martedì 30 aprile 2013

1 MAGGIO: un'occasione per parlare di "impegno" con i figli

PRIMO MAGGIO: la festa civile universalmente più sentita, perché il lavoro è la risorsa più importante per la realizzazione di uomini e donne.
La Costituzione Italiana, che non dovremmo mai dimenticarci di apprezzare a far apprezzare dai nostri figli, pone il lavoro come cardine sociale attorno a quale è stato costruito l'intero impianto socio-organizzativo della nostra Nazione.
Attraverso il lavoro le persone si realizzano riuscendo a concretizzare le proprie aspettative economiche e di riuscita personale.
Il lavoro permette la crescita e il perseguimento dei propri obiettivi sia attraverso esso stesso, sia attraverso la remunerazione che da esso deriva.
Per questo del lavoro, del suo alto significato è bene che i genitori sappiano parlare con i propri figli... affinché sappiano apprezzarne i vantaggi e i rischi di una sua perdita o di una sua mancanza ( purtroppo sempre più frequente in tempi di crisi come questi).
Parlare di lavoro con i giovani significa anche avviarli ad una riflessione sul senso del proprio impegno, come occasione di esercitare diritti e di assumersi oneri e doveri, nel rispetto di sé e degli altri, delle cose affidate, della parola data, degli incarichi assunti.
Lavoro è sì quello remunerato come prestazione ma anche qualsiasi attività svolta con giudizio, con affidabilità, con impegno, con serietà e spirito di servizio: tutto diventa lavoro nella sua accezione più alta quando un comito lo si svolge con accuratezza e senso di responsabilità.

Questa riflessione non può mancare in un corretto messaggio educativo intergenerazionale, per permetta ai ragazzi di crescere con il senso dell' impegno personale svolto con zelo e serietà nella concretezza di obiettivi da raggiungere. E' importante, allora, richiamare la loro attenzione sulla gestione del proprio tempo in modo che nella quotidianità non manchi, accanto al tempo dedicato ad attività ricreative e ludiche, un tempo in cui svolgere con dedizione e zelo impegni importanti come lo stesso studio, il volontariato, la politica, hobby,  arte...
Un messaggio quello del lavoro strettamente legato anche a valori importanti come il rispetto delle regole, degli altri, delle cose, la dignità della persona, l'etica del comportamento, il senso del limite e della responsabilità... sui quali temi sarebbe bene che un Padre, innanzitutto, e una Madre fossero pronti ad aprire un dialogo fruttuoso per far maturare i propri figli. Saper educare passa anche attraverso la formazione di una coscienza civile utile a prepararli alla vita insegnando ad assumersi responsabilità, impegni concreti per la propria vita e imparando a spendersi per gli altri nel modo più autentico e operoso possibile..
Penso che questo suggerimento possa aiutarvi a festeggiare in modo positivo e concreto la festa di domani nelle vostre famiglie.
Buon Primo Maggio 

martedì 23 aprile 2013

Abdica un' intera generazione

Inutile sottolineare lo sbando politico nel quale ci troviamo in questa fase delicata della nostra democrazia.
Inutile sottolinearlo ma utile rifletterci per capire le cause di una simile manifestazione di debolezza caratteriale e di perdita valoriale che investe una intera generazione, incapace, al momento opportuno, di compiere le sclete necessarie per il bene comune.
Nei miei incontri con i genitori  e anche da queste pagine ho sempre ribadito l'importanza di individuare nell'impare a compiere scelte il percorso ideale verso l'autonomia e la maturità. Penso proprio che mancanza di maturità sia la condizione che meglio rappresenti le difficoltà di questa classe dirigente e politica italiana in questo momento storico.
Spesso ho affermato e qui ribadisco come la crisi etico-sociale dei nostri tempi sia da addebitare alla generazione cui appartengo: quella generazione che ha vissuto troppo spesso alle spalle dei genitori o dei più  adulti, magari contestandoli, ma comunque non riuscendo a costruirsi un proprio percorso di autentica autonomia personale.
Così si spiega che al momento opportuno, quando sarebbe toccato a loro prendere le redini si sono trovati ad appoggiarsi ancora una volta al vegliardo di turno per essere salvati, tutelati, protetti.
Ma come avviene quando ci si affida ad un padre, non si può non adeguarsi al suo volere. In questa insicurezza collettiva è tutta una generazione che abdica al proprio volere non avendo il coraggio e la  determinatezza necessari per poter perseguire il proprio disegno di cambiamento.
A guardarci bene è da tempo che stavano emergendo avvisaglie di questa incompetenza gestionale.
Ora sotto gli occhi di tutti è apparsa la debacle di una generazione intera.
Ieri pomeriggio, dinanzi al "Padre generoso e protettivo" che osava richiamarli con il tono solenne delle ramanzine e la sincerità di chi rimprovera seccato le manchevolezze dei figli inadatti e capricciosi, abbiamo assitito ancora una volta alla incapacità manifesta di essere consequenziali, riflessivi, maturi: hanno sbagliato ancora scegliendo di applaudire invece che ascoltare in umile silenzio la lezione e meditare sulla sua morale. Applaudivano festeggiando la scampata disfatta senza capire che non era quello il momento di esultare, nemmeno per il nobile motivo di ringraziare la generosità del salvatore, ma era necessario dimostrare di aver colto i bisogni del Paese reale e la sferzata istituzionale ricevuta. La scena era surreale. più il neoPresidente gliene diceva più loro applaudivano ai loro errori, alle loro inettitudini spiattellategli davanti nell' aula più solenne della rappresenza repubblicana. Erano convinti, immagino, che in quel ruolo non fosse opportuno ragionare con la propria testa quanto adeguarsi alle formalità di rito: e invece abbiamo bisogno di manifestazioni di responsabilità e autenticità che ci facciano ancora credere nella serietà con cui vorranno svolgere il loro mandato.Abbiamo bisogno di vederli convinti e determinati e non tifosi delle proprie ragioni.
Ci ritroviamo a giusitificare figuraccie inspiegabili anche dinanzi ai nostri figli:  <<...ma come quando sarebbe toccato a voi prendere in mano le sorti del Paese, sembrano dirci, avete supplicato i vecchi di restare per colmare le vostre inettitudini >>. Inevitabilmente il comando passerà così dai più vecchi direttamente ai più giovani: è una genrazione che rinuncia a guidare, rinunciando con questo a lasciare traccia indelebile del suo passaggio: triste ma è così !.
Speriamo che ognuno di noi genitori sappia colmare nel calore del dialogo familiare e con la propria testimonianza le lacune e le inettitutidini che questi nostri rapprentanti istituzionali hanno mostrato facendo comunque apprezzare ai figli il valore etico e politico della democrazia rappresentativa sancita dalla costituzione come la più alta espressione di organizzazione sociale e politica di uno Stato; nonostante tutto !

martedì 16 aprile 2013

Le emozioni ci salveranno

Dare spazio alle emozioni è importante, ci fa riappropriare di quel "sé" spesso trascurato per una  prevalente considerazione della razionalità sulla emozionalità, del fare sul sentire.
Eppure siamo fatti di entrambe queste dimensioni e relegare la seconda a forma residuale ci procura sofferenze, repressioni, ansie, angosce, turbamenti: non ci fa sntire realizzati. 
E' esperienza continua in ambulatorio, ma anche nella quotidianità, sentire gente molto impegnata nel lavoro e anche con successo lamentarsi di qualcosa che la turba e ne appesantisce le giornate:  un' amarezza di fondo, una insoddisfazione che non si capisce da cosa possa venire: "ho la sensazione di fare tanto e stringere molto poco; ho molti buoni risultati, anche riconoscimenti e gratificazioni economiche... ma non mi sento felice" dichiarano spesso i pazienti. 
I risultati li ottengono ma non basta; sentono che la vita fugge via senza lasciare traccia nel loro animo: in realtà non hanno imparato a cogliere ciò che accompagna e valorizza le loro azioni, siano esse lavorative, di vita familiare, di rapporto con i figli o con i partner ecc. 
Hanno estromesso le emozioni dal quadro di insieme della loro vita.
Ci si ritrova spesso ad agire, con frettolosa voglia di arrivare a tutto senza darsi il tempo di interagire con le proprie realizzazioni così da non goderne profondamente.
Spesso è una corsa continua di cui si perde il senso e l'obiettivo: per non farci sfuggire nulla, rischiamo di perdere molto.
Quel molto sono proprio le emozioni, quelle grandi e soprattuo quelle comuni, semplici, quelle che accompagnano le normali azioni della giornata, un quotidiano che rischia di divenire routine senza attrattiva. 
E' inutile far cose senza darsi il tempo di percepire ciò che ci producono dentro. Questa è la partecipazione ! Sì, perché le emozioni aiutano a "partecipare", cioè a vivere con trasporto acquisendo un protagonismo importante che rende soddisfatti e felici. Felici di ciò che siamo, di ciò che facciamo e meno preoccupati di quel che avremmo "dovuto" fare se avessimo avuto più tempo. Quel tempo va speso per noi, dedicato a ricordarci di "volerci bene", comunque e nonostante tutto.
Quel che conta per vivere bene è sapersi costruire "motivi di soddisfazione". Sono importanti per evitare depressioni e angosce e aggiungere quel piacere di esistere che può riempire le giornate di un sapore nuovo e arricchirle di una prospettiva positiva.

Ritengo che riflessione possa essere importante per noi adulti ma anche, e soprattutto, per i nostri figli.
Allora qualche suggerimento ( azione efficace 4 ) per aiutarci a entrare in sintonia con le nostre emozioni:
…evitiamo di occupare tutto il tempo disponibile con attività da svolgere
... concediamoci il tempo per coltivare dei (micro)desideri da esaudire per il gusto di pensare un po' a noi, a quel che ci piace, a ciò che ci fa piacere fare, essere...
…abituamoci a concederci dei “pit stop”, pause dal tran tran quotidiano e dal frastuono che ci insegue. Ogni tanto ricaricarci fa bene, corrobora, motiva... 
…impariamo ad apprezzare il “silenzio” come momento per ritrovare se stessi [ricordiamoci che "il silenzio è la stanza delle emozioni"(*)].
…cerchiamo di dare ad ogni giornata un piccolo obiettivo da realizzare per costruirci un percorso positivo capace di motivarci e accompagnarci a quella piccola ma sana soddisfazione quotidiana...  che livbera le migliori risorse che abbiamo nel corpo, nella mente e nell'animo.

Buon lavoro 
Antonio Artegiani

(*)tratto da A.Artegiani-"Genitori si può"

martedì 9 aprile 2013

Proposta di manifesto della candidatura di Perugia-Assisi Capitale Europea della Cultura 2019

Tutti possono dare un contributo per elaborare il manifesto della candidatura di Perugiassisi 2019 fino all'11 aprile. 
Proposte, suggerimenti e idee potranno essere inviati alla Fondazione Perugiassisi 2019 in formato digitale alla mail: manifesto@perugiassisi2019.eu, o cartaceo, indirizzandoli a Fondazione Perugiassisi 2019, via Mazzini 21 06121, Perugia.

Sintesi del Manifesto della Candidatura di Perugia 2019 - Città candidata a Capitale Europea della Cultura con Assisi e l'Umbria
"Perugia 2019", con Assisi e l'Umbria intorno, si candida a Capitale Europea della Cultura per lanciare un nuovo modello ideale di città europea, intesa come:
- la città del dialogo, 
- la città dove la cultura è produzione d' idee,
- la città delle diversità culturali, luogo interculturale, plurale e solidale di accoglienza e tolleranza;
- la città rete nel tempo e nello spazio, grazie allo storico modello insediativo umbro policentrico;
- la città radicata nel passato e proiettata nel futuro, dove la sua identità originaria diviene risorsa e si apre alle nuove tecnologie, alla creatività, all'economia della conoscenza.

I temi che ruotano attorno al concetto di città per Perugia 2019 e su cui si vuole puntare, ispirandosi ad Assisi nella sua dimensione speculare e simbolica ed all'Umbria in quanto 
espressione molteplice di una ricchezza culturale territoriale da rendere protagonista, sono:
- l'innovazione sociale e la rigenerazione come prodotto della congiunzione tra politiche urbane, sociali e culturali, attente alla rivitalizzazione del tessuto urbano, così come alla valorizzazione delle proprie eccellenze e peculiarità, iniziando da quelle accademiche;
- l'integrazione tra linguaggi artistici e forme espressive, tra modalità di produzione culturale e culture diverse, tra network internazionali/europei e sistemi culturali locali, in quanto paradigma del divenire contemporaneo e futuro, attraverso una progettualità articolata, lo sguardo verso l'Europa oltre l'Unione, la valorizzazione della ricchezza del patrimonio materiale e immateriale culturale in ogni sua declinazione ma, anche, con la ricerca, la sperimentazione, una nuova lettura semantica e interdisciplinare della realtà e del domani;
- la restituzione di una nuova attrattività della città e del territorio nel suo complesso, come laboratorio del futuro e calamita in grado di stimolare, attraverso la leva delle industrie culturali e creative, un rilancio dell'economia, un riposizionamento generale dei luoghi come destinazione e nuove opportunità per le giovani generazioni;
una visione reticolare del concetto di cittadinanza fatta di trame, partecipazione e rapporti virtuosi, convergenti e creativi del territorio;
- una rappresentazione in chiave di smart region che enfatizza e valorizza tante smart cities inclusive, sostenibili, interconnesse tra loro in una conformazione "a stella", verticali (il centro della città, le configurazioni urbane e le sue plurime funzioni) e orizzontali (la città e il territorio policentrico che colloquia attivamente con l'Europa), in armonia con i principi della Carta di Toledo e le sfide dell'Agenda Europa 2020.
La candidatura intende coinvolgere ogni cittadino, italiano o straniero, residente o solo visitatore, con una particolare attenzione ai giovani in formazione, alle loro vocazioni e potenzialità.  Attorno all'immagine dell'Arco Etrusco, emblema di una continuità operativa che dal passato mira al futuro e dove tutto è connesso: la perfezione etrusca sostiene quella romana e poi la medievale in cui è già esperibile la nuova forma rinascimentale e seicentesca, le parole chiave di Perugia 2019, con Assisi e l'Umbria attorno, ruotano intorno alla C di Cultura e sono convivenza, cambiamento, continuità, confronto, circolazione, confluenza, condivisione, creatività, complessità e comunità.