mercoledì 31 ottobre 2012

E' il momento di ripartire

“Sono felice, sono una persona perbene”. “Io sono una persona per bene ed è stato per me bere un calice amaro, questo processo, ma l’ho fatto per rispetto nei confronti della giustizia e della Procura della Repubblica. Per me è un momento di felicità – dice Vendola – sono stato usato in questi anni come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso. Io ho vissuto un’intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità, oggi mi è stato restituito questo. Quello che avevo deciso era sincero, non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che è prescritto dalla Costituzione. Per me non è mai stato in gioco soltanto una contestazione specifica a cui penso di poter documentare l’assoluta trasparenza dei miei comportamenti”. 


Parole solenni dette con l'emozione e la commozione che meritano, per questo Crescere Insieme le pubblica: la passione per la legalità è uno dei capisaldi dell'azione educativa  spettante a genitori e scuola, ma anche a politici e dirigenti di un Paese che si rispetti e voglia sollevarsi e riscattarsi. 
Una nazione ha bisongo di una nuova generazione responsabile e convinta del rispetto di regole e persone: se non la impara dagli adulti di riferimento dove apprenderà questa saggezza ? Per questo tutti noi siamo chiamati a testimoniare questo desiderio e questo impegno per la legalità, l'onestà, la correttezza individuale e collettiva.
Oggi abbiamo a disposizione l'ennesima occasione per riflettere su questo prendendo spunto da quanti in Italia stanno lavorando per ridare spirito e credibilità ad un paese sano ma che troppo spesso è preda di manigoldi e sfruttatori che operano solo per proprio tornaconto in spregio alle comuni regole di convinvenza civile e di rispetto, per avidità di denaro e potere. E' il momento di ripartire con un bel colpo di reni e liberarci di questa zavorra. 

giovedì 25 ottobre 2012

Oggi Tavola Rotonda sull'Educazione

Oggi Giovedì 25 Ottobre alle 18 presso la  libreria C.L.U. di Ellera, in Via Ponchielli 5 Tel. 0755171801 incontro conclusivo di Crescere Insieme, iniziativa culturale dell'associazione Ment&corpo.
La tematica che tratteremo sarà "Essere educatori credibili oggi": come essere educatori credibili ed efficaci, nel ruolo di genitori e insegnanti, per i giovani che vivono i profondi mutamenti di questa società. Quale cultura può oggi svolgere una vera funzione di stimolo e di crescita per le nuove generazioni e come trasmetterla.

Di questo e di altro ancora parleremo con

- Giuliana Portoghese, insegnante, vice preside Scuola media Bonfigli di Corciano;
- Antonio Artegiani, sessuologo e autore del libro "Incontro all'amore";
- Alexander Maurizi, genitore ed autore del libro "Bello di papà. Lo zen e l'arte di cambiare i pannolini;


Per arricchire la discussione potrete porci domande e suggerirci spunti di riflessione commentando questo post o inviandoceli su Fb ( gruppo scuolapergenitori ).


Ci aspettiamo di incontrarvi numerosi


Francesco Artegiani





 

martedì 16 ottobre 2012

Crescere Insieme: Corso per genitori



Giovedì 18 Ottobre incontro del corso per genitori e tratteremo la tematica del "Bisogno di regole nel rapporto genitori figli". Relatrice Prof. Nadia Bassetti

Libreria CLU in via ponchielli 5 a Ellera di Corciano ore 18.

martedì 9 ottobre 2012

NUTRITION DAY: un appuntamento importante

PERUGIA 

CHIOSTRO DELLA CATTEDRALE

DI SAN LORENZO

SALA DEL DOTTORATO
12- 13 OTTOBRE 2012


NUTRITION DAY

VENERDI’ 12 OTTOBRE, ORE 15

Prof. Ernesto Burgio, Pediatra e Presidente Comitato Scientifico Internazionale ISDE
“Nutrizione materna e origine embrio-fetale della obesità e diabete.”
Prof. Pierpaolo De Feo, Endocrinologia, Università Degli Studi di Perugia ,
Direttore Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività MOtoria
“I corretti stili di vita per prolungare gli anni di qualità della vita.”
Dott.ssa Amelia Argenziano, responsabile Promozione Economica della Camera di Commercio di Perugia
“Il progetto Taste Umbria.”
Prof. Stefania Giannini, Rettore dell’Università per Stranieri
“L’Università per Stranieri di Perugia e l’Italia nel mondo.”

Sen. Anna Rita Fioroni, Presidente dell’Università dei Sapori
“La Centralità della Formazione nelle Politiche per l’Alimentazione e la Salute.”

Prof. Francesco Galli, Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Medicina Interna – Facoltà di Farmacia– Coordinatore Rete Scientifica Dieta Mediterranea – MEDINET

Dott.ssa Fernanda Cecchini , Assessore Politiche Agricole ed Agroalimentari
VENERDI’ POMERIGGIO E SABATO MATTINA
Casa Corneli offre degustazioni varie dei prodotti della ditta accompagnate dai Vini delle Cantine Lungarotti
SABATO 13 OTTOBRE, ORE 9.30

Assessore Giuseppe Lomurno : apertura del Workshop

Modera e introduce:
Prof. Francesco Galli, Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Medicina Interna – Facoltà di Farmacia– Coordinatore Rete Scientifica Dieta Mediterranea – MEDINET
“Politiche e progettualità europea per la formazione e la ricerca sulla dieta mediterranea.”
Dott.ssa Cristina Fatone, Centro C.U.R.I.A.MO.
“La dieta mediterranea: salute e tradizione.”

Dott. Luigi Corneli, Azienda Agraria biologica Luigi Corneli
“Le proteine dei legumi. I nostri legumi biologici dalla produzione alla zuppa finita e confezionata.”

Dott.ssa Isabella Dalla Ragione, Fondazione Archeologia Arborea
“Vecchie varietà di frutta, uno straordinario patrimonio di salute, cultura e storia.”

Dott. Arch. Eugenio Guarducci
“Da una idea alla realizzazione di un successo: come nasce Eurochocolate.”
Dott.ssa Teresa Severini
“Vino: dall’uva al bicchiere. Piccoli segreti per assaporarlo al meglio.”
Dr. Massimo Siviero
“La birra artigianale italiana. La qualità nella storia: dagli etruschi ai monaci benedettini ieri e oggi.”
In degustazione birre artigianali da “I Borghi più Belli d’Italia”
CHIOSTRO DELLA CATTEDRALE
Mostra pomologica di antiche specie di frutta e relative piante



martedì 2 ottobre 2012

L'ultima grande lezione di Padre Martini

Ci sentiamo in animo di pubblicare la lettera che la nipote del Cardinale ha inviato ai giornali per far conoscere il contesto nel quale maturò la scelta dello Zio di rifiutare l'accanimento terapeutico.
Lo scritto è di una tale carica emotiva e pietas umana che merita essere riproposto, così come riportato dalla stampa.
Ci permettiamo solo di aggiungere che se la nipote fosse così generosa di far giungere alla stampa anche il testo della dichiarazione ufficiale con cui il  Cardinale «ha chiesto di essere addormentato», potrebbe essere, per chi lo desidera, un valido precedente per non incorrere nelle spiacevoli sanzioni ecclesiastiche, purtroppo patite, ad esempio, da Giorgio Welby.
 

LA LETTERA



(Imagoeconomica) Caro zio,
zietto come mi piaceva chiamarti negli ultimi anni quando la malattia ha fugato il tuo naturale pudore verso la manifestazione dei sentimenti questo è il mio ultimo, intimo saluto.
Quando venerdì il tuo feretro è arrivato in Duomo la prima persona, tra i fedeli presenti, che ti è venuta incontro era un giovane in carrozzina, mi è parso affetto da Sla.
D'improvviso sono stata colta da una profondissima commozione, un'onda che saliva dal più profondo e mi diceva: «Lo devi fare per lui» e per tutti quei tantissimi uomini e donne che avevano iniziato a sfilare per darti l'estremo saluto, visibilmente carichi dei loro dolori e protesi verso la speranza.
Lo sento, Tu vorresti che parlassimo dell'agonia, della fatica di andare incontro alla morte, dell'importanza della buona morte.
Morire è certo per noi tutti un passaggio ineludibile, come d'altro canto il nascere e, come la gravidanza dà, ogni giorno, piccoli nuovi segni della formazione di una vita, anche la morte si annuncia spesso da lontano. Anche tu la sentivi avvicinare e ce lo ripetevi, tanto che per questo, a volte, ti prendevamo affettuosamente in giro.
Poi le difficoltà fisiche sono aumentate, deglutivi con fatica e quindi mangiavi sempre meno e spesso catarro e muchi, che non riuscivi più a espellere per la tua malattia, ti rendevano impegnativa la respirazione. Avevi paura, non della morte in sé, ma dell'atto del morire, del trapasso e di tutto ciò che lo precede.
Ne avevamo parlato insieme a marzo e io, che come avvocato mi occupo anche della protezione dei soggetti deboli, ti avevo invitato a esprimere in modo chiaro ed esplicito i tuoi desideri sulle cure che avresti voluto ricevere. E così è stato. Avevi paura, paura soprattutto di perdere il controllo del tuo corpo, di morire soffocato. Se tu potessi usare oggi parole umane, credo ci diresti di parlare con il malato della sua morte, di condividere i suoi timori, di ascoltare i suoi desideri senza paura o ipocrisia.
Con la consapevolezza condivisa che il momento si avvicinava, quando non ce l'hai fatta più, hai chiesto di essere addormentato. Così una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato.
Seppure fisicamente non cosciente - ma il tuo spirito l'ho percepito ben presente e recettivo - l'agonia non è stata né facile, né breve. Ciò nonostante, è stato un tempo che io ho sentito necessario, per te e per noi che ti stavamo accanto, proprio come è ineludibile il tempo del travaglio per una nuova vita.
È di questo tempo dell'agonia che tanto ci spaventa, che sono certa tu vorresti dire e provo umilmente a dire per te. La chiave di volta - sia per te che per noi - è stata l'abbandono della pretesa di guarigione o di prosecuzione della vita nonostante tutto. Tu diresti «la resa alla volontà di Dio».
A parte le cure palliative di cui non ho competenza per dire è l'atmosfera intorno al moribondo che, come avevo già avuto modo di sperimentare, è fondamentale.
Chi era con te ha sentito nel profondo che era necessaria una presenza affettuosa e siamo stati insieme, nelle ultime ventiquattro ore, tenendoti a turno la mano, come tu stesso avevi chiesto. Ognuno, mentalmente, credo ti abbia chiesto perdono per eventuali manchevolezze e a sua volta ti abbia perdonato, sciogliendo così tutte le emozioni negative.
In alcuni momenti, mentre il tuo respiro si faceva, con il passare delle ore, più corto e difficile e la pressione sanguigna scendeva vertiginosamente, ho sperato per te che te ne andassi; ma nella notte, alzando gli occhi sopra il tuo letto, ho incontrato il crocefisso che mi ha ricordato come neppure il Gesù uomo ha avuto lo sconto sulla sua agonia.
Eppure quelle ore trascorse insieme tra silenzi e sussurri, la recita di rosari o letture dalla Bibbia che stava ai piedi del tuo letto, sono state per me e per noi tutti un momento di ricchezza e di pace profonda.
Si stava compiendo qualcosa di tanto naturale ed ineludibile quanto solenne e misterioso a cui non solo tu, ma nessuno di coloro che ti erano più vicini, poteva sottrarsi. Il silenzio interiore ed esteriore i movimenti misurati l'assenza di rumori ed emozioni gridate - ma soprattutto l'accettazione e l'attesa vigile - sono stati la cifra delle ore trascorse con te.
Quando è arrivato l'ultimo respiro ho percepito, e non è la prima volta che mi accade assistendo un moribondo, che qualcosa si staccava dal corpo, che lì sul letto rimaneva soltanto l'involucro fisico. Lo spirito, la vera essenza, rimaneva forte, presente seppure non visibile agli occhi. Grazie Zio per averci permesso di essere con te nel momento finale. Una richiesta: intercedi perché venga permesso a tutti coloro che lo desiderano di essere vicini ai loro cari nel momento del trapasso e di provare la dolce pienezza dell'accompagnamento.
Giulia Facchini Martini