martedì 18 dicembre 2012

Saperci "Mettere il cuore"

A scuola spesso pongo ai ragazzi questo interrogativo: cosa fa la differenza fra una cosa fatta tanto per fare ed un'altra fatta mettendoci il cuore ?
Lo chiedo perché ritengo importante farli rilfettere su questo concetto: sono le emozioni che fanno la differenza nel vivere le cose  di tutti i giorni, sono quelle che ci permettono di non banalizzare la vita e trasformare qualcosa di insignificante e scontato in qualcosa di importante e sentito. 

Sono proprio loro: le nostre emozioni, quelle che a volte ci fa difficoltà riconoscere e altre volte ci fanno paura o consideriamo superflue o segno di debolezza. Le emozioni sono quelle che riusciamo a cogliere dentro di noi quando ci ascoltiamo in profondità: sono loro che ci permettono di "PARTECIPARE" la vita.
Partecipare é una parola importante  che ben rappresenta il protagonismo di chi si pone nella condizione di entrare in sintonia, vivere con trasporto, prendere parte attiva a ciò che accade dentro e fuori di sé. Un termine quasi sparito dal lessico dei nostri ragazzi, almeno nella accezione che intendo dire. Una parola  di cui sarebbe importante, invece, riappropriarci noi per primi per poi farla scoprire a loro. Riscoprirne il significato penso sia importante e educativo non solo in termini sociali ma anche personali.  Il piacere di sentirsi parte é l' esatto opposto del sentirsi isolati ed esclusi: esattamente i due maggiori timori dei nostri figli.

Viviamo in un'epoca in cui tanto viene agito e poco provato, facciamo tante, troppe cose e non ci diamo il tempo di goderci le emozioni che ci provocano. Finisce che tutto scorre senza lasciare traccia nel nostro cuore, senza il gusto di assaporare l'alone di sensazioni che accompagnano le cose "belle" della vita.
Proviamo a recuperiamo questa dimensione almeno preparandoci al Natale.
Allora ecco i miei Auguri per questo Natale: che tutto quel che facciamo, specialmente le cose piccole, e solo apparentemente insignficanti, diventino un prezioso regalo che facciamo prima di tutto a noi stessi: regaliamoci il tempo, lo spazio, il silenzio, la musica, i sorrisi, il piacere e l'armonia... per riappropriarci del gusto di vivere e diventeremo una gran bella risorsa anche per tutti coloro che ci vogliono bene, che avranno piacere di incontrarci, di stare con noi, di apprezzare la nostra presenza, soddisfatta, gioiosa, ricca di ciò che, anche nelle crisi più impegnative, non può venire mai meno, la voglia di vivere.
BUON NATALE

lunedì 26 novembre 2012

Annunziata: Renzi è la novità

A primarie svolte mi sembra interessante postare il video di questa breve intervista a  Lucia Annunziata in cui fa un' analisi puntuale e schietta delle posizioni dei leader del centro sinistra.  La condivido sia per il ruolo riconosciuto a Vendola per la sitnonia ideale e i riferimenti storico-politici sia per la motivazione che dà del successo di Renzi. 
Clicca sul titolo per guardare il video.

martedì 13 novembre 2012

Se i genitori tentano, invece di progettare


Troppo spesso
I GENITORI
tentano
di assecondare i figli per pigrizia, per stanchezza, per mancanza di argomenti
pensando di limitare danni e rischi di una pressione esagerata.
Danni e rischi che però continuano a temere per cui finiscono, ugualmente, per diventare iperprotettivi, invadenti con domande incalzanti sulle cose fatte, a scuola o con gli amici, magari trascurando di farsi raccontare le emozioni provate.
A volte si sostituiscono nel fare i compiti o nel valutarli, entrando magari in competizione con gli insegnanti di cui si permettono di giudicare troppo spesso comportamenti e voti.
Altre volte scivolano ad un livello di permissivismo disarmante, incapaci di mettere paletti e freni, rinunciando a responsabilizzare i figli per i loro comportamenti, obblighi, doveri.
Pensano spesso che alla fine, se il mondo in cui dobbiamo vivere è fatto così, non si possa far a meno di adeguarsi passivamente considerando accettabile anche ciò che non lo sarebbe mai se solo fosse fatto da qualcun'altro, che infatti viene facilmente giudicato.
.Capita che diventino rinunciatari rispetto alle insistenze dei figli e ai loro "ricatti" affettivi ma se poi la situazione sfugge di mano diventano rigidi e punitivi, facendosela sfuggire ancora di più.
Di solito poco disponibili a comunicare sul piano emozionale, preferiscono essere rassicurati dal racconto delle azioni compiute, almeno fino a quando sono confessabili, perché se minimamente sospettano che qualche mal azione sia stata compiuta, capita allora che  smettano anche di chiedere per paura di scoprire e dover ammettere un proprio fallimento educativo.
Certo non tutti i genitori sono così, sono quelli che vanno avanti per tentativi ed errori, senza progettare il proprio modo di essere genitore. 
Ci provano e vedono cosa succede, ma spesso con i figli non sempre e non tutto è facilmente recuperabile. Sono fondamentali i primi anni di vita, sono impegnativi gli anni successivi.
Lo abbiamo detto più volte, fare il genitore richiede una perizia nel campo delle relazioni, che bisogna maturare attraverso conoscenza, riflessione, ricerca, risposte da cercare ai propri dubbi, alle proprie incertezze sapendosi rimettere in discussione, trovando un proprio profilo da riadattare continuamente.
Occorre saper capire, intuire, non temere di affrontare, suggerire, entrare in sintonia, provare a proporre qualcosa di interessante e stimolante sul piano della relazione rendendola più emozionale che formale, sul piano della comunicazione, rendendola aperta, vivace, gioviale, ma anche rispettosa del principio di autorità e del senso di responsabilità che appartiene a ciascun ruolo, non dimenticarsi del proprio impegno educativo ma saperlo integrare con una empatia che è comprensione profonda, espressione affettiva con uan sua dimensione anche  confidenziale e intimistica.
Buon Lavoro

   

giovedì 8 novembre 2012

Dalla parte degli ultimi, per cambiare davvero

Il mondo pensa che il progresso e l' evoluzione dipenda dai potenti e dai ricchi, ma costoro si sentono degli arrivati e tenderanno sempre a conservare non a progredire, a mantenere non a conquistare. In realtá é grazie agli ultimi che riusciremo a crescere, grazie alla loro forza di riscatto, di ribellione e di conquista di ció che non hanno: sono loro la grande forza propulsiva del mondo. Dare loro ascolto, sostegno e risorse, vuol dire rimettere in gioco il mondo e dare forza al cambiamento. Come diceva Walter Benjamin:
« è solo per merito dei disperati che ci è data una speranza »

É con questa speranza che accolgo la rielezione di Barack Obama con l' augurio che sappia cogliere le istanze degli ultimi e portarle alla ribalta di questo nostro mondo spesso così disattento e sordo al grido di emancipazione e di riscossa dei più deboli e dei meno tutelati. E che sia di esempio per tanti altri.... anche per noi !

Penso che il mondo avrebbe bisogno di ritrovare il senso di un simile impegno socio-politico. Anche noi a breve voteremo, sarebbe importante capire prima possibile quali candidati hanno questa sensibilitá e il coraggio di assumere un simile impegno. La gente sa fiutare bene  l' autenticitá del messaggio politico anche se enfatizzato da un inevitabile spirito di propaganda elettorale. Lo ha giá fatto con De Magistris, con Pisapia... quando, votandoli, volle premiare la qualitá del messaggio ma sopratutto la affidabilitá del proponente. Anche lí, come per Obama, ci furono manifestazioni di grande entusiasmo e un senso  liberatorio segno che un popolo ci si ritrovava e sentiva espresse le istanze di cambiamento e di riscossa sociale di cui era animato.  Sarebbe bene che sin da ora cominciassimo a seguire le proposte politiche in campo sapendole distinguere in base alla loro forza propulsiva verso il cambiamento e  il rinnovamento.
AntArt

martedì 6 novembre 2012

Quel turpiloquio, che delusione !

Grillo ha molti meriti nell'azione poltica che sta portando avanti, ma quello che mi sembra intollerabile è l'aggressione verbale con cui ha trattato Federica SALSI.
Devo ammettere che quando l'ho vista a Ballarò mi era tanto paiciuta da portarmi a considerare in modo più accattivante, perchè ingentilito e addolcito, il MoVimento rispetto ai messaggi a volte grevi e ruvidi del capo indiscusso.
Non ho avuto nemmeno il tempo di riflettere su questo, cioè su cosa sia il M5S nella sua più vera espressione, quella dei suoi eletti che si rapportano ogni giorno con il quotidiano governo delle città, che Grillo stesso mi ha smontato con quella brutta e vecchia uscita di stile maschilista retrivo sul punto "G". E poi sono venute tutte le ingiurie inacettabili e gratuite che sdono piovute immotvatamente e con acredine scomposta su Federica e che Lei stessa ha denunciato ieri in consiglio comunale.
Che brutto atteggaimento nei confrotni della Donna Salsi e nei confronti delle donne in genere, quel richimare impropriamente e inopportunamente un elemento della loro fisiologia sessuale. Aveva l'occasione di dimostrarsi all'altezza del compito cui aspira, si è manifestato per quel che è, ciarlatano e vile, perchè ha aggredito una donna semplice e aggraziata con parole scomposte e offensive, aprendo poi un varco a quelli più intransigenti e facinorosi tra le fila del suo movimento.
MI DISPIACE, MA UN MOVIMENTO CHE SI CANDIDA A ENTRARE IN PARLAMENTO COME GRANDE NOVITA', ASSOLUTA ALTERNATIVA AI PARTITI, NON PUO' PERMETTERSI SIMILI  SCIVOLONI. 
Penso che a Grillo abbia nuociuto più tutta questa levata di scudi e questa veemenza gratuita che qualche eletto ospitato nei talk-show, e che spesso gli ha procucrato più favori e apprezzamenti di quanto lui stesso sappia fare. Comunque a loro le loro scelte, io, per parte mia, preferisco optare per chi dà più garanzie di rispetto e di affidabilità tanto più se propone un reale rinnovamento e cambiamento di classe dirigente e di programmazione politica.
AntArt 

Petizione online: «Mai più violenza sulle donne!»

Cari amici,

Ho appena letto e firmato la petizione online: «Mai più violenza sulle donne!»

Io personalmente concordo con questa petizione e penso che anche tu potrai essere d'accordo.

Se vuoi firmare la petizione
clicca qui.


Se vuoi puoi divulgarla fra i tuoi amici.


Grazie,
Renato Cipolla

mercoledì 31 ottobre 2012

E' il momento di ripartire

“Sono felice, sono una persona perbene”. “Io sono una persona per bene ed è stato per me bere un calice amaro, questo processo, ma l’ho fatto per rispetto nei confronti della giustizia e della Procura della Repubblica. Per me è un momento di felicità – dice Vendola – sono stato usato in questi anni come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso. Io ho vissuto un’intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità, oggi mi è stato restituito questo. Quello che avevo deciso era sincero, non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che è prescritto dalla Costituzione. Per me non è mai stato in gioco soltanto una contestazione specifica a cui penso di poter documentare l’assoluta trasparenza dei miei comportamenti”. 


Parole solenni dette con l'emozione e la commozione che meritano, per questo Crescere Insieme le pubblica: la passione per la legalità è uno dei capisaldi dell'azione educativa  spettante a genitori e scuola, ma anche a politici e dirigenti di un Paese che si rispetti e voglia sollevarsi e riscattarsi. 
Una nazione ha bisongo di una nuova generazione responsabile e convinta del rispetto di regole e persone: se non la impara dagli adulti di riferimento dove apprenderà questa saggezza ? Per questo tutti noi siamo chiamati a testimoniare questo desiderio e questo impegno per la legalità, l'onestà, la correttezza individuale e collettiva.
Oggi abbiamo a disposizione l'ennesima occasione per riflettere su questo prendendo spunto da quanti in Italia stanno lavorando per ridare spirito e credibilità ad un paese sano ma che troppo spesso è preda di manigoldi e sfruttatori che operano solo per proprio tornaconto in spregio alle comuni regole di convinvenza civile e di rispetto, per avidità di denaro e potere. E' il momento di ripartire con un bel colpo di reni e liberarci di questa zavorra. 

giovedì 25 ottobre 2012

Oggi Tavola Rotonda sull'Educazione

Oggi Giovedì 25 Ottobre alle 18 presso la  libreria C.L.U. di Ellera, in Via Ponchielli 5 Tel. 0755171801 incontro conclusivo di Crescere Insieme, iniziativa culturale dell'associazione Ment&corpo.
La tematica che tratteremo sarà "Essere educatori credibili oggi": come essere educatori credibili ed efficaci, nel ruolo di genitori e insegnanti, per i giovani che vivono i profondi mutamenti di questa società. Quale cultura può oggi svolgere una vera funzione di stimolo e di crescita per le nuove generazioni e come trasmetterla.

Di questo e di altro ancora parleremo con

- Giuliana Portoghese, insegnante, vice preside Scuola media Bonfigli di Corciano;
- Antonio Artegiani, sessuologo e autore del libro "Incontro all'amore";
- Alexander Maurizi, genitore ed autore del libro "Bello di papà. Lo zen e l'arte di cambiare i pannolini;


Per arricchire la discussione potrete porci domande e suggerirci spunti di riflessione commentando questo post o inviandoceli su Fb ( gruppo scuolapergenitori ).


Ci aspettiamo di incontrarvi numerosi


Francesco Artegiani





 

martedì 16 ottobre 2012

Crescere Insieme: Corso per genitori



Giovedì 18 Ottobre incontro del corso per genitori e tratteremo la tematica del "Bisogno di regole nel rapporto genitori figli". Relatrice Prof. Nadia Bassetti

Libreria CLU in via ponchielli 5 a Ellera di Corciano ore 18.

martedì 9 ottobre 2012

NUTRITION DAY: un appuntamento importante

PERUGIA 

CHIOSTRO DELLA CATTEDRALE

DI SAN LORENZO

SALA DEL DOTTORATO
12- 13 OTTOBRE 2012


NUTRITION DAY

VENERDI’ 12 OTTOBRE, ORE 15

Prof. Ernesto Burgio, Pediatra e Presidente Comitato Scientifico Internazionale ISDE
“Nutrizione materna e origine embrio-fetale della obesità e diabete.”
Prof. Pierpaolo De Feo, Endocrinologia, Università Degli Studi di Perugia ,
Direttore Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività MOtoria
“I corretti stili di vita per prolungare gli anni di qualità della vita.”
Dott.ssa Amelia Argenziano, responsabile Promozione Economica della Camera di Commercio di Perugia
“Il progetto Taste Umbria.”
Prof. Stefania Giannini, Rettore dell’Università per Stranieri
“L’Università per Stranieri di Perugia e l’Italia nel mondo.”

Sen. Anna Rita Fioroni, Presidente dell’Università dei Sapori
“La Centralità della Formazione nelle Politiche per l’Alimentazione e la Salute.”

Prof. Francesco Galli, Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Medicina Interna – Facoltà di Farmacia– Coordinatore Rete Scientifica Dieta Mediterranea – MEDINET

Dott.ssa Fernanda Cecchini , Assessore Politiche Agricole ed Agroalimentari
VENERDI’ POMERIGGIO E SABATO MATTINA
Casa Corneli offre degustazioni varie dei prodotti della ditta accompagnate dai Vini delle Cantine Lungarotti
SABATO 13 OTTOBRE, ORE 9.30

Assessore Giuseppe Lomurno : apertura del Workshop

Modera e introduce:
Prof. Francesco Galli, Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Medicina Interna – Facoltà di Farmacia– Coordinatore Rete Scientifica Dieta Mediterranea – MEDINET
“Politiche e progettualità europea per la formazione e la ricerca sulla dieta mediterranea.”
Dott.ssa Cristina Fatone, Centro C.U.R.I.A.MO.
“La dieta mediterranea: salute e tradizione.”

Dott. Luigi Corneli, Azienda Agraria biologica Luigi Corneli
“Le proteine dei legumi. I nostri legumi biologici dalla produzione alla zuppa finita e confezionata.”

Dott.ssa Isabella Dalla Ragione, Fondazione Archeologia Arborea
“Vecchie varietà di frutta, uno straordinario patrimonio di salute, cultura e storia.”

Dott. Arch. Eugenio Guarducci
“Da una idea alla realizzazione di un successo: come nasce Eurochocolate.”
Dott.ssa Teresa Severini
“Vino: dall’uva al bicchiere. Piccoli segreti per assaporarlo al meglio.”
Dr. Massimo Siviero
“La birra artigianale italiana. La qualità nella storia: dagli etruschi ai monaci benedettini ieri e oggi.”
In degustazione birre artigianali da “I Borghi più Belli d’Italia”
CHIOSTRO DELLA CATTEDRALE
Mostra pomologica di antiche specie di frutta e relative piante



martedì 2 ottobre 2012

L'ultima grande lezione di Padre Martini

Ci sentiamo in animo di pubblicare la lettera che la nipote del Cardinale ha inviato ai giornali per far conoscere il contesto nel quale maturò la scelta dello Zio di rifiutare l'accanimento terapeutico.
Lo scritto è di una tale carica emotiva e pietas umana che merita essere riproposto, così come riportato dalla stampa.
Ci permettiamo solo di aggiungere che se la nipote fosse così generosa di far giungere alla stampa anche il testo della dichiarazione ufficiale con cui il  Cardinale «ha chiesto di essere addormentato», potrebbe essere, per chi lo desidera, un valido precedente per non incorrere nelle spiacevoli sanzioni ecclesiastiche, purtroppo patite, ad esempio, da Giorgio Welby.
 

LA LETTERA



(Imagoeconomica) Caro zio,
zietto come mi piaceva chiamarti negli ultimi anni quando la malattia ha fugato il tuo naturale pudore verso la manifestazione dei sentimenti questo è il mio ultimo, intimo saluto.
Quando venerdì il tuo feretro è arrivato in Duomo la prima persona, tra i fedeli presenti, che ti è venuta incontro era un giovane in carrozzina, mi è parso affetto da Sla.
D'improvviso sono stata colta da una profondissima commozione, un'onda che saliva dal più profondo e mi diceva: «Lo devi fare per lui» e per tutti quei tantissimi uomini e donne che avevano iniziato a sfilare per darti l'estremo saluto, visibilmente carichi dei loro dolori e protesi verso la speranza.
Lo sento, Tu vorresti che parlassimo dell'agonia, della fatica di andare incontro alla morte, dell'importanza della buona morte.
Morire è certo per noi tutti un passaggio ineludibile, come d'altro canto il nascere e, come la gravidanza dà, ogni giorno, piccoli nuovi segni della formazione di una vita, anche la morte si annuncia spesso da lontano. Anche tu la sentivi avvicinare e ce lo ripetevi, tanto che per questo, a volte, ti prendevamo affettuosamente in giro.
Poi le difficoltà fisiche sono aumentate, deglutivi con fatica e quindi mangiavi sempre meno e spesso catarro e muchi, che non riuscivi più a espellere per la tua malattia, ti rendevano impegnativa la respirazione. Avevi paura, non della morte in sé, ma dell'atto del morire, del trapasso e di tutto ciò che lo precede.
Ne avevamo parlato insieme a marzo e io, che come avvocato mi occupo anche della protezione dei soggetti deboli, ti avevo invitato a esprimere in modo chiaro ed esplicito i tuoi desideri sulle cure che avresti voluto ricevere. E così è stato. Avevi paura, paura soprattutto di perdere il controllo del tuo corpo, di morire soffocato. Se tu potessi usare oggi parole umane, credo ci diresti di parlare con il malato della sua morte, di condividere i suoi timori, di ascoltare i suoi desideri senza paura o ipocrisia.
Con la consapevolezza condivisa che il momento si avvicinava, quando non ce l'hai fatta più, hai chiesto di essere addormentato. Così una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato.
Seppure fisicamente non cosciente - ma il tuo spirito l'ho percepito ben presente e recettivo - l'agonia non è stata né facile, né breve. Ciò nonostante, è stato un tempo che io ho sentito necessario, per te e per noi che ti stavamo accanto, proprio come è ineludibile il tempo del travaglio per una nuova vita.
È di questo tempo dell'agonia che tanto ci spaventa, che sono certa tu vorresti dire e provo umilmente a dire per te. La chiave di volta - sia per te che per noi - è stata l'abbandono della pretesa di guarigione o di prosecuzione della vita nonostante tutto. Tu diresti «la resa alla volontà di Dio».
A parte le cure palliative di cui non ho competenza per dire è l'atmosfera intorno al moribondo che, come avevo già avuto modo di sperimentare, è fondamentale.
Chi era con te ha sentito nel profondo che era necessaria una presenza affettuosa e siamo stati insieme, nelle ultime ventiquattro ore, tenendoti a turno la mano, come tu stesso avevi chiesto. Ognuno, mentalmente, credo ti abbia chiesto perdono per eventuali manchevolezze e a sua volta ti abbia perdonato, sciogliendo così tutte le emozioni negative.
In alcuni momenti, mentre il tuo respiro si faceva, con il passare delle ore, più corto e difficile e la pressione sanguigna scendeva vertiginosamente, ho sperato per te che te ne andassi; ma nella notte, alzando gli occhi sopra il tuo letto, ho incontrato il crocefisso che mi ha ricordato come neppure il Gesù uomo ha avuto lo sconto sulla sua agonia.
Eppure quelle ore trascorse insieme tra silenzi e sussurri, la recita di rosari o letture dalla Bibbia che stava ai piedi del tuo letto, sono state per me e per noi tutti un momento di ricchezza e di pace profonda.
Si stava compiendo qualcosa di tanto naturale ed ineludibile quanto solenne e misterioso a cui non solo tu, ma nessuno di coloro che ti erano più vicini, poteva sottrarsi. Il silenzio interiore ed esteriore i movimenti misurati l'assenza di rumori ed emozioni gridate - ma soprattutto l'accettazione e l'attesa vigile - sono stati la cifra delle ore trascorse con te.
Quando è arrivato l'ultimo respiro ho percepito, e non è la prima volta che mi accade assistendo un moribondo, che qualcosa si staccava dal corpo, che lì sul letto rimaneva soltanto l'involucro fisico. Lo spirito, la vera essenza, rimaneva forte, presente seppure non visibile agli occhi. Grazie Zio per averci permesso di essere con te nel momento finale. Una richiesta: intercedi perché venga permesso a tutti coloro che lo desiderano di essere vicini ai loro cari nel momento del trapasso e di provare la dolce pienezza dell'accompagnamento.
Giulia Facchini Martini

martedì 25 settembre 2012

Saper parlare di sessualità con i figli

Sulla sessualità si concentrano comportamenti ambivalenti sia da parte dei figli che dei genitori: i primi, quando sono ancora ragazzi fingono di non considerarla, i secondi accettano di credere a questa finzione; e ancora  i figli non sopportano l'idea che i genitori la pratichino perchè la ritengono una dimensione tendenzialmente giovanile e i genitori fingono alcuni pudori di troppo per evitare l'argomento.

Si crea così un equivoco grossolano che lascia un vuoto comunicativo importante su quello che è uno degli argomenti più critici della crescita.

C'è uno spazio da colmare, quindi, nella preparazione educativa dei genitori ed è quello relativo ai significati  impliciti nei gesti sessuali. C'è da imparare il linguaggio giusto, le parole adeguate per raccontare aspettative e potenzialità della sessualità: altrimenti tutto viene banalizzato e rischia di essere considerato un agire scontato e non una ricerca di intesa.
Non sto parlando di amore, perchè so bene che si può fare sesso anche indipendentemente dal coinvolgimento sentimentale ( comunque meglio quando c'è )  ma sto parlando di emozioni collegate allo scambio dei gesti affettivi. Delle emozioni infatti non possiamo farne a meno perchè accompagnano ogni nostro agire e allora occorre saperne promuovere di positive per non finire a raccogliere solo quelle negative.

Spiegare e comprendere il grande gioco della corporeità che si affaccia all'orizzonte dei figli adolescenti, ma anche molto prima è importante per poterli accompagnare con discrezione ma attivamente verso la scoperta della sessualità sin da bambini: le prime pulsioni sessuali  vengono percepite sin dai primi anni di vita di relazione, quindi già dalla scuola materna e via via che si cresce si prende consapevolezza della propria identità sessuale, del proprio orientamento, del proprio modo di approcciarsi alla sessualità. 
I bambini si fanno un' idea da subito dei sentimenti e del bisogno si scambiarsi gesti fra chi si ama: e noi genitori non possiamo far finta di nulla e farli sentire soli in questa impegnativa costruzione del proprio sé, anche sessuato.
I ragazzi poi hanno altre  necessità: sapere e capire per organizzarsi a vivere i sentimenti e la sessualità che incombono.
Quando l'amore bussa alla porta i genitori non possono parlare d'altro, perchè questa è l'emergenza.! Se, invece, esibiscono un distacco eccessivo sarà bene capire cosa sta succedendo dentro di loro per non lasciarli soli a interpretare i propri segreti e le proprie reticenze..Occorre trovare le parole per suggerire riflessioni opportune e utili per aiutarli a guardarsi dentro, ad ascoltarsi, a capirsi, ad accettarsi e, al momento opportuno, saper percepire tenore e intensità dei sentimenti e trovare i gesti giusti per saperli vivere.

E' proprio su questi argomenti che troneremo GIOVEDì 27 SETTEMBRE A CRESCERE INSIEME, Libreria CLU di Ellera ORE 18  per approfondire il significato della gestualità amorosa e poterlo trasmettere ai nostri figli con l'intensità e la passione che l'argomento richiede.
Vi aspetto.... Antonio Artegiani

martedì 18 settembre 2012

anoressia e bulimia in famiglia:strategie per affrontare il problema

Il rapporto con il cibo nasconde spesso una condizione psicologica particolare perché il cibo rappresenta un degli strumenti con cui interagiamo con il mondo. Attraverso di esso possiamo mandare dei segnali a noi stessi e agli altri circa la nostra voglia di  accettare o rifiutare la realtà che ci circonda, tuffarcisi a capop fitto o distaccandocene con violenza.. Insomma il tema del rapporto con il cibo è  alquanto  complesso e coinvolgente per la persona e non è solo questione di abitudine o di vezzo.

Il cibo, le bevande, sono strumenti di piacere che si possono anche rifiutare o esaltare in virtù di quanto si è in sintonia o in distonia con se stessi e con gli altri. Cogliere i sapori che da essi derivano, per provarne piacere e saturare il propri bisogni di autosiddusfazione, oppure trangugiarli alla sola ricerca di ripienezza, sono due modi opposti di relazionarsi con ciò di cui ci cibiamo.
Nei casi di alterato rapporto con il cibo si possono, poi, avere degli effetti collaterali non sempre facili da accettare  e da  compensare: in questo caso esso stesso diviene causa di disagio: chi mangia troppo potrebbe ingrassare rischiando di non piacere. Si crea, quindi,  una sorta di conflitto fra due bisogni, quello di saziarsi e quello di piacere, e non sempre se ne esce con equilibrio. Trovarsi nella necessità di scegliere fra due opzioni così importanti può creare una sofferenza profonda difficile da gestire. Dinanzi a questo bivio non si ha la lucidità per affrontarlo: se mangi ti assecondi ma rischi di non piacere e di perdere il controllo sugli altri; se non mangi ti imponi un comportamento così innaturale da richiedere un ipercontrollo su te stesso/a. Si possono, allora, prendere decisioni esasperate dal proprio senso di impotenza, dal pensare che non ci sia una soluzione possibile se non quella di infliggersi l'obbligo di non mangiare o di abuffarsi per poi vomitare, subendo pesantemente su se stessi conseguenze e danni, fisici e psico-affettivi
Qualcuno dinanzi a questo conflitto fra esigenza affettiva, volersi bene ed assecondarsi, ed esigenza estetica, voler piacere, non trova la giusta sintesi e smette di mangiare o comincia ad abbuffarsi avendo sperimentato l'escamotage di poterlo fare spendo poi  vomitare.
Non mangiando ci si infligge una ferita profonda per i danni all'organismo e i turbamenti della psiche; se ci si abbuffa vomitando ci si illude di poterla fare franca entrando però sempre più in un circolo vizioso dal quale se ne esce difficilmente e con estrema fatica.
Le turbe che portano ad un cattivo rapporto con il cibo in termini  di rifiuto o di eccesso chiamate anoressia e bulimia complicano spesso l'età della adolescenza quando la relazione  che si costruisce con il mondo, e veicolata spesso dal cibo, può diventare così critica da incidere profondamente sulla formazione della personalità.
La prevalenza di questi disturbi del comportamento alimentare o DCA si situa fra lo  0.2% - 0.3%: della popolazione generale che in Italia fa stimare che ci siano fra le 150 e le 200 mila persone affette, la stragranmde maggioranza di sesso femminile e ocmresa fra i 12 e i 25 anni. E questa ipotesi viene considerata anche arrotondata per difetto.
È forte il rischio di cronicizzazione che rendono spesso le situazioni di difficile o impossibile soluzione. La mortalità per suicidio o per malattia correlata alla malnutrizione si aggira sul 10% a dieci anni dall'esordio e raggiunge il 20% a venti anni. Considerate che è la prima causa di morte per malattia nella fascia di età compresa tra i 12 e i 25 anni, in pazienti di sesso femminile, ovvero 0,56% all'anno.

I genitori possono fare molto intanto per prevenire il problema in quanto spesso sono parte in causa in questo disagio di partenza e di fondo che porta alla situazione patologica: una relazione sana, affettivamente positiva senza assenze ma anche senza invadenze può essere efficace; possono fare molto prestando attenzioni ed attenzione a ciò che sta accadendo attorno ed accorgersi del disagio attraverso quei piccole e grandi segni che lanciano i figli per dimostare il proprio disagio e chiedere aiuto, prima che il problema si manifesti in tuitta la sua virulenza.
E poi possono fare molto per cercare di recuperare la condizione quando si manifesta.
E' proprio su questo tema, su come essere positivi e quali segnali è importante cogliere  che ci ritroveremo a parlarne con la Dr.ssa M.Sara Sanavio, psicoterapeuta con esperienza clinica su questo versante, GIOVEDI' 20 SETTEMBRE ORE 18 al primo incontro della stagione di CRESCERE INSIEME dal titolo: "Anoressia e bulimia in famiglia:strategie per affrontare il problema", Libreria CLU di Ellera , Tel 0755171801.
Vi aspettiamo.

venerdì 14 settembre 2012

NUOVI APPUNTAMENTI di CRESCERE INSIEME

Buongiorno a tutti e ben trovati, mi è gradita l'occasione di scrivervi per informarvi che riprendono gli incontri di Crescere Insieme.
Sarà un piacere ritrovarci numerosi, dopo l'estate, per approfondire temi e amicizia così da ricreare quella bella atmosfera di partecipazione con cui ci eravamo lasciati a giugno e che ci ha permesso di CRESCERE INSIEME.


I temi che affronteremo in questo scampolo di fine anno sono:  
20 Settembre
Anoressia e bulimia in famiglia: strategie per affrontare il problema
Dr.ssa Maria Sara Sanavio, psicologa e psicoterapeuta.

27 Settembre
Come parlare di sessualità agli adolescenti
Dr. Antonio Artegiani, sessuologo, ASL2.

18 Ottobre
Il bisogno di regole nel rapporto genitori-figli
Dr.ssa Nadia Bassetti, formatrice Ist. Gordon.

25 Ottobre 
Dr. Francesco Artegiani, psicologo. Incontro finale.
Gli incontri si svolgono alle 18 presso la Libreria C.L.U. di Ellera, via Ponchielli 5, di fronte alla pizzeria "Malafemmena"
Crescere Insieme è una iniziativa dell'associazione culturale ment&corpo.

Grazie. Francesco Artegiani
Presidente di ment&corpo

martedì 11 settembre 2012

Primo giorno di Scuola: un inizio solenne

Cari Genitori,
domani inizia un nuovo anno scolastico e vorrei suggerirvi un atto solenne da dedicare ai vostri figli: SCRIVETE LORO UNA LETTERA.
Qualunque età abbiano sapranno apprezzare ! E' solo questione di linguaggio.
Comiciate raccontando le emozioni quelle che state vivendo ora con loro e quelle che vivevate alla loro età..
Sia una lettera solenne perchè la Scuola è una cosa seria per tutti dai 6 ai 18 anni: è la grande opportunità che questa società dà loro per poter contare nella vita, e la conoscenza si costruisce giorno dopo giorno dal primo all'ultimo.
Non lasciate che le cose importanti vengano dette solo nelle dichiarazioni ufficiali delle autorità, di solito lasciano il tempo che trovano, fatelo anche, e soprattutto, Voi.
Sappiate trasmettere una tensione emotiva nuova legata alla vostra capacità di saper condividere ( con discrezione ), aiutare ( senza sostituirsi) , partecipare ( e non controllare ) .
Prendete solenne impegno di evitare le solite raccomandazioni, scontate e inutili, gli interrogatori quotidiani su cosa hanno fatto a scuola e la verifica giornaliera dei compiti..
Promettete di lasciare un margine alla loro discrezionalità per fargli esercitare il senso di responsabilità, di impegnarvi ad essere stimolo e guida per capire l'atteggiamento da tenere di fronte alla vita, di provare ad aiutarli nel saper interpretare e fare tesoro delle esperienze che faranno, di ascoltare le loro passioni quando e come vorranno svelarvele.
Così sarete una risorsa veramente indispensabile alla loro crescita e ve ne ringrazieranno a tempo opportuno.
Inserite nella lettera i vostri intendimenti affinché si accresca la loro consapevolezza di come vorreste essere accanto a loro, cosìcché, quando non vi riuscirà sapranno perdonarvi la debolezza e magari ricordarvi i buoni propositi.
Non abbiate paura di svelare né le vostre intenzioni, né tantomeno, le vostre emozioni... è così che si crea empatia e i figli ne hanno bisogno per rafforzare il proprio senso di appartenenza alla famiglia come nucleo intimo di persone che tendono alla condivisione.
So che il difficile è proprio essere "seri" con i propri figli perchè riesce più facile fare i paternalisti, gli iperprotettivi e trattarli da "ancora piccoli", incapaci di intendere e di volere le cose serie e solo giocare e divertirsi. Invece hanno sì diritto ad essere spensierati ma non troppo.
Per iperproteggerli a volte li rendiamo disadattati e questo è un mondo che gli chiede conto molto prima che a noi ed è un bene che imparino ad essere responsabili sin da piccoli.
Considerateli una forza "lavoro" della casa, e non evitategli impegni e mansioni in ossequio al loro status di studenti: non ne riceverete nè aiuto né studio. C'è tempo per fare tutto: in casa, per lo studio, per il gioco, per il tempo libero: sapersi organizzare è anche esso un modo per crescere.A una certa età non possiamo più accettare che stiano al seguito ma dentro la famiglia, e questo dobbiamo dirglielo.
Chiedete anche a loro di indicarvi cosa si aspettano da voi per aiutarli a crescere. Fare unità con loro è importante: sentitevi uniti rispettandovi e confrontandovi, vi darà la forza per raggiungere meglio i traguardi che vi ponete.
Non siate disponibili solo a dargli soldi, pagargli "vizi", e concedergli "ozi".Accompagnarli ovunque perchè non perdano nessuna opportunità è un finto sostegno: hanno bisogno di imparare a compiere scelte, piccole o grandi che siano: non va fatto tutto va fatto ciò che piace. ( A questo proposito è bene riflettere sul legame fra doveri e piaceri, ma lo affronterò in una prossima occasione sebbene sia strettamente collegato al tema della Scuola ).

Vi auguro proprio che l'inizio della Scuola sia per la vostra famiglia un momento di riflessione e di intendimenti reciproci per ricominciare un anno con un concorso di idee, di valori, di significati esistenziali che faccia della famiglia una risorsa utile per tutti coloro che ci con-vivono.
Buon anno scolastico a voi e ai vostri figli.

Antonio Artegiani

martedì 4 settembre 2012

l'ombra di una generazione

Quando una generazione fallisce è un disastro su molti fronti. La nostra, ad esempio, non ha saputo gestire il difficile travaglio sociale ( le grandi trasformazioni socio-politiche e migratorie ) tecnologico ( le continue nuove potenzialità alla portata di tutti ) economico ( i movimenti di capitali e le illusioni di facili guadagni con giochi di borsa e dinamiche esasperate di mercato ) e si è ritrovata a rincorrere idee nuove senza darsi il tempo e l'impegno di validarle, tanto era spinta a rincorrerele innovazioni e i cambiamenti. Non era facile, è vero ma il crollo delle ideologie, la resa alle logiche di mercato, la rincorsa tecnologica hanno, ad esempio, impoverito le idealità e le finalità della gestione sia della sfera privata ( famiglia, lavoro, tempo libero ) che di quella pubblica ( classe dirigente e, in particolare, la politica).
Ogni giorno assitiamo a penose testimonianze di piccinerie da parte dei cosiddetti "Grandi della Terra".
Fino a qualche buon decennio fa se osservavi bene le personalità alla guida del mondo ti accorgevi di una loro statura morale, culturale e social-politica che richiamava rispetto, ascolto e osservanza perchè era una testimnianza pensata, meditata, ricercata. Magari non sempre specchiata elimpida, abbiamo scoperto poi, ma comunque a quel tempo erano un riferimento importante.
Oggi non mi sembra affatto così.
Questo lo avverto spesso guardando la TV: sembra che la contaminazione mediatica abbia diluito ogni messaggio, anche quelli che pretenderemmo essere solenni e di grande caratura. Mi sembra così, ad esempio, nei discorsi beceri e scandalistici della campagna elettorale statunitense, mi sembra vero nella povertà di proposte politiche italiane ( non di tutti, chiaro, Holland in Francia ad esempio non mi dà questa sensazione), in alcune dichiarazioni, sfrenate e scomposte, di uomini in vista in questo paese e mi è sembrato drammaticamente vero in quella freddezza con cui il Papa ha partecipato alla scomparsa e alle esequie di Padre Martini ( come preferiva essere chiamato ultimamente ) emerito Cardinale di Milano. Queste solo per citare alcune ultime occasioni in cui ho provato questo disagio.
Davvero tanta pochezza che si traduce in un impoverimento di considerazione e di riconoscimento che i nostri giovani figli dimostrano nei confronti di queste personalità ormai scese nella cosniderazioen colettiva e perciò facuilmente criticabili come si farebbe con un vicino di casa o un compagno di scuole o di lavoro. Tutto questo è estremamente negativo e pericoloso per la crescita equilibrata e corretta dei nostri figli che hanno bisogno di relazionarsi anche con cose più grandi di loro per avvertirne l'importanza e ricevere un senso di rassicurazione e di realtà: nè va della portata stessa della valenza educativa di certi ruoli. E' un peccato che queste debolezze umane non compensate, corrette o mitigate da una morigeratezza di comportamenti debbano finire per ridurre la forza attraente dei valori e delle idealtà che ad esse vengono collettivamente riferite e attribuite
Un mondo più povero stiamo consegnando ai nostri figli... e questo non mi piace perchè non se lo meritano... Noi con tutte le nostre battaglie e contraddizioni crescemmo comunque in un quadro di riferimento di autorità e di ideali che era importante avere anche per poterlo contestare e superare...
Oggi non è più così.
Allora più che mai spetta ai genitori recuperare su questo piano per poter offrire ai propri figli una base di partenza di passioni, di valori e di significati esistenziali senza i quali la vita davvero può apparire più difficle e più piatta e sul quale i nostri figli hanno il nostro stesso diritto di poter contare per costruirsi la propria personalità fatta di sensibilità e dipropsettive.
Ant Art

lunedì 3 settembre 2012

Sessualità & disabilità: un binomio da cominciare a declinare

Il tema della sessualità e disabilità è un tema scottante. Sconta i tanti pregiudizi, tabù e  moralismi che si assiepano attorno alla sessualità e gli altrettanti timori, reticenze e perplessità che ruotano attorno alle persone disabili.
Questo video che vi presento cerca di aprire uno squarcio in questo silenzio assordante  che avvolge questo dilemma: come far dialogare queste due dimensioni  della persona  che sembrano in contraddizione fra loro. Infatti la sessualità per antonomasia la colleghiamo con la salute e l'autonomia mentre la disabilità con il limite e l'assistenza.  E' questa sfida che va posta perché una mediazione è possibile, partendo, magari. proprio dalla revisione di queste associazioni di idee.
Occorre far maturare in noi la percezione della sessualità come dimensione naturale e sostanziale, non opzionale e meritoria, necessaria a qualsiasi persona per realizzarsi nella molteplicità delle sue esigenze istintuali, emozionali, sentimentali, corporee, sensoriali, psichiche. Quindi la sessualità appartiene a tutti e è bene che, superando barriere e distanze, si cerchino le giuste mediazioni per permettere di esprimerla anche ai disabili, specialmente quelli mentali, nelle forme possibili.
Questo obiettivo è possibile ed è un bene sociale da raggiungere attraverso una crescita culturale che le associazioni di promozione sociale, sensibili a queste tematiche, è bene che stimolino facendo girare il discorso e provando a far maturare nuovi atteggiamenti individuali e sociali utili a dare risposte a questa tematica nascosta ma molto sentita dalle famiglie interessate.
Noi ci candidiamo a offrire un luogo per il dibattito inziando da questo blog.




Chi fosse interessato al DVD con il video completo può collegarsi don il sito della produzione: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1067.html

martedì 28 agosto 2012

un gioco di fine estate: Libera la Fantasia !


Cari genitori,
al ritorno dalle vacanze lo spirito si è disteso e abbiamo accumulato  tante esperienze nuove in relazione all'ambiente che ci circonda,  alla nostra dimensione personale, al rapporto con   gli altri.
E'  il tempo giusto, allora,  per stimolare la fantasia con qualche stimolo  in più.
I figli spesso capiscono, molto meglio di noi, il linguaggio  figurato  e attraverso il loro innato senso della identificazione  possono  cogliere pienamente  il suggerimento che  riporto qui sotto e vi  trasmetto con affetto in questo caldo fine  agosto.
Trovate il tempo  per  rilassarvi e fatelo anche con loro, siano bambini o adolescenti, presteranno attenzione all'idea di questo gioco.
Se sarete attenti alle loro risposte e ne  stimolerete anche e soprattutto i perché verrà fuori un dialogo diverso e alla fine avrete raccolto  tante nuove informazioni su come i vostri figli si vedono,  si considerano  e  si  rapportano con se stessi e con gli altri,
Tante belle informazioni  per conoscerli meglio e  ripartire  per  provare ad accettarli per quello che sono ... 
     
LIBERA LA TUA FANTASIA

Se fossi un animale chi potresti essere ? ____________________________________
perché_______________________
 
Se fossi un fiore o un albero quale potresti essere ? ____________________________
perché_______________________
 
Se potessi scegliere il paese in cui nascere, quale sceglieresti ? _____________________
perché_______________________
 
Se fossi uno scrittore che libro scriveresti ? __________________________________
perché ______________________
 
Se potessi vivere in un periodo storico diverso quale sceglieresti e con che ruolo ? ___________________________
perché ______________________ 

giovedì 2 agosto 2012

dai giovani impariamo il valore della coerenza

La Coerenza è un valore che dobbiamo far ri-amare a tutti cominciando dai nostri figli. E non ci scordiamo che si ama ciò che si impara a conoscere ed apprezzare: quindi i figli hanno necessità di vedere in noi il germe di questo valore.
Troppe volte noi grandi, invece, pensiamo di poterla driblare, la coerenza, per ragioni di forza maggiore, per una sorta di "saggezza" che guarda lontano e quindi tutto scusa e tutto giustifica per logiche di opportunismo.
NON e' così. Anche se la storia del nostro Paese e le testimonianze date da certi politici, da persone in vista, da opnion-leaders, ci hanno abituato ad accettare di tutto per ragion di stato e di "opportunità politica" o per esigenze mediatiche, non è così che si cresce e si fa crescere una generazione virtuosa.

Certo le notizie del mondo dei grandi sono avvilenti, la scoperta di una trattativa stato-mafia ( non sono voci, c'è una sentenza della corte di Cassazione che ne attesta l'esistenza, difficile a crede ed accettare ma è così ), il continuo difender le posizioni di privilegio delle caste,  e giù, giù fino ai giorni nostri con Nichi Vendola che abbandona l'alleato prescelto per schierarsi con politici che idealmente non sono esattamente coerenti con il suo pensiero, storia e attività politica ( De magistris ha scritto nel suo blog un bel pezzo che potete leggere cliccando qui ), non sono segnali che sostengono un' educazione a favore del coraggio delle proprie idee e della determinazione a difenderle e perseguirle con forza e determinazione.
Sembra quasi che tutto sia negoziabile e invece no, non è così !
I figli hanno bisogno di sapere che proprio "NON TUTTO E' NEGOZIABILE".
Regole, diritti, legalità, senso dello stato e del dovere, ideali, possono essere condivisi e difesi, possono essere mediati sì, perchè la rigidità rende schiavi, ma non rinnegati né barattati. Dimostriamolo per primi noi nella vita di tutti i giorni, non con le prediche, con l'esempio.
Mi capita spesso di incontrarmi con ragazzi molto attenti alle incoerenze che vedono davanti a loro e pronti a criticarle perchè hanno in sé il germe della coerenza. Il problema che vengono presto disincantati dall'esperienza quotidiana del modo di vivere del mondo adulto.
Peccato.
La motivazione "nobile" portata a giustificazione delle incongruenze fra ideali e comportamenti QUASI MAI è CONVINCENTE, lo è molto di più la genuinità dei giovani quando credono che gli ideali e i valori vanno difesi a qualunque costo.
Non è un caso che i movimenti di legalità e opposizione alla mafia, al pizzo, alla illegalità diffusa siano fondati sulla passione civile e sul coraggio dei giovani.
In questo ambito dovremmo accettare una sorta di educazione al contrario, una ri-educazione di ritorno dove noi siamo gli educandi e i giovani gli educatori.
Una bella dose di umiltà potrebbe cambiare il mondo cominciando da piccoli passi di coerenza concreta e quotidiana al lavoro, con gli amici ma soprattutto in famiglia, il che non vuol dire imporsi un obiettivo rigido e intransigente ma più semplicemente cominciare, umilmente, a riconoscere le proprie incoerenze e provare a evitarle e correggerle.
Riconoscere il proprio difetto anche con i figli li aiuta a capire anche di più quanto sia importante e difficile tutto questo, ma come ogni valore in cui si crede va perseguito, con naturalezza e modestia, ma va perseguito perchè utile a sé e alla convivenza civile.
I figli, forse, ci potranno aiutare in questo cammino, e potremo acquistare più credibilità ai loro occhi e insegnare loro anche il valore del sacrificio per l'affermazione di un principio più alto.

martedì 31 luglio 2012

INQUINAMENTO: la verità è spesso un'altra, e non sempre migliore...

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, lasciando a voi conlcusioni e commenti... speriamo di poterli leggere

Barilla importa molto più del 30%  del grano dagli USA - Canada... e li buttano disseccanti sulle colture per far maturare il grano duro, con residui alti nella dieta (Monsanto ha chiesto recentemente all'EFSA di alzare i residui del Roundup anche sulle lenticchie)

e il grano per la Barilla (o per la Plasmon) in italia, dove la Coldiretti dice di aver spuntato 1-2 € / q.le in più... pensate che successo...è sottoposto spesso a trattamenti chimici e concimazioni altissime.... per contratto !!!
pesticidi venduti ovviamente anche dai consorzi agrari ...(spesso di proprietà della Coldiretti) e la chiamano "alta qualità " ....dimenticando "alta tossicità "...ovviamente nei limiti di Legge.... o di tolleranza...ma non di intolleranza... ampiamente superati dalle allergie galoppanti nel nostro paesee dall'incremento delle malattie degenerative, grazie all'avvelenamento della base della dieta Italica...il grano duro fino a 15 anni fa poco trattato o quasi per nulla... soprattutto al Sud Italia, sua Terra di elezione... oggi però si usano varietà  molto produttive ma sensibili a tantissimi patogeni....ed ovviamente nessuno comunica agli agricoltori che basterebbe un pò di rame e zolfo per prevenirli... ovvero metodi biologici innocui...mentre i bollettini fitosanitari regionali consigliano di intervenire con antimuffa chimici,quando è troppo tardi,quando la malattia si è¨ manifestata... quando ormai è inutile perchè il danno è stato fatto quando gli agricoltori spendono molto di più rispetto a un pò di zolfo e rame prima della levata... e addiritttura rovinano parte del raccolto per passare sopra la coltivazione a maggio (la paura di perdere tutto il raccolto è forte...)
...inquinando anche il terreno e le acque, oltre alla nostra dieta, ovviamente...
(osservate i segni delle ruote dei trattori a maggio e distinguete i grani avvelenati da quelli biologici)

Inoltrela questione dei livelli di tolleranza di micotossine sul grano duro, aumentati dalla UE....mi pare vera a quanto mi risulta...con conseguente crollo dei prezzi in Italia... in particolare del Sud, dove le micotossine non ci sono... e il grano valeva molto di più anche per questo, oltre che per la qualità  e la bassa produzione...tutto ciò a favore del Grano duro del Nord... di scarsa qualità....che sia italiana o americana poco importa....

i prezzi del grano sono certamente saliti di brutto nel 2007....anzi mostruosamentema solo per il fatto che i contadini avevano ormai tutti venduto il loro granoed essendo a ottobre esaurito tutto  il grano italiano, anche perchè l'anno prima il prezzo era cosi basso che quasi la metà  degli agricoltori hanno smesso di coltivarlo...con grave danno per i sementieri nazionali (Asseme)
allora....
i commercianti internazionali hanno approfittato duramente..."prendere o lasciare .. se vuoi fare la pasta ...il prezzo lo decidiamo noi"hanno comprato a 18-20 € per q.le il granp sotto trebbiatura.... poi hanno alzato fino a 25-27 € al quintale... a settembre ottobre..per cui i contadini hanno venduto...e quando tutti hanno venduto loro il grano
i commerciantisono passati all'incasso avendo il 100 % del mercato nelle loro mani....vendendo a  oltre 100 € al q.le..  con le semole impazzite fino a 150 € /q.le...e a Bari probabilmente arrivava di tutto...muffe incluse (da lunghi stoccaggi)...ci stà che coi prezzi così alti le tentazioni siano state altissime per comprare anche gli stock che nemmeno la zootecnia poteva prendersi...son voci ma sarebbe bene che andassero verificate dagli organi competenti...non si sa mai...questa si chiama speculazione (o prova generale di Globalizzazione...)
da parte di gente che fa cosìì dai tempi dei ...Faraoni egiziani...dove la Barilla è ovviamente anche vittima...ma nello stesso tempo carnefice ...dei contadini e di se stessanon puntando chiaramente alla qualità  biologica italiana
(e/o internazionale...  se il grano italiano non le basta...)

intanto i fondi UE per costruirsi un silos aziendale per i cereali non sono più disponibili per gli agricoltorisarà un caso?
Cargill e sorelle vogliono tutto nelle loro mani e navi di grano solcano gli oceani per speculare sul prezzo passando da un porto all'altro in base al prezzo di mercato locale e alle carenze ed eccessi di turno delle produzioni(ho personalmente osservato un commerciante grande di Todi comprare grano come fossero azioni di borsa...mentre gli parlavo dell'opportunità di puntare al biologico per la propria azienda......figuriamoci...mentre l'India fa marcire e distrugge milioni di tonnellate di grano (mentre la gente muore di fame)  affinchè il prezzo tenga...ma sempre e soprattutto per fare un favore ai commercianti(e a qualche raro agricoltore di grossa taglia che se lo può permettere, perchè non ha de biti...il quale vende il grano quando il prezzo è maggiore... spesso aspettando mesi e mesi...).
Infine per la radioattività...girano voci che il grano dell'Ucraina non sia dei migliori e nemmeno quello francese (tenero in questo caso) siamo sicuri che anche ai tempi di Cernobyl siano state distrutte tutte le produzioni?
credo che sia molto probabile che qualche furbo le abbia diluite a dovere nel tempo...chissà... mancano le prove...
insomma

MANGIACOMEPARLI 
acquistando da chi si conosce direttamente
100% italiano, Biologico, e libero da OGM...

E' l'unica difesa che abbiamo oggi per la nostra salute
e per fortuna molti agricoltori hanno cominciato a  ...
fare direttamente la Pasta Biologica
e spesso di varietà locale italica, non modificata dalle radiazioni nanizzanti...
concausa di celiachia diffusa...
A proposito, 
a quanto ammonta il danno sanitario di tale patologia/allergia negli ultimi decenni?
e i danni da patologie degenerative associate al bioaccumulo di pesticidi ...Alzheimer, tumori, squilibri ormonali, cancro al seno e alla prostata...ecc... ?
...non sarà il caso che qualcuno cominci a pagare come è accaduto per l'Amianto?
Non sarà il caso di organizzare una superprocura per affrontare il problema dei pesticidi e delle tossicità alimentari nel nostro paese?
saluti cari
Giuseppe Altieri