venerdì 29 marzo 2013

Sta emergendo un partito generazionale ?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo dell'amico Mauro Ottolenghi

E' da tempo o meglio da sempre, visti l 'esperienza maturata nell'ambito
dell'associazionismo giovanile e i lunghi decenni di insegnamento, che sto
riflettendo sulla situazione dei giovani nella società attuale ed in
particolare su quella italiana. Guardo con scoramento i tanti ragazzi passati
sui banchi di scuola e le loro difficoltà di inserimento nel contesto socio
economico di oggi. Una situazione a dir poco allarmante per come si presenta:
lavoro raro, difficilmente adeguato agli studi effettuati, contratti super
precari , paghe indecenti... e le conseguenze facilmente intuibili:
frustrazione, delusione, rabbia, abulia. A fronte del disastro rappresentato
dalla marginalizzazione delle nuove generaziioni come ci si sta muovendo?
Nessuna istituzione ha fatto di questo problema un cavallo di battaglia nè le
forze politiche nè le forze sociali, anzi si affronta a parole, non molte per
la verità, dopodichè il nulla o quasi. Pochi progetti, assenza di riforme
incisive. Ma ciò che stride sempre di più è la gerontocrazia diffusa a tutti i
livelli, a livello politico con deputati e senatori presenti da decenni in
Parlamento e che hanno il pudore di chiedere la deroga per poterci ancora
stare, a livello economico aziende, banche che continuano a far occupare i
posti chiave da persone dalla non più tenera età e una volta pensionate,
riutilizzate come consulenti.E intanto le intelligenze migliori se ne vanno
all'estero dove trovano collocazioni che in Italia si sognerebbero e lasciando
il Paese si produce una duplice conseguenza: l'impoverimento della comunità
dovuto alla fuga dei cervelli migliori e l'mpossibilità di raccogliere i
frutti dell'investimento in formazione fatto dallo Stato (si tenga conto che
tali soggetti hanno ricevuto istruzione e formazione dall'istituzione
pubblica per circa 20 anni), in quanto le ricadute positive saranno a favore
dello stato ospitante.
Certamente responsabili di questa situazione sono gli adulti, padri e madri di
queste generazioni, le istituzioni da loro formate che hanno cercato il facile
benessere senza mai chiedersi se questo non avesse un costo e non avesse
sottratto risorse alle generazioni future. Qualche studioso ha parlato di un
possibile conflitto generazionale che potrebbe essere innescato dai giovani per
uscire dalla marginalità e prendersi il posto che loro compete. Io credo che
lo scontro generazionale evocato sia già in atto e si stia incanalando in
questa direzione. Qualcuno si chiederà quali siano i segnali dello scontro
incipiente. Questa riflessione è maturata in modo naturale e conseguenziale
dall'analisi dei risultati elettorali che si presentano sinteticamente nel modo
seguente:
Il PD ha perso circa il 30% dei voti perdendone meno laddove ci sono meno
giovani;
Il PDL ha perso circa il 50% dei voti perdendone meno laddove ci sono meno
giovani:
Il M5S ha fatto l' exploit prendendo più voti laddove ci sono più giovani.
L'unica caratteristica che sembra influire sulla distribuzione del voto è
l'età. E' dunque legittimo chiederci se non stia emergendo un partito
generazionale con delle parole d'ordine e obiettivi abbastanza coerenti con
quest'ultimo.Alla luce di questo dato risulta comprensibile la volontà del M5S
di non allearsi con questo o quel partito e di combattere contro chi ha fatto
della politica una professione ben remunerata e uno strumento a servizio degli
interessi individuali e di gruppo. D'altro canto lo stesso obiettivo è stato
perseguito da un altro giovane utilizzando un altro termine , rottamazione, da
alcuni strumentalmente tanto vituperato., ma si è trovato nel suo cammino un
fuoco di sbarramento di notevoli proporzioni. Le resistenze al cambiamento sono
fortissime, a noi educatori il compito di preparare le condizioni favorevoli al
cambiamento tanto desiderato dai giovani e non solo.
Da parte nostra, a mio avviso, è richiesto il compito non facile di dialogare
con i giovani. far loro da sponda cercando di far incanalare te loro energie
verso il raggiungimento di obiettivi costruttivi, compatibili con il nostro
tessuto sociale e con la costruzione di un'autentica democrazia.
Mauro Ottolenghi
Novara

Nessun commento:

Posta un commento