martedì 31 dicembre 2013

Buon 2014

Scuola per Genitori vi invia i più sentiti auguri per il 2014.
Il nostro impegno continuerà anche in questo nuovo anno provando ad andare oltre al sostegno delle competenze educative e allo stretto rapporto genitori figli e ampliando il panorama degli interventi sul argomenti rivolti alla persona, alla coppia, alle famiglie di vecchio e nuova tipologia, alla salite, convinti, come siamo che a  persona, lo star  bene del genitore si riflette positivamente anche suo ruolo educativo e di guida verso i figli.
Stiamo raccogliendo le vostre opzioni per le tematiche 2014 e qui accanto potete ancora votare.











Che queste strade trovino una felice congiunzione nelle vostre vite...BUON 2014

di cuore
Antonio Artegiani

martedì 17 dicembre 2013

Non hai ancora votato ? Provaci ora !

Partecipa al sondaggio per costruire insieme il programma di Scuola per Genitori 2014
( sondaggio chiuso il 31/12/13)



martedì 10 dicembre 2013

Nuovo Incontro a "Scuola Per Genitori"

Giovedï 12 DICEMBRE nuovo incontro a Scuola Per Genitori:  Francesco Artegiani, psicologo, sessuologo svilupperà la tematica  "Superare il conflitto, gestendo le emozioni".
L.' Argomento é centrale per tutti nel rapporto genitori-figli e nei rapporti familiari in senso piú ampio.  Cercheremo di comprendere quali sono le nostre emozioni di riferimento e come influiscono nel processo educativo provando a capire come trasformare quelle emozioni negative in emozioni maggiormente sopportabili che aumenteranno il benessere soggettivo e relazionale.  
In occasione di questo ultimo incontro del 2013 saranno distribuite le Tessere Associative e sarà piacevole scambiarci gli auguri per un sereno Natale e un piú generoso 2014.

Giovedí 12 dicembre 
Libreria CLU, Ellera  ore 18
"Superare il conflitto, gestendo le emozioni"
Dr. Francesco Artegiani
presidente di Ment&corpo
Associazione culturale e di promozione sociale




                          

domenica 24 novembre 2013

Per un ascolto attivo

Ascoltare veramente i figli significa costruire con loro una relazione sicura, che permetta loro di poter essere quello che sono,comprenderli  nel profondo, mettendosi nei loro panni, senza fermarsi all’ascolto delle sole parole della comunicazione, ma utilizzando un “orecchio interiore” per sintonizzarsi con le loroemozioni, sentimenti e pensieri.
Un ascolto  empatico, permetterà ai figli di sentirsi all’interno di una relazione positiva, con un genitore adulto autorevole e comprensivo. Entrare nel mondo dei figli produce sentimenti di intimità e di amore, chdaranno loro la forza per  diventare a lorovolta degli adulti responsabili, capaci di ascoltare e comprendere gli altri, ma soprattutto di ascoltare se stessi, per  potersi reggere così saldamente in piedi in questo mondo.
Questo processo , facile a dirsi, non lo è in realtà nella pratica, in quanto occorre una rivoluzione copernicana rispetto a certi modelli educativi autoritari o permissivche abbiamointeriorizzato, in quanto  per ascoltare attivamente occorre fare il vuoto nella propria testa, non essere presi  dai propri sentimenti, dalle proprie valutazioni e giudizi, dai  propri  costrutti mentali e stereotipiper centrarci  sulle emozioni, pensieri e sentimenti dei figli.
Giovedí 28 novembre alle ore 18 a Scuola per Genitori ( Libreria CLU di Ellera ) cercheremo di vedere in modo praticopur nei limiti del tempo a disposizione,  come questo sia possibile.
Vi aspetto, Nadia Bassetti

mercoledì 20 novembre 2013

Come crescere un bambino in tempo di crisi

Da Alessio Fortuna riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questa locandina-invito per un incontro che si annuncia importante per genitori attenti e attivi.
Come crescere un bambino in tempo di crisi: incontro/confronto fra genitori sulle tematiche della educazione sociale e ambientale dei figli  
Teatro ARCA di Ellera di Corciano 22 novembre 2013 ore  17



lunedì 11 novembre 2013

le regole: come, quando e perché

Giovedì a Scuola per Genitori affronteremo il tema delle regole.
Parlare di regole è arduo: da una parte le si riconoscono indispensabili, dall'altra non si sa come farle rispettare.
I genitori combattuti fra la paura di essere o essere percepiti troppo rigidi e inflessibili finiscono per enunciarle senza farle rispettare minacciando sanzioni difficilmente applicate: il rischio di non essere presi sul serio e perdere credibilità è molto alto. 
Oggi educare è difficile per una serie di condizioni e di inadeguatezze di cui quella delle regole è senz'altro una fra le più spinose: i ragazzi ne soffrono perché in questa anarchia non riescono a porsi limiti e ad avere punti di riferimento comportamentale, alcuni superano l' inpasse grazie a proprie risorse, altri recedono nel disagio finanche a sviluppare patologie di relazione. 
Quindi le regole sono indispensabili è importante, allora, provare a capire come, quali e perché con esempi concreti, suggerimenti pratici, scambio di esperienze. 
Vi aspetto alla Libreria CLU di Ellera alle 18 di Giovedì prossimo 14 novembre.
Dr.ssa M.Sara SANAVìO, psicologa, psicoterpaeuta

domenica 10 novembre 2013

Proteggiamoci dagli inquinamenti



Da Luisa Bellaveglia riceviamo e volentieri pubblichiamo la locandina di un incontro importante per aiutare i genitori a proteggere i figli dalle minacce degli inquinamenti. 

giovedì 31 ottobre 2013

Quel positivo che c'è anche in "Halloween"

Se Halloween rappresenta il tentativo di esorcizzare le paure passandoci attraverso... ben venga Halloween. Potrebbe essere una occasione per rendere educativamente positiva una festa che, come spesso accade, si dimostra solo un business commerciale. Infatti le paure sono una realtà non una finzione, e lo sappiamo bene imparandolo da noi stessi e riscoprendolo vivendo con i nostri figli. Una condizione che va saputa gestire sin dai primi anni di vita affinché non condizionino troppo negativamente la crescita e la formazione della personalità.
Presto ne parleremo a Scuola per Genitori per capire come considerarle, come affrontarle, come superarle passandoci attraverso, affinché perdano quel potere di spaventarci... sì proprio così: non vogliamo evitarle le paure,  vogliamo solo imparare ad affrontarle perché smettano di spaventarci... vogliamo PAURE che NON SPAVENTINO PIU'...
e anche Halloween potrebbe essere uno spunto per una riflessione su questo argomento... allora facciamo in modo di valorizzare quel che abbiamo anche se è una festa importata più per gioco, e per interesse, che per convinzione; i nostri figli ormai l'hanno introiettata sta a noi, ormai, saper trovare e capire quel positivo che si nasconde anche in Halloween....
Sarà un piacere parlarne con voi...

martedì 29 ottobre 2013

quella autonomia che già cercano ma ancora un po' li spaventa....

Qualcuno oggi a scuola mi ha detto: <<il mio desiderio è guadagnare molto senza dover studiare>>, molti suoi compagni hanno acclamato a questa frase considerandola una grande verità...
Quando ho capito che non era una battuta buttata lì tanto per dire ma un desiderio diffuso ( si sono formati a guardando "Affari Tuoi" e trasmissioni simili e sognando il momento magico dell'arricchimento senza fatica ) ho deciso di intervenire analizzando insieme il senso di quanto affermato; raccolti i loro ragionamenti ho provato a suggerire un altro punto di osservazione di quel concetto: << si può guadagnare anche senza studiare e questo è vero, ma non si potrà mai contare abbastanza senza sapere, chi conosce e sa far valere le sue conoscenze può osare di più >>. Insomma: "la conoscenza è potere". Quel che è bello è che i  ragazzi mi hanno seguito con interesse
, intervenendo, ragionandoci su e intuendo che si stava costruendo un modo più profondo di vedere le cose, che c'era qualcosa di nuovo da comprendere e imparare, e la cosa li ha entusiasmati..


Per questo ha senso che i genitori ascoltino quel che bolle in pentola e sappiano contrapporre riflessioni efficaci alle istanze, ai dubbi, alle convinzioni che stanno maturando i propri figli. Non possono non intervenire nella interpretazione dei messaggi mediatici della TV, e tradurli o trasformarli in riflessioni educative: è utile alla loro crescita, alla formulazione dei valori di riferimento, alla costruzione del progetto di vita. Occorre aiutare i ragazzi a comprendere il senso profondo delle cose, quello che da soli stentano a capire..proprio perché sono all'inizio della loro storia personale... sono soggetti in costruzione.
Insisto su questo impegno dei genitori perchè hanno a che fare con figli molto più reattivi, interessati, avidi di certezze di quanto penso che loro stessi credano e sappiano
Non c'è una volta che, finita la lezione, li saluto e non mi chiedano di restare perché << queste cose ci piacciono, vogliamo parlarne, quando torna ? >>
Quanto bisogno hanno di adulti consapevoli e desiderosi di spendersi per loro con generosità per orientarli,  accompagnarli nel difficile percorso della vita... per  sapere tutto ciò che li può aiutare a capire quel che sta succedendo dentro e fuori di loro, per insegnargli cose utili per poter cominciare a pretendere quella autonomia che già cercano ma ancora un po' li spaventa....


lunedì 21 ottobre 2013

31 Ottobre ore 18: Inaugurazione edizione 2013-14







INCONTRI 2013 di SCUOLA per GENITORI - l'arte di educare
• Gli incontri si svolgono presso la Libreria CLU di ELLERA di Corciano dalle ore 18, 075/5171801

31 OTTOBRE :
inaugurazione della edizione 2013 di Scuola per Genitori con la presenza dei docenti, a seguire...
“Educare si può, il ruolo dei genitori”
Dr. Antonio Artegiani, sessuologo, autore di “Genitori si può” e “ Incontro all’amore”

14 NOVEMBRE: 
“Le Regole, quali, come e perché”
Dr.ssa M.Sara Sanavìo, psicologa, psicoterapeuta

28 NOVEMBRE: 
“Come imparare ad ascoltare”
Dr.ssa Nadia Bassetti,  docente, formatrice rogersiana

12 DICEMBRE: 
“Superare il conflitto, gestendo le emozioni”
Dr. Francesco Artegiani, psicologo, sessuologo


martedì 15 ottobre 2013

SCUOLA PER GENITORI - PROGRAMMA 2013

Riprendiamo Scuola per Genitori con questi 4 incontri importanti per iniziare un percorso formativo che ci sostenga nel difficile compito di educare i figli: un impegno, quello del genitore che in molti pensano di poter svolgere senza adeguata preparazione. Strano, perchè per ogni attività oggi si pretende una preparazione specifica, ma per il genitore si pensa che tutto venga naturale. Questo è uno dei più solenni equivoci del nostro tempo: tutti noi partiamo da una esperienza che è quella di figli e dobbiamo inventarci un "saper fare" da genitori per figli che a loro volta sono molto diversi da noi. In questa discrasia fra i nostri genitori e noi genitori nascono molte incoerenze e molto disagio... che nel frattempo ricade sui nostri figli che non ricevono un intervento adeguato alle esigenze e al passo con i tempi.

Il desiderio di essere utili per fare chiarezza, guidare, sostenere, suggerire soluzioni a genitori alle prese con figli di ogni età da piccoli, a bambini ad adolescenti ci ha indotti a creare questa Scuola per Genitori che riproponiamo anche quest'anno a tutti voi nella speranza che sappiate e vogliate cogliere questa preziosa occasione.  Ricordiamo che gli incontri sono gratuitamente offerti ai Soci di  Associazione ment&corpo di Perugia. Ci si può iscrivere anche in occasione degli incontri e la tessera annuale ha un costo di 25.00 ed è valida da ora per tutto il 2014. Se si riesce a creare un gruppo infanzia e uno adolescenza gli incontri vengono divisi fra il 2° ( infanzia )  e il 4° ( adolescenza) giovedì del mese. 

Sede degli incontri Libreria CLU di Ellera di Corciano ore 18


martedì 8 ottobre 2013

Appuntatevi queste date

In attesa di svelarvi il programma definitivo vi invito a prendere appunto delle date in cui potremo rincontrarci a Scuola per Genitori.
Gli incontri sono stabiliti per il
31 OTTOBRE, data un po' critica per via della festività del 1° novembre ma non è stato possibile fare di meglio, e questa me la riservo per me per avviare un bel discorso sulla educazione, necessaria e indispensabile. Ragioneremo sul "come" per cercare di costruire un "modello" al passo con i tempi ma anche efficace, la sfida è ripartire ad educare dal punto in cui spesso abbiamo rinunciato ed essere attraenti e credibili.
14 NOVEMBRE affronteremo con la Dr.ssa Sara Sanavìo, psicoteraputa,  il tema delle regole del perché siano importanti, del come farle rispettare e quali siano utili; tema strettamente collegato con quello della "responsabilizzazione" dei figli sin dai primi anni di vita e via via con step di livello sempre più crescente in base all'età..
28 NOVEMBRE  approfondiremo, con la Dr.ssa Nadia Bassetti, formatrice rogersiana, il tema dell'ascolto, importante strumento comunicativo indispensabile per creare dialogo, sintonia, empatia. Non sempre facile fra generazioni diverse, la comunicazione è il perno delle relazioni. Come ascoltare ed essere ascoltati è uno degli obiettivi centrali di una comunicazione efficace, capace, cioè, di facilitare la comprensione e l'intesa ed evitare i conflitti.
12 DICEMBRE  ...e proprio ai conflitti è dedicato l'ultimo incontro. il Dr.Francesco Artegiani, psicologo, ci aiuterà a sviluppare quel controllo delle emozioni esplosive che spesso è alla base dei conflitti anche familiari. La gestione delle proprie emozioni è determinante per raffreddare il clima di uno scontro fra i genitori o fra i genitori e i figli.

Insomma il progetto della Associazione Ment&corpo per SCUOLA PER GENITORI 2013  sembra partire con molte tematiche suggestive e importanti per la relazione fra genitori e fra genitori e figli e non scordiamo anche la relazione fra famiglia e scuola... ma di questo avremo modo di parlare nel prosieguo del progetto per i prossimi mesi del 2014. 
Intanto contiamo sulla vostra disponibilità a partecipare a questi incontri r a diffondere la notizia. Anche quest'anno gli incontri si svolgeranno presso la LIBRERIA CLU di ELLERA ALLE ORE 18, per informazioni tel. 075/5171801.

Antonio Artegiani.

martedì 1 ottobre 2013

1° ottobre: si riparte anche noi

E' ricominciato l'anno scolastico e anche Scuola per Genitori sta per ripartire... in questi giorni siamo alle prese con la stesura del programma quindi è bene accetto qualsiasi suggerimento che potete inviarci a: 
antart@scuolapergenitori.com
o su Fb: gruppo "scuolapergenitori"
o su Twitter @artegiania
Presto vi informeremo dell'organizzazione di questo anno.
Resto in attesa dei vostri suggerimenti su temi da trattare, esigenze di orario, organizzazione.
E' bello ritrovarsi ancora per ripartire con entusiasmo verso una nuova avventura, come facevamo al tempo della scuola, come stanno facendo in questi giorni i nostri figli.
Ricordate che Scuola Per Genitori è pensata per essere un contenitore di informazioni, di proposte educative, di esperienze a confronto che aiutino tutti noi a svolgere al meglio l'impegno di educatore.
Saper educare, del resto,  è sempre più una esigenza di tutti noi ma anche una difficoltà  reale in un mondo che si risveglia ogni mattina un po' diverso da come si era addormentato la sera prima e ci obbliga a reinventarci continuamente per non perderci d'animo. Le certezze di sempre sembrano vacillare e vanno riconquistate mentre la frenesia della vita spesso impone ritmi incalzanti che sembrano impedire il tempo della riflessione.

Noi vogliamo offrirvi questo tempo, quel pit-stop necessario per ricaricarsi e ripartire, per ricostruire il proprio mondo fatto di valori, di significati, di essenze importanti su cui impostare il proprio impegno educativo. Per tutto questo c'è bisogno non di isolarsi ma di integrarsi, scambiare, confrontarsi, costruire culture nuove, avvincenti, al passo con i tempi.  Ci piacerebbe ritorvarci in tanti perché è questa la nostra ricchezza: discutere, proprorre e verificare insieme per sostenerci a vicenda nell'affrontare le piccole, grandi sfide di ogni giorno.
Questo è ciò che vi promette Scuola per Genitori.
Vi aspettiamo.

Antonio Artegiani



martedì 10 settembre 2013

Domani ricomincia il futuro

Domani si torna a scuola: un momento importante per recuperare le energie disperse in tanti rivoli dedicati in estate al tempo libero, agli hobby, alle nuove esperienze, alle scoperte che, spesso, l'impegno dello studio non permette di fare.
Ora è venuto il momento di ripartire, dopo questo pit-stop prolungato, occorre recuperare risorse e prepararsi, ma prima abituiamoli a fermarsi un attimo a riflettere e fare il punto: capire cosa lasciano e caricarsi di voglia e tenacia per ricominciare a costruire il proprio futuro. Non sarà facile, né leggero ma necessario per ritrovarsi poi più cresciuti e più soddisfatti di sé. Se ci sarà bisogno dovranno sapere di poter contare sui propri genitori ma non perché si sostituiscano a loro ma per condividere le emozioni più forti e più intense, quelle che hanno bisogno di più spalle per essere sopportate, comprese, elaborate. Occorre saper re-indirizzare le attenzioni sulla costruzione di sé.
Noi genitori siamo chiamati a sostenere bambini o ragazzi in questo impegno: raccogliamo da loro stessi le emozioni che accompagnano questo periodo, seguiamoli nelle loro incertezze e nei buoni propositi, nel piacere di ricontrarsi con i propri amici, nei timori del nuovo che dovranno affrontare, nella fatica che dovranno compiere per portare a compimento, positivamente, quest' altra irripetibile occasione di apprendimento e di crescita che è LA SCUOLA.
Agli insegnanti un benevolo e sentito augurio che la loro "scuola" sia davvero una "SCUOLA" a caratteri cubitali, di quelle che formano gli alunni sul piano delle relazioni oltreché sul piano delle nozioni. Una Scuola  capace di offrire ogni giorno occasioni di scambio e di crescita, costruendo rapporti ed educando ad ascoltarsi per capirsi e farsi capire, una scuola che accolga e non sia soltanto esaminatrice ma "Maestra", di vita, di cultura, di civismo, di emancipazione perché è così che si formano le nuove generazioni ma soprattutto è di questo spirito che hanno bisogno i nostri figli e il nostro Paese.

martedì 27 agosto 2013

Una strage da non dimenticare

RIPROPONIAMO UN NOSTRO VECCHIO POST, SEMPRE ATTUALE PER NON DIMENTICARE !

La Strage alla stazione di Bologna del 2 AGOSTO 1980 ore 10,25: una bomba scoppia nell'atrio della Sala di Attesa ed è uno sterminio di vite, 82, bambini, ragazzi, giovani, donne, uomini, lì per caso, rimasti lì per sempre.
Una vigliaccheria motivata da miserrime ragioni di odio politico e di strategia crimonosa. Anche allora pezzi dello stato e dei servizi segreti coinvolti: ancora uno "stato" contro i cittadini che li sfrutta usandoli come pedine inerti piegate al volere di pochi. Inaccettabile !
Non possiamo dimenticare e i nostri figli non possono non sapere.
Riflettere anche su questo è un modo per lasciare una eredità morale ai propri figli e costruire una coscienza civica nelle nuove generazioni.

martedì 9 luglio 2013

Applaudire, un atto di generosità

E' tempo di spettacoli e quando partecipiamo proviamo emozioni.
Non serve tenersele dentro, è importante poterle esprimerle commentando con il vicino e raccontando ciò che vi ha colpito e vi è piaciuto. Raccontare se stessi partendo dalle emozioni fa sentire più ricchi dentro e crea legami importanti con gli altri, profodni e sentiti.  

Un modo anche per ripagare i protagonsiti di quello spettacolo, dell'impegno che hanno messo e del talento che hanno dimostrato:  applaudire è un atto di generosità, non ne siate avari, non lesinate gli applausi stressando il giudizio sul prodotto... applaudire è un modo di partecipare è un piacere che regalate agli altri e un modo per essere anche voi protagonsiti con loro.


martedì 2 luglio 2013

E' di nuovo estate

E' di nuovo estate, la stagione in cui i nostri sensi vengono stimolati massimamente: il calore e il fresco ristoratore provocano sensazioni che ci permettono di riscoprire la pelle non solo come tegumento, confine del nostro corpo, ma soprattuto come organo percettivo, grande porta aperta verso la sensorialità tattile e l'apprezzamento della bellezza espressa attraverso le forme e la plasticità dei movimenti.
I colori della natura, le immagini, il sole e la sua luce capace di evidenziare le forme sottolineandole con le ombre e permettere così ai nostri occhi di godere più intensamente del mondo che ci circonda.
I rumori della natura, il fruscio dell'acqua e delle fronde mosse dal vento e il mondo pieno di suoni, a volte eccessivi e fastidiosi, ma capaci di riempirci interiormente quando le loro armonie si fondono in musiche suadenti e trascinanti. 
I profumi ci inebriano facendoci entrare in connessione con la natura e con le essenze delle altre persone, non sempre gradevoli, è vero, ma comunque caratteristiche dell'altro e capaci di enfatizzarne il nostro rapporto stretto e pieno di fisicità.
Il gusto stimolato dalle tante opportunità gastronomiche, dalla natura, dalle bevande e dal loro potere di rinfrescarci e darci sollievo.
Estate stagione delle vacanze e quindi del rilassamento e dello svago, della scoperta e della curiosità, delle cose nuove e delle concessioni che di solito non possiamo o non osiamo permetterci.
Estate come momento per riposarsi, ritemprarsi e prepararsi alla ripartenza per le fatiche annuali che speriamo tanto, di cuore, possano essere per tutti occupazionali, capaci di far dimenticare, almeno in parte, questa crisi che, ricordiamolo, è innazitutto occupazionale ed economica ma anche culturale e civica, anche se di questo avremo modo di riparlare.
A tutti voi...
e ai ragazzi delle scuole, ai tanti che ho incontrato in questo anno e ai quali spero di aver lasciato qualche spunto di riflessione in più sulla vita emozionale, e ai loro insegnanti appassionati dello stupendo e fondamentale lavoro formativo  invio il mio più affettuoso augurio di 
BUONE VACANZE !  


martedì 25 giugno 2013

Autostima è felicità

Molte volte parliamo di autostima scivolando in una contraddizione importante: la pensiamo acquisibile attraverso la dimostrazione agli altri di un nostro "saper fare", mentre la sua essenza sta nel "saper essere": non è importante tanto convincere gli altri a credere in noi quanto convincere noi stessi a credere in sé ! Spesso invitiamo amici, figli e perfino noi stessi a mostrare agli altri i propri talenti e abilità convinti che un loro apprezzamento riesca a farci felici: non è così scontato.
La spinta a "fare" per ottenerne un ritorno spesso è una trappola in cui ci infiliamo: più fai e più pensi di dover fare per guadagnare riconoscimenti. E' così che entriamo in una spirale senza fine in  cui non ci sentiamo appagati e non siamo felici. Il gioco è quello delle maschere, di cui abbiamo parlato spesso nei nostri incontri a "Scuola per genitori": molto belle e appariscenti, raccolgono successo, ma sono loro che vincono non chi le indossa.  Stiamo affidando agli altri un potere che dovremmo gestire in prima persona: la consapevolezza delle nostre potenzialità; farle giudicare agli altri equivale a renderli protagonisti della nostra vita, facendo decidere a loro l'entità della nostra felicità.
Si chiama autostima proprio perchè è il risultato di un lavoro con se stessi e non la diretta conseguenza dei consensi altrui, che sono importanti ma sono un'altra cosa, hanno un'altra importanza, un altro valore. 

Allora quel che serve è la capacità di credere in sé e le false modestie, tanto ipocritamente raccomandate, non servono. Serve abituarsi a riconoscere in se stessi qualità e limiti senza né enfatizzarli né minimizzarli: esistono e devono essere elaborati ottimizzando le prime con impegno e superati i secondi per quanto possibile e con senso di realtà.
Per fare questo occorre, però,  richiamare una competenza speciale, quella di sapersi ascoltare per capire con quali emozioni accompagnamo le cose che facciamo: il piacere di raggiungere un obiettivo, esaudire un desiderio, ottenere un successo deve essere vissuto dentro di noi prima ancora di aspettarsi che sia apprezzato dagli altri. Le emozioni provate hanno il potere di renderci felici e di accrescere l'autostima: è il sapere di "essere" che fa la differenza.
Per costruire un buon rapporto con se stessi non serve giudicarsi ma apprezzare interiormente ciò che si produce per quel che vale per noi prima ancora di quanto possano apprezzarlo gli altri.
L'arte, la creatività, la realizzazione personale sono strettamente collegate con la capacità di mettere al centro del processo il proprio io in quanto tale e non solo, e non necessariamente, come mezzo per conquistare il consenso.  
Se non fosse così i meno dotati non potrebbero mai essere felici e invece se ci guardiamo attorno i più infelici sono proprio i più dotati, sempre alle prese con traguardi più ardui e pretese più elevate a dimostrazione di una abilità che necessita di essere approvata per appagre il proprio ego.  Un ego che diventa sempre più gregario e meno protagonista di se stesso: è proprio questa pretesa di affermazione che spiazza la felicità.
Rincorrere sempre la felicità senza mai raggiungerla condanna all'infelicità.
La felicità va saputa riconoscere: è quella emozione profonda che ci riempie e ci appaga quando sentiamo di aver raggiunto un risultato importante per noi anche se gli altri non se ne sono accorti o forse non se ne accorgeranno mai.

martedì 11 giugno 2013

I figli sono stati promossi ?

I figli sono stati promossi ? E' vero, questo non è un buon motivo per pretendere un regalo perchè è bene precisare che è una affermazione che va tutta a loro vantaggio, nell'immediato, guadagnandosi il tempo della vacanza, nel futuro permettendogli di costruirne uno migliore per sse stessi.

Ma se proprio i genitori volessere festeggiare il positivo risultato di una bella affermazione scolastica con un dono allora lo pensino loro, osservando i figli per capire come assecondare i loro hobbies, le loro propensioni, i loro desideri: non si riducano a chiedere ai figli "cosa vuoi per la promozione", come se loro vivessero in un altro pianeta e non avessero gli strumenti giusti per poter capire da soli come fargli piacere. Creatività e attenzioni possono produrre una bella sorpresa, che assume un valore intrinseco in sè, perché inaspettata ma soprattutto frutto di una ricerca autonoma centrata su di loro, di un tempo dedicato a pensarli per cercare di assecondarli: il che si traduce ai loro occhi come una bella testimonianza di amore. Anche piccole cose possono essere testinonanza di grandi attenzioni.

Se poi posso permettermi un altro piccolo suggerimento, scegliete di regalare strumenti creativi, artistici, che sviluppino doti, talenti e ne facciano scoprire di nuovi: uno stumento musicale, una fotocamera, una video camera, un cavalletto o altro materiale per disegnare, una costruzione o un gioco per costruire, un gioco di società per ritrovarsi con gli amici, una racchetta da tennis o un paio di scarpette e così via.... qualcosa che li inviti a produrre, a proporre qualcosa di proprio, anche a stare insieme agli altri lontano dai soliti telefonini, che li sproni a osare, a cercare strade nuove e nuovi sport, nuove idee, nuovi scenari... i nostri figli hanno bisogno di ritrovare questa dimensione: sociale, creativa, propositiva
per capire quanto valgono e quanto possono dare di sé sulla scena del mondo che comnciano a calpestare...

martedì 28 maggio 2013

LA MUSICA PASSIVA FA MALE ANCHE A TE

di Nicola Piovani

La musica passiva è quella musica che non ho scelto io, ma che devo sentire per forza: o perché sto comprando l’insalata a un supermercato, o perché sto mangiando in un ristorante “à la pâge”, o perché sto facendo fisioterapia, o perché viaggio sul taxi di un tassista invadente, o perché faccio benzina in un self service, o perché sto sotto il trapano del dentista… e l’elenco potrebbe continuare. Sto parlando di quella musica diffusa ormai in molti ambienti pubblici, a basso volume, ma comunque invadente: il cosiddetto sottofondo, la musica da parati, una via di mezzo fra la musica “a palla” e il ronzio del condizionatore d’aria. All’inizio del secolo scorso Eric Satie teorizzò la pratica della “Musique d’ameublement”, musica d’arredamento. Provocava giocando, Satie: ma è successo spesso che provocazioni trasgressive delle avanguardie storiche sono poi diventate pane quotidiano della società consumistica. Nella musica da tappezzeria la qualità di quel che si trasmette è un dettaglio di poco conto, è un dato marginale. Sono anche capitato, soprattutto fuori d’Italia, in qualche albergo pretenzioso che nell’ascensore e nelle toilette diffondeva addirittura Mozart o Ravel: peggio che andar di notte. Al fastidio si aggiunge una sgradevole sensazione di blasfemia. In alcune trattorie, specialmente nell’Emilia delle terre verdiane, vengono addirittura diffusi e profusi brani d’opera, sempre a volume medio basso: Violetta che piange morendo di tisi, Calaf imprigionato che all’alba vincerà, Turiddu che prega la mamma. Nella maggior parte dei casi si diffondono canzoni i cui testi, in quei contesti, risultano a fatica decifrabili. E a soffermarsi nell’ascolto spesso si scopre che la voce in diffusione ci sta cantando un amore straziante, o un dramma sociale, o una protesta antisociale; mentre noi compriamo surgelati o arrotoliamo bucatini. Qualche volta mi faccio coraggio e chiedo al gestore se si può spegnere quel sottofondo. E magari, patteggiando, ottengo di abbassarne il volume. Ma poi ci rifletto, e mi rendo conto che il mio è un comportamento snob, involontariamente prepotente e cafone nei confronti di altri clienti, i quali invece spesso gradiscono quest’usanza dilagante. Lo so, è un mio capriccio quello che mi fa sperare in una normativa europea sulla musica passiva, simile a quella sul fumo passivo, e so anche che si tratta di un’ennesima battaglia persa. Perciò ormai mi limito a informarmi prima, e a evitare i ristoranti e i dentisti musicarelli. Amo molto la poesia delle canzoni, e proprio per questo mi avvilisce sentire il lavoro di colleghi, artisti e tecnici, mortificato al ruolo di rumore di fondo. Qualche tempo fa un gioviale chef mi illustrava le meraviglie di un culatello in un ristorante gioiosamente chiassoso e, fra il tintinnar dei brindisi e le vibrazioni dei cellulari sui tavoli, sono stato distratto dalla voce del grande Leonard Cohen che cantava il suo magnifico Halleluja: «Ho sentito che c’era un accordo segreto / Che David suonò per compiacere il Signore. / Ma a te non interessa la musica, vero?». Raffaele Viviani a suo tempo scrisse una poesia contro la posteggia, il canto dei suonatori ambulanti nei ristoranti napoletani: è una poesia intitolata “Facìteme magnà”, nella quale si lamentava in versi perché il suono dei mandolini lo deconcentrava dalla meraviglia dei vermicelli a vongole. Chissà cosa avrebbe scritto Viviani oggi, costretto a mangiare col perpetuo bordone del borbottio musicale che non dà tregua: i posteggiatori dell’epoca almeno ogni tanto facevano una pausa.

martedì 21 maggio 2013

AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ NELLA DISABILITÀ

LABORATORIO FORMATIVO a Panicale

Il laboratorio, nasce dal confronto fra il Gruppo Integrato di Promozione della Salute del Trasimeno (USL 1- Distretto Sanitario, CeSVol, Zona Sociale n. 5) e le persone che vivono, per motivi personali e/o professionali, le varie sfumature della disabilità cognitiva e psico-fisica.
Gli incontri che prevedono la partecipazione del CeSVol Perugia e a PARTECIPAZIONE GRATUITA E LIBERA, seguono le riflessioni sui bisogni e le risorse espresse durante gli incontri con i familiari e i referenti del privato sociale che operano nel settore rispetto alla conoscenza e alla gestione della dimensione affettiva e sessuale.

Partecipanti
Familiari di persone con disabilità
Operatori socio sanitari dei servizi pubblici e del privato sociale
Volontari e Docenti

Calendario degli incontri
Mercoledì ore 16-19
saluti istituzionali e interventi
Dr.Marina Toschi
Dr. Antonio Artegiani
Mercoledì ore 16-19
Mercoledì ore 16-19
Mercoledì ore 16-19
Dr.Rosella De Leonibus
Il percorso proseguirà nel mese di settembre con altri due incontri
Sede:
Sala San SebastianoVia Belvedere c/o Sede Distretto Sanitario Trasimeno
Panicale (PG)


Un buon segnale dagli Italiani: il solare !


<< Il 90% degli italiani chiude le porte al carbone e apre al solare, anche con nuovi incentivi. e non solo: sempre 9 su 10 vorrebbero "la chiusura delle centrali energetiche piu' inquinanti, a carbone e a olio combustibile". Questi sono i dati che emergono dal nono rapporto "Gli italiani e il solare" realizzato da Ipr marketing e dalla Fondazione UniVerde di Alfonso Pecoraro Scanio, con il sostegno di Yingli Green Energy Italia e di Sorgenia. La conoscenza delle varie fonti energetiche appare abbastanza completa. I combustibili fossili piu' dannosi per il clima sono ritenuti il carbone e il petrolio, tanto che per l'88% degli intervistati sarebbe auspicabile l'introduzione di una carbon tax. Sono favorevoli agli incentivi per il fotovoltaico l'85% degli intervistati ma e' "in forte aumento la percentuale di chi accetterebbe la sostituzione degli incentivi economici con quelli normativi, ovvero con semplificazioni burocratiche". In particolare, 9 italiani su 10 vorrebbero un impianto fotovoltaico sul proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico. Le smart grid restano invece ancora sconosciute alla maggioranza: solo il 7% ne conosce il significato, mentre il 77% degli intervistati non ne ha ancora mai sentito parlare. >>

Questo è un buon segnale per i nostri figli: forse gli lasceremo un mondo un po' meno inquinato se i governanti sapranno tenere conto di queste indicazioni iniziando a gestire le politiche ambientali secondo logiche ambientaliste lontane dagli interessi di lobby e potentati delle energie inuqinanti.
Noi genitori dovremmo vigilare perchè questo avvenga, perchè il futuro dei nostri figli già tormentato sul piano occupazionale almeno sia più tutelato sul piano della salute e della ecosostenibilità.



martedì 7 maggio 2013

12 NUOVI PARAMETRI VERI per UNA VITA ECOSOSTENIBILE

Per lasciare ai nostri figli un mondo migliore che li accolga e li faccia vivere meglio con se stessi e con gli altri in un ambiente salutare e benefico, riportiamo una proposta di riflessione inviataci da Mauro Boschi e Aldo Rondoni su i nuovi parametri utili per una vita Eco-sostenibile analizzando vari settori della vita sociale italiana: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi.
Paesaggio e patrimonio culturale 
Soffre per mancanza di risorse e di controlli che facciano rispettare le norme. Destiniamo a questo settore spesa pubblica solo per lo 0,4% del Pil contro lo 0,8% di Francia e lo 0,6% di Spagna. L'abusivismo edilizio ha raggiunto proporzioni che non trovano riscontro in Europa: nel Sud ogni 100 abitazioni 30 sono costruite illegalmente. Le persone che giudicano in evidente stato di degrado il paesaggio dove vivono sono il 18,3% (il 20,7% tra i più istruiti).
Ambiente
Quasi il 2% del territorio è gravemente inquinato. Ci sono 57 Sin (Siti contaminati di interesse nazionale), nessuna regione si salva. Ai primi posti Campania, Lazio e Piemonte. Nel 2011 nei capoluoghi il limite di inquinamento dell'aria è stato superato in media per 54 giorni.
Benessere economico
Ammortizzatori sociali e solidarietà familiare tamponano la crisi, ma la povertà aumenta. Crescono i divari: nel 2011 il 20% più ricco aveva un reddito 5,6 volte superiore a quello del 20% più povero, era il 5,2% nel 2008. Sale il livello di concentrazione della ricchezza: il 10% al top ha il 45,9% del totale (44,3% nel 2008). Il 18,8% delle famiglie riceve aiuti in denaro o natura.
Istruzione e formazione
L'Italia è in ritardo in Europa. Neet in aumento: i giovani (15-29 anni) che non lavorano e non studiano sono in media quasi il 23%: in Campania e Sicilia più del 35%. Il livello culturale dipende da quello dei genitori e la scuola non riesce a riequilibrare lo svantaggio di partenza.
Qualità dei servizi
Migliora, ma l'Italia resta distante dall'Europa. In Calabria e Sicilia più di una famiglia su quattro continua a non avere l'acqua regolarmente. Nel Paese un terzo dell'acqua si perde per strada. Ancora peggio i rifiuti: il 46% viene smaltito in discarica (93% in Sicilia, 7,7% in Lombardia) mentre è l'1% in Germania, Paesi Bassi, Svezia e Austria. Nelle carceri ci sono 140 detenuti ogni 100 posti disponibili, il 43% senza condanna definitiva contro una media europea del 27%. Trasporti: gli italiani dedicano in media un'ora al giorno agli spostamenti. Al primo posto Roma con 88 minuti.
Relazioni sociali
L'Italia è uno dei Paesi Ocse con i più bassi livelli di fiducia verso gli altri. Solo il 21% ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, contro il 33% Ocse, il 60% in Danimarca.
Benessere soggettivo
La quota di italiani che dichiara alti livelli di soddisfazione rispetto alla propria vita scende dal 46% del 2011 al 35% del 2012. Valori inferiori al Sud e tra chi ha una istruzione bassa.
Politica e istituzioni
Ambito di primaria importanza per il benessere della società. Purtroppo in Italia esso si segnala in negativo. «Sfiducia nei partiti, nel Parlamento, nei consigli regionali, provinciali e comunali, nel sistema giudiziario. Una sfiducia trasversale che attraversa tutti segmenti della popolazione, tutte le zone del Paese, le diverse classi sociali», dice il rapporto. Misurando da 1 a 10 il grado di fiducia dichiarato dai cittadini, all'ultimo posto troviamo i partiti con 2,3, quindi il Parlamento con 3,6, le amministrazioni locali con 4, la giustizia con 4,4. Raggiungono la sufficienza solo le forze dell'ordine con 6,5. Meglio di tutti i vigili del fuoco con 8,1.
Lavoro
Causa crisi è sceso il tasso di occupazione e di stabilizzazione per i precari. Sale invece la quota lavoratori sovraistruiti rispetto a quello che fanno. Ci sono meno occupati che nel 2008. Un lavoratore a termine su cinque lo è da più di 5 anni. Aumentano i working poors a causa dei bassi salari.
Sanità
Siamo tra i più longevi al mondo, ma senza una buona qualità della vita, soprattutto le donne anziane e i meno istruiti. I giovani si avvicinano pericolosamente al modello di consumo di alcol del Nord Europa. Siamo troppo sedentari, fumiamo troppo e mangiamo poca frutta e verdura.

lunedì 6 maggio 2013

Addio Agnese, ma noi restiamo

Agnese Borsellino, moglie del Giudice ucciso nel 92, ha lasciatop questo mondo. 
Una notizia che ci fa ripiombare nella tristezza di allora, tanto più che ancor oggi chi sa tace nonostante il peso e il prestigio del ruolo che ricopre.
Agnese muore senza la soddisfazione di sapere! A lei va il nostro deferente pensiero per il profondo dolore che ha patito non solo per la uccisione del proprio amato marito ma per lo strazio di non riuscire a conoscere la verità e i veri responsbaili di quel martirio, e anzi scoprire che dietro quella morte si celano segreti incoffessabili che depongono per un coinvolgimento di alte cariche politiche e istituzionali di allora.
Come sottolineammo anche in questo blog riportando le parole che il Giudice Scarpinato pronunziò coraggiosamente all'ultima manifestazione di ricordo dell'eccidio il 19 luglio scorso.
Chi sa se questo Paese e i nostri figli potrano mai sapere la verità per la quale si è battuta Agnese  e si nìbatteranno ancora Salvatore e Rita Borsollino, se riusciranno mai a far luce su un periodo oscuro di trame e di coperture complici di questo stato e di quella classe politica.     
Un'occasione importante per ripometterci di trasmettere ai nostri figli una tensione morale per la legalità che li porti a far propri i valori civili ed etici di questi grandi testimoni che giorno dopo giorno ci lasciano portando con sé una parte della memopria storica.

venerdì 3 maggio 2013

COSA è UNA BANCA ETICA

Da MauroBoschi e AldoRondoni riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nota  

BANCA ETICA PERCHE'
Queste realtà rappresentano l'8% del Pil e non è poco!
Banca Etica, al pari delle altre, è una banca che rischia, ma allo stesso tempo che ha sofferenze molto basse, segno che queste realtà possono davvero accedere al credito e onorarlo.
Perché sono socia di Banca Etica
 Qualcuno di voi è socio, conosce questa realtà?
Informazioni su http://www.bancaetica.com
Essere soci di Banca Etica non significa, nella maggior parte dei casi, essere ricchi azionisti (per i privati, di solito, il minimo è 5 azioni per un totale di 277 euro), ma semplicemente appoggiare una realtà che a sua volta sostiene i soggetti cosiddetti "non bancabili" e anche tutte le realtà che operano per la salvaguardia dell'ambiente, che sono impegnate nell'agricoltura biologica, nel lavoro coi disabili, o nel miglioramento della qualità della vita della collettività.
 Banca Etica è nata dal basso, è un istituto di credito a tutti gli effetti, è una banca popolare. Ha la sua sede a Padova, 16 filiali in Italia e un buon numero di banchieri ambulanti che operano nel territorio, dove non ci sono filiali. Si può avere un conto corrente, il mutuo per la casa o prestiti vari, per finanziare il proprio impianto fotovoltaico, per ristrutturare casa o per far studiare i figli. Io, oltre ad essere socia, ho il conto corrente ed è pure economico rispetto ad altri. Ho il bancomat, la carta di credito, l'home banking. 
Qualunque persona ha un conto corrente e forse anche più di uno.Il rapporto con la banca di famiglia è una cosa si dà per scontata. Nella bufera finanziaria che ci ha portato alla crisi che stiamo vivendo, come famiglie consapevoli che fanno ogni giorno delle scelte per la casa, per i figli e che ogni giorno hanno a che fare con il denaro, non è banale affrontare una piccola riflessione su come agiscono le banche a cui affidiamo i nostri stipendi e, per chi ne ha, i nostri risparmi. Ché è sempre più difficile avere un gruzzoletto, si sa, ma non è di questo che voglio parlarvi.
Qualche giorno fa il Gas di cui faccio parte ha organizzato un incontro con Banca Etica, sul tema della crisi finanziaria, per capire qualcosa di più. Di questa banca, assieme ad altri 36 mila cittadini, sono socia da ormai dieci anni. Qui voglio solo segnalare perché e qual è il senso di questa banca piccola e alternativa, che vi invito a conoscere.
Tutto normale, sul lato operativo. E poi, se ti capita di andare in filiale, ci trovi un angolino con i giochi per i bambini, che non guasta, ecco.
Solo per farvi capire che in questa banca non c'è "magna magna", ma impegno vero e concreto, vi dico solo che il rapporto tra lo stipendio più alto e quello più basso, tra i collaboratori, è di 1 a 4. Nelle altre banche è di 1 a 500. Vi pare che sia gente che ci marcia? A me no, sinceramente. Ma non è questo il punto.
Non sono un'esperta, ma non serve esserlo, per comprendere che Banca Etica è una banca diversa, che pone l'interesse di tutti al centro, anche quello di soggetti come le cooperative, gli enti no-profit, le associazioni, a volte le parrocchie o i gruppi scout, o le realtà che gestiscono i terreni confiscati alle mafie, di tutti coloro che hanno una funzione sociale estremamente importante, senza le quali la società avrebbe difficoltà a tirare avanti. 
Partecipare come soci fa la differenza, rispetto ad essere semplici correntisti (che già comunque è un primo passo per avvicinarsi) perché Banca Etica ha bisogno di rafforzare il capitale sociale e crede nella collaborazione e nella partecipazione delle persone che la sostengono.
Questa banca in pratica è nata per  il terzo settore e i soldi per crearla li hanno messi i cittadini o le persone giuridiche (imprese, comuni, associazioni, cooperative) che hanno deciso di sostenerla.I soldi dei soci hanno creato il capitale sociale, che permette alla Banca di esistere prima di tutto e di fare il suo lavoro: dare credito, cioè dare fiducia.
Banca Etica lo fa con trasparenza: è l'unica banca che pubblica sul suo sito i finanziamenti alle persone giuridiche. Cioè, in pratica, ti dice a chi dà i soldi e perché. Credete che sia una cosa banale? Non lo è proprio, è un segnale di incredibile apertura e di trasparenza, che elimina qualsiasi dubbio o sospetto sull'uso del denaro. Per quale motivo le altre banche non lo fanno? Beh, ciascuno si può rispondere da solo.
Questo è il motivo per cui, anni fa, invitata da un caro amico, ho scelto di diventare socia. Non perchè io sia ricca, tutt'altro, ma perché credo anche io che l'interesse di tutti sia quello più alto.
Spero in futuro di tornare su questi argomenti e di approfondirli, magari con l'aiuto di qualche esperto  .
Qualcuno di voi è socio, conosce questa realtà?
Informazioni su http://www.bancaetica.com
 Pubblicato da Mestieredimamma il 5 marzo 2012 



martedì 30 aprile 2013

1 MAGGIO: un'occasione per parlare di "impegno" con i figli

PRIMO MAGGIO: la festa civile universalmente più sentita, perché il lavoro è la risorsa più importante per la realizzazione di uomini e donne.
La Costituzione Italiana, che non dovremmo mai dimenticarci di apprezzare a far apprezzare dai nostri figli, pone il lavoro come cardine sociale attorno a quale è stato costruito l'intero impianto socio-organizzativo della nostra Nazione.
Attraverso il lavoro le persone si realizzano riuscendo a concretizzare le proprie aspettative economiche e di riuscita personale.
Il lavoro permette la crescita e il perseguimento dei propri obiettivi sia attraverso esso stesso, sia attraverso la remunerazione che da esso deriva.
Per questo del lavoro, del suo alto significato è bene che i genitori sappiano parlare con i propri figli... affinché sappiano apprezzarne i vantaggi e i rischi di una sua perdita o di una sua mancanza ( purtroppo sempre più frequente in tempi di crisi come questi).
Parlare di lavoro con i giovani significa anche avviarli ad una riflessione sul senso del proprio impegno, come occasione di esercitare diritti e di assumersi oneri e doveri, nel rispetto di sé e degli altri, delle cose affidate, della parola data, degli incarichi assunti.
Lavoro è sì quello remunerato come prestazione ma anche qualsiasi attività svolta con giudizio, con affidabilità, con impegno, con serietà e spirito di servizio: tutto diventa lavoro nella sua accezione più alta quando un comito lo si svolge con accuratezza e senso di responsabilità.

Questa riflessione non può mancare in un corretto messaggio educativo intergenerazionale, per permetta ai ragazzi di crescere con il senso dell' impegno personale svolto con zelo e serietà nella concretezza di obiettivi da raggiungere. E' importante, allora, richiamare la loro attenzione sulla gestione del proprio tempo in modo che nella quotidianità non manchi, accanto al tempo dedicato ad attività ricreative e ludiche, un tempo in cui svolgere con dedizione e zelo impegni importanti come lo stesso studio, il volontariato, la politica, hobby,  arte...
Un messaggio quello del lavoro strettamente legato anche a valori importanti come il rispetto delle regole, degli altri, delle cose, la dignità della persona, l'etica del comportamento, il senso del limite e della responsabilità... sui quali temi sarebbe bene che un Padre, innanzitutto, e una Madre fossero pronti ad aprire un dialogo fruttuoso per far maturare i propri figli. Saper educare passa anche attraverso la formazione di una coscienza civile utile a prepararli alla vita insegnando ad assumersi responsabilità, impegni concreti per la propria vita e imparando a spendersi per gli altri nel modo più autentico e operoso possibile..
Penso che questo suggerimento possa aiutarvi a festeggiare in modo positivo e concreto la festa di domani nelle vostre famiglie.
Buon Primo Maggio 

martedì 23 aprile 2013

Abdica un' intera generazione

Inutile sottolineare lo sbando politico nel quale ci troviamo in questa fase delicata della nostra democrazia.
Inutile sottolinearlo ma utile rifletterci per capire le cause di una simile manifestazione di debolezza caratteriale e di perdita valoriale che investe una intera generazione, incapace, al momento opportuno, di compiere le sclete necessarie per il bene comune.
Nei miei incontri con i genitori  e anche da queste pagine ho sempre ribadito l'importanza di individuare nell'impare a compiere scelte il percorso ideale verso l'autonomia e la maturità. Penso proprio che mancanza di maturità sia la condizione che meglio rappresenti le difficoltà di questa classe dirigente e politica italiana in questo momento storico.
Spesso ho affermato e qui ribadisco come la crisi etico-sociale dei nostri tempi sia da addebitare alla generazione cui appartengo: quella generazione che ha vissuto troppo spesso alle spalle dei genitori o dei più  adulti, magari contestandoli, ma comunque non riuscendo a costruirsi un proprio percorso di autentica autonomia personale.
Così si spiega che al momento opportuno, quando sarebbe toccato a loro prendere le redini si sono trovati ad appoggiarsi ancora una volta al vegliardo di turno per essere salvati, tutelati, protetti.
Ma come avviene quando ci si affida ad un padre, non si può non adeguarsi al suo volere. In questa insicurezza collettiva è tutta una generazione che abdica al proprio volere non avendo il coraggio e la  determinatezza necessari per poter perseguire il proprio disegno di cambiamento.
A guardarci bene è da tempo che stavano emergendo avvisaglie di questa incompetenza gestionale.
Ora sotto gli occhi di tutti è apparsa la debacle di una generazione intera.
Ieri pomeriggio, dinanzi al "Padre generoso e protettivo" che osava richiamarli con il tono solenne delle ramanzine e la sincerità di chi rimprovera seccato le manchevolezze dei figli inadatti e capricciosi, abbiamo assitito ancora una volta alla incapacità manifesta di essere consequenziali, riflessivi, maturi: hanno sbagliato ancora scegliendo di applaudire invece che ascoltare in umile silenzio la lezione e meditare sulla sua morale. Applaudivano festeggiando la scampata disfatta senza capire che non era quello il momento di esultare, nemmeno per il nobile motivo di ringraziare la generosità del salvatore, ma era necessario dimostrare di aver colto i bisogni del Paese reale e la sferzata istituzionale ricevuta. La scena era surreale. più il neoPresidente gliene diceva più loro applaudivano ai loro errori, alle loro inettitudini spiattellategli davanti nell' aula più solenne della rappresenza repubblicana. Erano convinti, immagino, che in quel ruolo non fosse opportuno ragionare con la propria testa quanto adeguarsi alle formalità di rito: e invece abbiamo bisogno di manifestazioni di responsabilità e autenticità che ci facciano ancora credere nella serietà con cui vorranno svolgere il loro mandato.Abbiamo bisogno di vederli convinti e determinati e non tifosi delle proprie ragioni.
Ci ritroviamo a giusitificare figuraccie inspiegabili anche dinanzi ai nostri figli:  <<...ma come quando sarebbe toccato a voi prendere in mano le sorti del Paese, sembrano dirci, avete supplicato i vecchi di restare per colmare le vostre inettitudini >>. Inevitabilmente il comando passerà così dai più vecchi direttamente ai più giovani: è una genrazione che rinuncia a guidare, rinunciando con questo a lasciare traccia indelebile del suo passaggio: triste ma è così !.
Speriamo che ognuno di noi genitori sappia colmare nel calore del dialogo familiare e con la propria testimonianza le lacune e le inettitutidini che questi nostri rapprentanti istituzionali hanno mostrato facendo comunque apprezzare ai figli il valore etico e politico della democrazia rappresentativa sancita dalla costituzione come la più alta espressione di organizzazione sociale e politica di uno Stato; nonostante tutto !

martedì 16 aprile 2013

Le emozioni ci salveranno

Dare spazio alle emozioni è importante, ci fa riappropriare di quel "sé" spesso trascurato per una  prevalente considerazione della razionalità sulla emozionalità, del fare sul sentire.
Eppure siamo fatti di entrambe queste dimensioni e relegare la seconda a forma residuale ci procura sofferenze, repressioni, ansie, angosce, turbamenti: non ci fa sntire realizzati. 
E' esperienza continua in ambulatorio, ma anche nella quotidianità, sentire gente molto impegnata nel lavoro e anche con successo lamentarsi di qualcosa che la turba e ne appesantisce le giornate:  un' amarezza di fondo, una insoddisfazione che non si capisce da cosa possa venire: "ho la sensazione di fare tanto e stringere molto poco; ho molti buoni risultati, anche riconoscimenti e gratificazioni economiche... ma non mi sento felice" dichiarano spesso i pazienti. 
I risultati li ottengono ma non basta; sentono che la vita fugge via senza lasciare traccia nel loro animo: in realtà non hanno imparato a cogliere ciò che accompagna e valorizza le loro azioni, siano esse lavorative, di vita familiare, di rapporto con i figli o con i partner ecc. 
Hanno estromesso le emozioni dal quadro di insieme della loro vita.
Ci si ritrova spesso ad agire, con frettolosa voglia di arrivare a tutto senza darsi il tempo di interagire con le proprie realizzazioni così da non goderne profondamente.
Spesso è una corsa continua di cui si perde il senso e l'obiettivo: per non farci sfuggire nulla, rischiamo di perdere molto.
Quel molto sono proprio le emozioni, quelle grandi e soprattuo quelle comuni, semplici, quelle che accompagnano le normali azioni della giornata, un quotidiano che rischia di divenire routine senza attrattiva. 
E' inutile far cose senza darsi il tempo di percepire ciò che ci producono dentro. Questa è la partecipazione ! Sì, perché le emozioni aiutano a "partecipare", cioè a vivere con trasporto acquisendo un protagonismo importante che rende soddisfatti e felici. Felici di ciò che siamo, di ciò che facciamo e meno preoccupati di quel che avremmo "dovuto" fare se avessimo avuto più tempo. Quel tempo va speso per noi, dedicato a ricordarci di "volerci bene", comunque e nonostante tutto.
Quel che conta per vivere bene è sapersi costruire "motivi di soddisfazione". Sono importanti per evitare depressioni e angosce e aggiungere quel piacere di esistere che può riempire le giornate di un sapore nuovo e arricchirle di una prospettiva positiva.

Ritengo che riflessione possa essere importante per noi adulti ma anche, e soprattutto, per i nostri figli.
Allora qualche suggerimento ( azione efficace 4 ) per aiutarci a entrare in sintonia con le nostre emozioni:
…evitiamo di occupare tutto il tempo disponibile con attività da svolgere
... concediamoci il tempo per coltivare dei (micro)desideri da esaudire per il gusto di pensare un po' a noi, a quel che ci piace, a ciò che ci fa piacere fare, essere...
…abituamoci a concederci dei “pit stop”, pause dal tran tran quotidiano e dal frastuono che ci insegue. Ogni tanto ricaricarci fa bene, corrobora, motiva... 
…impariamo ad apprezzare il “silenzio” come momento per ritrovare se stessi [ricordiamoci che "il silenzio è la stanza delle emozioni"(*)].
…cerchiamo di dare ad ogni giornata un piccolo obiettivo da realizzare per costruirci un percorso positivo capace di motivarci e accompagnarci a quella piccola ma sana soddisfazione quotidiana...  che livbera le migliori risorse che abbiamo nel corpo, nella mente e nell'animo.

Buon lavoro 
Antonio Artegiani

(*)tratto da A.Artegiani-"Genitori si può"

martedì 9 aprile 2013

Proposta di manifesto della candidatura di Perugia-Assisi Capitale Europea della Cultura 2019

Tutti possono dare un contributo per elaborare il manifesto della candidatura di Perugiassisi 2019 fino all'11 aprile. 
Proposte, suggerimenti e idee potranno essere inviati alla Fondazione Perugiassisi 2019 in formato digitale alla mail: manifesto@perugiassisi2019.eu, o cartaceo, indirizzandoli a Fondazione Perugiassisi 2019, via Mazzini 21 06121, Perugia.

Sintesi del Manifesto della Candidatura di Perugia 2019 - Città candidata a Capitale Europea della Cultura con Assisi e l'Umbria
"Perugia 2019", con Assisi e l'Umbria intorno, si candida a Capitale Europea della Cultura per lanciare un nuovo modello ideale di città europea, intesa come:
- la città del dialogo, 
- la città dove la cultura è produzione d' idee,
- la città delle diversità culturali, luogo interculturale, plurale e solidale di accoglienza e tolleranza;
- la città rete nel tempo e nello spazio, grazie allo storico modello insediativo umbro policentrico;
- la città radicata nel passato e proiettata nel futuro, dove la sua identità originaria diviene risorsa e si apre alle nuove tecnologie, alla creatività, all'economia della conoscenza.

I temi che ruotano attorno al concetto di città per Perugia 2019 e su cui si vuole puntare, ispirandosi ad Assisi nella sua dimensione speculare e simbolica ed all'Umbria in quanto 
espressione molteplice di una ricchezza culturale territoriale da rendere protagonista, sono:
- l'innovazione sociale e la rigenerazione come prodotto della congiunzione tra politiche urbane, sociali e culturali, attente alla rivitalizzazione del tessuto urbano, così come alla valorizzazione delle proprie eccellenze e peculiarità, iniziando da quelle accademiche;
- l'integrazione tra linguaggi artistici e forme espressive, tra modalità di produzione culturale e culture diverse, tra network internazionali/europei e sistemi culturali locali, in quanto paradigma del divenire contemporaneo e futuro, attraverso una progettualità articolata, lo sguardo verso l'Europa oltre l'Unione, la valorizzazione della ricchezza del patrimonio materiale e immateriale culturale in ogni sua declinazione ma, anche, con la ricerca, la sperimentazione, una nuova lettura semantica e interdisciplinare della realtà e del domani;
- la restituzione di una nuova attrattività della città e del territorio nel suo complesso, come laboratorio del futuro e calamita in grado di stimolare, attraverso la leva delle industrie culturali e creative, un rilancio dell'economia, un riposizionamento generale dei luoghi come destinazione e nuove opportunità per le giovani generazioni;
una visione reticolare del concetto di cittadinanza fatta di trame, partecipazione e rapporti virtuosi, convergenti e creativi del territorio;
- una rappresentazione in chiave di smart region che enfatizza e valorizza tante smart cities inclusive, sostenibili, interconnesse tra loro in una conformazione "a stella", verticali (il centro della città, le configurazioni urbane e le sue plurime funzioni) e orizzontali (la città e il territorio policentrico che colloquia attivamente con l'Europa), in armonia con i principi della Carta di Toledo e le sfide dell'Agenda Europa 2020.
La candidatura intende coinvolgere ogni cittadino, italiano o straniero, residente o solo visitatore, con una particolare attenzione ai giovani in formazione, alle loro vocazioni e potenzialità.  Attorno all'immagine dell'Arco Etrusco, emblema di una continuità operativa che dal passato mira al futuro e dove tutto è connesso: la perfezione etrusca sostiene quella romana e poi la medievale in cui è già esperibile la nuova forma rinascimentale e seicentesca, le parole chiave di Perugia 2019, con Assisi e l'Umbria attorno, ruotano intorno alla C di Cultura e sono convivenza, cambiamento, continuità, confronto, circolazione, confluenza, condivisione, creatività, complessità e comunità.