martedì 4 settembre 2012

l'ombra di una generazione

Quando una generazione fallisce è un disastro su molti fronti. La nostra, ad esempio, non ha saputo gestire il difficile travaglio sociale ( le grandi trasformazioni socio-politiche e migratorie ) tecnologico ( le continue nuove potenzialità alla portata di tutti ) economico ( i movimenti di capitali e le illusioni di facili guadagni con giochi di borsa e dinamiche esasperate di mercato ) e si è ritrovata a rincorrere idee nuove senza darsi il tempo e l'impegno di validarle, tanto era spinta a rincorrerele innovazioni e i cambiamenti. Non era facile, è vero ma il crollo delle ideologie, la resa alle logiche di mercato, la rincorsa tecnologica hanno, ad esempio, impoverito le idealità e le finalità della gestione sia della sfera privata ( famiglia, lavoro, tempo libero ) che di quella pubblica ( classe dirigente e, in particolare, la politica).
Ogni giorno assitiamo a penose testimonianze di piccinerie da parte dei cosiddetti "Grandi della Terra".
Fino a qualche buon decennio fa se osservavi bene le personalità alla guida del mondo ti accorgevi di una loro statura morale, culturale e social-politica che richiamava rispetto, ascolto e osservanza perchè era una testimnianza pensata, meditata, ricercata. Magari non sempre specchiata elimpida, abbiamo scoperto poi, ma comunque a quel tempo erano un riferimento importante.
Oggi non mi sembra affatto così.
Questo lo avverto spesso guardando la TV: sembra che la contaminazione mediatica abbia diluito ogni messaggio, anche quelli che pretenderemmo essere solenni e di grande caratura. Mi sembra così, ad esempio, nei discorsi beceri e scandalistici della campagna elettorale statunitense, mi sembra vero nella povertà di proposte politiche italiane ( non di tutti, chiaro, Holland in Francia ad esempio non mi dà questa sensazione), in alcune dichiarazioni, sfrenate e scomposte, di uomini in vista in questo paese e mi è sembrato drammaticamente vero in quella freddezza con cui il Papa ha partecipato alla scomparsa e alle esequie di Padre Martini ( come preferiva essere chiamato ultimamente ) emerito Cardinale di Milano. Queste solo per citare alcune ultime occasioni in cui ho provato questo disagio.
Davvero tanta pochezza che si traduce in un impoverimento di considerazione e di riconoscimento che i nostri giovani figli dimostrano nei confronti di queste personalità ormai scese nella cosniderazioen colettiva e perciò facuilmente criticabili come si farebbe con un vicino di casa o un compagno di scuole o di lavoro. Tutto questo è estremamente negativo e pericoloso per la crescita equilibrata e corretta dei nostri figli che hanno bisogno di relazionarsi anche con cose più grandi di loro per avvertirne l'importanza e ricevere un senso di rassicurazione e di realtà: nè va della portata stessa della valenza educativa di certi ruoli. E' un peccato che queste debolezze umane non compensate, corrette o mitigate da una morigeratezza di comportamenti debbano finire per ridurre la forza attraente dei valori e delle idealtà che ad esse vengono collettivamente riferite e attribuite
Un mondo più povero stiamo consegnando ai nostri figli... e questo non mi piace perchè non se lo meritano... Noi con tutte le nostre battaglie e contraddizioni crescemmo comunque in un quadro di riferimento di autorità e di ideali che era importante avere anche per poterlo contestare e superare...
Oggi non è più così.
Allora più che mai spetta ai genitori recuperare su questo piano per poter offrire ai propri figli una base di partenza di passioni, di valori e di significati esistenziali senza i quali la vita davvero può apparire più difficle e più piatta e sul quale i nostri figli hanno il nostro stesso diritto di poter contare per costruirsi la propria personalità fatta di sensibilità e dipropsettive.
Ant Art

1 commento:

  1. Trovo molta difficoltà a trasmettere e a far passare i valori ed i significati della vita da mamma ai miei due figli.Spesso mi ritiro nei miei perchè e non riesco a farmene una ragione del come l'uomo è riuscito ,con le sue tante potenzialità ,a rendere complicato e difficile ciò che sarebbe semplice e facile nel suo vivere su questa terra.
    Non credo più in questa classe politica attuale,non mi rappresenta e non vorrei portarla come riferimento alle generazioni a venire.Ho sempre mantenuto grande speranza nel mio esempio quotidiano,continuerò a crederci e a comportarmi di conseguenza;i miei valori,i miei credo,i miei significati restano per me e per confrontarmi con chi ho attorno ,ma riconosco che gli altrui valori, da coloro che ho più prossimi e vicini a coloro che mi sono più lontani e indiretti,non mi riescono a convincere.

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