi, ne discuteremo insieme dando più spazio al dialogo e al confronto, come ho chiesto quest'anno ai prossimi relatori di Scuola per Genitori che vorrei fosse sempre più un gruppo di apprendimento e di aiuto reciproco.
Spero di vedervi e rivedervi in questa occasione. Appuntatevi 20 novembre 2014, LIBRERIA CLU, Elllera ( di fronte al Cash Cash ). Per info 075/5171801