giovedì 2 agosto 2012

dai giovani impariamo il valore della coerenza

La Coerenza è un valore che dobbiamo far ri-amare a tutti cominciando dai nostri figli. E non ci scordiamo che si ama ciò che si impara a conoscere ed apprezzare: quindi i figli hanno necessità di vedere in noi il germe di questo valore.
Troppe volte noi grandi, invece, pensiamo di poterla driblare, la coerenza, per ragioni di forza maggiore, per una sorta di "saggezza" che guarda lontano e quindi tutto scusa e tutto giustifica per logiche di opportunismo.
NON e' così. Anche se la storia del nostro Paese e le testimonianze date da certi politici, da persone in vista, da opnion-leaders, ci hanno abituato ad accettare di tutto per ragion di stato e di "opportunità politica" o per esigenze mediatiche, non è così che si cresce e si fa crescere una generazione virtuosa.

Certo le notizie del mondo dei grandi sono avvilenti, la scoperta di una trattativa stato-mafia ( non sono voci, c'è una sentenza della corte di Cassazione che ne attesta l'esistenza, difficile a crede ed accettare ma è così ), il continuo difender le posizioni di privilegio delle caste,  e giù, giù fino ai giorni nostri con Nichi Vendola che abbandona l'alleato prescelto per schierarsi con politici che idealmente non sono esattamente coerenti con il suo pensiero, storia e attività politica ( De magistris ha scritto nel suo blog un bel pezzo che potete leggere cliccando qui ), non sono segnali che sostengono un' educazione a favore del coraggio delle proprie idee e della determinazione a difenderle e perseguirle con forza e determinazione.
Sembra quasi che tutto sia negoziabile e invece no, non è così !
I figli hanno bisogno di sapere che proprio "NON TUTTO E' NEGOZIABILE".
Regole, diritti, legalità, senso dello stato e del dovere, ideali, possono essere condivisi e difesi, possono essere mediati sì, perchè la rigidità rende schiavi, ma non rinnegati né barattati. Dimostriamolo per primi noi nella vita di tutti i giorni, non con le prediche, con l'esempio.
Mi capita spesso di incontrarmi con ragazzi molto attenti alle incoerenze che vedono davanti a loro e pronti a criticarle perchè hanno in sé il germe della coerenza. Il problema che vengono presto disincantati dall'esperienza quotidiana del modo di vivere del mondo adulto.
Peccato.
La motivazione "nobile" portata a giustificazione delle incongruenze fra ideali e comportamenti QUASI MAI è CONVINCENTE, lo è molto di più la genuinità dei giovani quando credono che gli ideali e i valori vanno difesi a qualunque costo.
Non è un caso che i movimenti di legalità e opposizione alla mafia, al pizzo, alla illegalità diffusa siano fondati sulla passione civile e sul coraggio dei giovani.
In questo ambito dovremmo accettare una sorta di educazione al contrario, una ri-educazione di ritorno dove noi siamo gli educandi e i giovani gli educatori.
Una bella dose di umiltà potrebbe cambiare il mondo cominciando da piccoli passi di coerenza concreta e quotidiana al lavoro, con gli amici ma soprattutto in famiglia, il che non vuol dire imporsi un obiettivo rigido e intransigente ma più semplicemente cominciare, umilmente, a riconoscere le proprie incoerenze e provare a evitarle e correggerle.
Riconoscere il proprio difetto anche con i figli li aiuta a capire anche di più quanto sia importante e difficile tutto questo, ma come ogni valore in cui si crede va perseguito, con naturalezza e modestia, ma va perseguito perchè utile a sé e alla convivenza civile.
I figli, forse, ci potranno aiutare in questo cammino, e potremo acquistare più credibilità ai loro occhi e insegnare loro anche il valore del sacrificio per l'affermazione di un principio più alto.

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