giovedì 31 gennaio 2013

Storiella dei 100 euro

La storiella è nota, l'ho sentita raccontare da una persona in sala d'aspetto di un medico ed ha acceso un interessante dibattito. In realtà questo significa fare politica, ecco la storiella:


"Avendo programmato da tempo una breve vacanza, una coppia italiana con limitate disponibilità economiche, ripiega su un soggiorno nell'isola greca di Lefkada, dove stante la crisi economica ci sono buone offerte a basso prezzo. Raggiunta l'isola la coppia si presenta in una pensioncina e chiede informazioni su prezzo e sistemazione. Il portiere conferma la tariffa. Abbordabile; 100 euro a settimana per camera doppia e colazione, poi per quello che riguarda la sistemazione lascia ampia libertà di scelta ai clienti in quanto tutte e sette le camere sono sfitte.Il prezzo sembra ottimo e il turista mette i 100 euro sul bancone, arraffa le chiavi delle sette camere e va a fare una perlustrazione. Con tutta calma dice il portiere, intanto lui si deve assentare per una commissione, con tutta calma ripete. 
Appena gli italiani salgono al piano superiore, arraffa i soldi e corre dal macellaio dirimpettaio a saldare un debito di 100 euro per la fornitura di carne. Il macellaio ringrazia, fa salti di gioia e corre dall'allevatore a pagare il debito di 100 euro per quei vitelloni già macellati. L'allevatore si sente sollevato di un gran peso perché con quei 100 euro può saldare il debito che aveva con il contadino per la fornitura del fieno. La qual cosa tranquillizza il contadino che può così saldare il debito di 100 euro che aveva con la prostituta del paese per le sue prestazioni professionali, di cui in più di una occasione aveva usufruito.  La quale a sua volta può regolarizzare le pendenze economiche con il proprietario della pensione che gli metteva a disposizione la camera per i suoi "incontri".  Nel frattempo i turisti italiani scendono, consegnano le chiavi dicendo che tutto sommato si è vero il prezzo è buono ma non hanno trovato la camera di loro gradimento. Ringraziano, riprendono il loro biglietto da 100 euro ancora sul bancone e se ne vanno. "

E così in questo vertiginoso giro di partite i 100 euro hanno saldato un gran numero di debiti, senza aver perso nulla per proprio "valore". Gli insegnameti da trarre sono importanti:
1 - Il debito è quello relativo alla sola fornitura di prestazioni e di beni reali, gli artifici contabili sono soltanto fuffa, roba da usurai o speculatori finanziari  e quindi da rigettare.
2 - Il vero problema non è il debito, bensì la moneta, la capacità di farla circolare, il fatto che non sia gravata da usura e che sia di proprietà condivisa, NON esclusiva.
Ora prova a raccontare questa storiella ad un economista laureato alla Bocconi e fammi sapere le sue conclusioni...

Giovanni Lollo 

scuse e conferme

SCUSATE  SE A NOME DI SCUOLA PER GENITORI SONO STATE FATTE ATTIVITA' SUL WEB NON DEL TUTTO PROPRIE ALLO SCOPO DI QUESTO SITO, tipo adesioni politiche o lanci di video personali.
CIO' è AVVENUTO PER DIFFICOLTA' A GESTIRE L'ACCOUNT GMAI.+  CHE SPERO POSSA NON ACCADERE PIU'.
Comunque l'impegno finalizzato alla diffusione di tematiche attinenti alla educazione, alla cultura, al sostegno genitoriale è e resta lo scopo precipuo di questo Blog.
AA

martedì 15 gennaio 2013

la nostalgia di tornare in quella classe

Ieri ho fatto lezione in una splendida 3^ Media a San Mariano, di quelle classi che se ne trovano poche anche avendone incontrate tante.
Questa classe mi aveva già colpito dal primo incontro per l'attenzione, l'interattivitò, la capacità di ascoltare e farsi coinvolgere.
Ieri il tema era proprio centrato sulle emozioni ed è venuta fuori tutta la forza che unisce questo bel gruppo solidale e coeso fino al punto di permettere ad ognuno di loro di esprimere ciò che avevano nel cuore con semplicità e profondità insieme, in un constesto classe capace di valorizzare e partecipare, farsi coinvolgere dalle emozioni dell'altro.
Ho voluto scrivere questo riconoscimento pubblico perché possa essere di sostegno a quei tanti insegnanti che investono impegno e tempo per far crescere le loro classi non solo sul piano delle conoscenze ma anche delle sensibilità e delle relazioni con un lavoro importante che, quando è ben riposto, non stenta a dare i suoi frutti. Un complimento ai ragazzi per essere quella bella risorsa che sono ed aver colto l'occasione offerta dalla scuola, dai loro insegnanti e dalle esperienze vissute per crescere come persone e come gruppo.
Io da parte mia ho chiesto ed ottenuto, nonostante il tempo sempre più esiguo per fare incontri nelle sucole, di poterli incontrare una volta in più, per loro, ma anche per me perchè mi rincuorano, e un po' mi commuovono... e mi hanno lasciato una grande nostalgia di rincontrarli.
Grazie ragazzi e avanti così. A presto.

venerdì 11 gennaio 2013

Giovani costruttivi: ne abbiamo bisogno in questa nostra rivoluzione civile

Un memorabile discorso all'apertura dell' anno accademico di Parma, segno di quanto i giovani abbiano coraggio e convinzione, chiarezza e determinatezza, dimostrando di saper cogliere le istanze profonde dei cittadini ( notate la lunghezza dell'applauso finale del giovane e l'assoluta assenza di applausi al M.Rettore ).
I tempi sembrano maturi per una svolta che porti le nuove generazioni ad assumere la loro parte di responsabilità civile e politica nella gestione di questo nostro paese, dopo i danni permessi dai loro padri. Questa riflessione trans-generazionale può essere di aiuto anche a noi genitori per capire meglio come offrire ai figli il supporto adeguato per aiutarli a crescere e a responsabilizzarsi dandogli credito e spazi in cui cimetarsi.

mercoledì 9 gennaio 2013

"Che cos’è oggi rivoluzionario" di Fiorella Mannoia

Che cosa evoca oggi la parola rivoluzione? Che cos’è oggi rivoluzionario? Viviamo in una sorta di mondo alla rovescia, dove l’illecito è diventato normale, dove i politici fanno spettacolo e gli attori, i cantanti, i comici, si occupano della politica. Dove viene scambiato il diritto per il favore. Dove la cultura è giudicata superflua e dispendiosa, praticamente inutile. Dove chi dovrebbe dare il buon esempio si vanta delle sue malefatte e giudica stupido chi si ostina a credere nella legalità, e lo discredita, lo calunnia, lo annienta. E la parola rivoluzione assume un significato più profondo, che riguarda anche il comportamento di ognuno di noi. Provo a fare un elenco di quello che per me oggi è rivoluzionario:
Rivoluzionario è il coraggio, rivoluzionaria è la sobrietà, l’educazione, la cultura, l’arte, rivoluzionario è il diritto alla scuola, al lavoro, alla salute, rivoluzionario è l’accesso alla conoscenza, rivoluzionario è il rifiuto della volgarità, anche quella dilagante dell’ostentazione del lusso, rivoluzionario è il rifiuto della violenza, anche quella verbale, rivoluzionario è dire a chi cerca di corromperti: “No, grazie”. Rivoluzionario è insegnare ai propri figli il rispetto di tutte le diversità, l’accoglienza, la compassione, la fratellanza, la capacità e la volontà di provare a condividere il dolore degli altri, rivoluzionario è combattere il pregiudizio, rivoluzionaria è la ricerca della bellezza, rivoluzionario è spegnere la televisione e dedicarsi ai propri cari, coltivare delle passioni, continuare a giocare, rivoluzionario è il sorriso, la gentilezza, l’umiltà, il saper ridere anche di noi stessi e delle nostre miserie, rivoluzionaria è la semplicità, il godere di un buon cibo, di un buon vino, rivoluzionario è divertirsi ballando fino alle quattro del mattino senza bisogno di additivi chimici, rivoluzionario è guardarsi allo specchio senza vergognarsi di ciò che vediamo riflesso, rivoluzionario è non sentirsi al centro dell’universo e guardare altro oltre noi stessi, rivoluzionario è fare bene il proprio lavoro qualsiasi esso sia, rivoluzionaria è l’onestà, anche e soprattutto quella intellettuale, rivoluzionaria è l’etica, rivoluzionario è il coraggio delle proprie idee, rivoluzionario è chiedersi sempre che cosa si nasconda dietro le notizie dell’informazione ufficiale, non smettere mai di cercare, ragionare con la propria testa e porsi sempre delle domande, rivoluzionario è l’approfondimento contro la superficialità, rivoluzionario è il giornalismo della “seconda domanda”, rivoluzionario è non piegare la testa di fronte ai potenti, chiunque essi siano. Rivoluzionario è schierarsi sempre dalla parte degli ultimi, chiunque essi siano.
Rivoluzionaria è la curiosità, la libertà di pensiero, rivoluzionaria è la coerenza, la gratitudine, la capacità di chiedere scusa, rivoluzionaria è la dignità, il rispetto, il perdono, rivoluzionaria è l’indignazione per l’ingiustizia ovunque si verifichi e avere il coraggio di gridarla, rivoluzionario è combattere l’avidità che è il più pericoloso dei mali, rivoluzionario è dare un senso alla propria vita rivendicando il diritto alla felicità ma avendo la consapevolezza che questo non passa solo attraverso il denaro. Rivoluzionario è fare ognuno il proprio dovere di cittadino ricercando sempre laverità, che è la più grande delle rivoluzioni.

Fiorella Mannoia – Tratta da Il Fatto Quotidiano

martedì 8 gennaio 2013

Buon 2013

Inizia un anno che ha bisogno di molti auguri, per la crisi che ci avvolge e che non è soltanto economica: una condizione depressiva che non ci permette di guardare con ottimismo al futuro.
Usciamo da una esperienza politica davvero sconvolgente che ci ha portato a dare priorità alle vanità, ai facili guadagni, alle astuzie da quattro soldi, sostituita da un rigore, necessario, ma mal temperato e per alcuni fin troppo vessatorio.
Ieri il "Fatto quotidiano" ha dedicato tutto il suo numero speciale del lunedì proprio a questa indole  furbesca degli italiani vellicata e potenziata da una decadenza politico-culturale che lascia sul campo più morti che feriti: sembra di vedere colui che partito convinto di andare a darle di santa ragione torna tramorito per quante ne ha prese.
E' da questa difficoltà generale che dobbiamo trovare la forza di rialzarci e ricominciare a scrivere una storia nuova per questa nostra Italia. L'occasione delle elezioni va colta sforzandoci di vedere e credere alle differenze che animano le varie formazioni politiche. Questa volta ce ne sono di tradizionali, storiche e di nuove: ecco penso proprio che saper distinguere sia importante per sostenere chi ci convince al di là delle abitudini o delle rassegnazioni cui siamo propensi ad arrenderci. Un buon modo per rispettare se stessi è anche quello di assecondare le proprie percezioni, intuizioni, ispirazioni e affidare a chi ne saprà fare buon uso, ci infonde fiducia e dimostra determinazione l'impegno di ridare credibilità alla politica.
Forse ci sarà bisogno di una rivoluzione che riponga al centro l'impegno civile per ritessere la trama più sana di questa Nazione.
Con questo spirito auguro a tutti voi un Buon 2013, con la speranza di rincontrarci presto in una delle occasioni che ci ha visto crescere in questi anni come Scuola per Genitori.
Ant Art