martedì 31 gennaio 2012

Eclissi di Donna

Vi proponiamo un nostro video su un argomento molto sentito e attuale: gli stereotipi di genere. Ci sembra importante offrire una occasione di riflessione su uno dei temi più scottanti della società attuale: l'utilizzo dell'immagine della donna per un uso scomposto e degradante di mercato. Tutti noi dovremmo impegnarci per creare una cultura nuova che contrasti questo imbarbarimento mediatico. Se una società non è capace di rispettarsi occorre reagire e scuoterla: allora famiglia e scuola devono unirsi per creare dal basso una nuova cultura entrando nel problema, parlandone e affrontandolo con i ragazzi e cercando con loro stessi un nuovo linguaggio con cui raccontare le donne.
Buona visione e buon lavoro.

martedì 24 gennaio 2012

Dosare le forze aiuta a star meglio

Questo è un tempo che ci pone dinanzi a obiettivi troppo spesso pretenziosi frutto di una sfida continua con la vita, con noi stessi, con gli altri.
Con questo atteggiamento finiamo per consumare tante energie che alla fine ci lasciano esausti: quello che risulta è uno stato d' animo non di soddisfazione ma di turbamento e, a volte, senza nemmeno il risultato in tasca.
Una sorta di deficit da consumo di tante risorse personali importanti che ci rende scarichi e sfinìti. Meriterebbe spendersi per qualche ideale in più e qualche velleitã in meno così da ripristinare le risorse spese e non affannarsi per rincorrere traguardi sempre più ardui.
Impariamolo per noi e proviamo a trasmetterlo anche ai nostri figli.

martedì 17 gennaio 2012

Ammettere il limite rende grandi

A margine del comportamento del comandante della Nave Concordia, naufragata per un suo errore di calcolo, e sentendo le comunicazioni avute dallo stesso con la Capitaneria di Porto appare chiara una manifesta immaturità della persona che prova a sminuire la portata dell'evento, anche dinanzi alla totale evidenza e pericolosità della situazione, pensando, così, di prendere tempo e farla franca.
In uqesto caso viene da domandarsi se una valutazione psico-emotiva venga fatta a fronte dell'affidamento di una simile responsabilità come è la vita di migliaia di persone in mare ma nel contempo mi vengono in mente tanti altri esempi in cui anche dinanzi alla evidenza dei fatti, alcuni delitti più o meno noti di questi anni ne sono l'esempio, il colpevole prova comunque a far finta di nulla, a deviare i sospetti, a negare fatti e circostanze appurate. 

Purtroppo questo atteggiamento di ridimensionamento dell'accaduto e di fuga dalle proprie responsbailità è sempre più frequente in questa nostra cultura dell'apparenza e del raggiro. Tutto sembra possibile, da far credere. E' la fatuità di una idea della vita finta sempre più simile ai reality dove le cose sono costruite e possono essere manipolate a proprio piacimento, cambiate, corrette. Viviamo nella continua illusione di un possibile rewind che invece è impossibile nella vita vera, quella dove la gente piange e soffre anche per colpa degli altri, e non può fingere e cancellare.

Tutto questo è diretta conseguenza di una diffusa difficoltà a riconoscere ed ammettere il proprio limite: è un segno di grave immaturità della persona e incide negativamente nella crescita e nella sicurezza delle persone. Genitori, insegnanti, educatori hanno una grande responsabilità in questo processo di mancata maturazione.

L'accaduto di questi giorni ci dà modo, quindi, di riflettere anche sulle nostre vite, dovremmo chiederci quante volte tentiamo noi stessi di sottacere, sminuire o negare un nostro limite pur di mostrarci migiori, infallibili, perfetti, diversamente da come siamo, provando a salvarci la faccia anche quando sarebbe il caso di fare ammneda, chiedere scusa, riparare.
Certo non mi sfugge la diversa dimensione dei fatti ma penso che una buona palestra di vita debba cominciare già dalla capacità di accollarsi pesi piccoli per abituarsi, se fosse necessario, a sopportare e anche responsabilità più grandi e oneri più pesanti.
Per concludere coglierei questa lezione per noi genitori: abituiamo anche i nostri figli ad assumersi le responsabilità di quel che compiono, non facciamogli troppi sconti, non siamo i loro Cirenei, siamo i loro educatori.... portiamoli ad ammettere i propri limiti e i propri errori per preparali a far fronte alle proprie responsabilità, non tanto razionalmente quanto emotivamente: accettare un rifiuto, una penalizzazione, un rimprovero, una punizione, una sconfitta... prepara alla vita. Si può e si devono ammettere difetti, limiti ed errori senza drammatizzarne la portata e continuando a riconoscere i propri pregi, capacità e abilità.
Comiciamo da subito. Buon lavoro