martedì 23 aprile 2013

Abdica un' intera generazione

Inutile sottolineare lo sbando politico nel quale ci troviamo in questa fase delicata della nostra democrazia.
Inutile sottolinearlo ma utile rifletterci per capire le cause di una simile manifestazione di debolezza caratteriale e di perdita valoriale che investe una intera generazione, incapace, al momento opportuno, di compiere le sclete necessarie per il bene comune.
Nei miei incontri con i genitori  e anche da queste pagine ho sempre ribadito l'importanza di individuare nell'impare a compiere scelte il percorso ideale verso l'autonomia e la maturità. Penso proprio che mancanza di maturità sia la condizione che meglio rappresenti le difficoltà di questa classe dirigente e politica italiana in questo momento storico.
Spesso ho affermato e qui ribadisco come la crisi etico-sociale dei nostri tempi sia da addebitare alla generazione cui appartengo: quella generazione che ha vissuto troppo spesso alle spalle dei genitori o dei più  adulti, magari contestandoli, ma comunque non riuscendo a costruirsi un proprio percorso di autentica autonomia personale.
Così si spiega che al momento opportuno, quando sarebbe toccato a loro prendere le redini si sono trovati ad appoggiarsi ancora una volta al vegliardo di turno per essere salvati, tutelati, protetti.
Ma come avviene quando ci si affida ad un padre, non si può non adeguarsi al suo volere. In questa insicurezza collettiva è tutta una generazione che abdica al proprio volere non avendo il coraggio e la  determinatezza necessari per poter perseguire il proprio disegno di cambiamento.
A guardarci bene è da tempo che stavano emergendo avvisaglie di questa incompetenza gestionale.
Ora sotto gli occhi di tutti è apparsa la debacle di una generazione intera.
Ieri pomeriggio, dinanzi al "Padre generoso e protettivo" che osava richiamarli con il tono solenne delle ramanzine e la sincerità di chi rimprovera seccato le manchevolezze dei figli inadatti e capricciosi, abbiamo assitito ancora una volta alla incapacità manifesta di essere consequenziali, riflessivi, maturi: hanno sbagliato ancora scegliendo di applaudire invece che ascoltare in umile silenzio la lezione e meditare sulla sua morale. Applaudivano festeggiando la scampata disfatta senza capire che non era quello il momento di esultare, nemmeno per il nobile motivo di ringraziare la generosità del salvatore, ma era necessario dimostrare di aver colto i bisogni del Paese reale e la sferzata istituzionale ricevuta. La scena era surreale. più il neoPresidente gliene diceva più loro applaudivano ai loro errori, alle loro inettitudini spiattellategli davanti nell' aula più solenne della rappresenza repubblicana. Erano convinti, immagino, che in quel ruolo non fosse opportuno ragionare con la propria testa quanto adeguarsi alle formalità di rito: e invece abbiamo bisogno di manifestazioni di responsabilità e autenticità che ci facciano ancora credere nella serietà con cui vorranno svolgere il loro mandato.Abbiamo bisogno di vederli convinti e determinati e non tifosi delle proprie ragioni.
Ci ritroviamo a giusitificare figuraccie inspiegabili anche dinanzi ai nostri figli:  <<...ma come quando sarebbe toccato a voi prendere in mano le sorti del Paese, sembrano dirci, avete supplicato i vecchi di restare per colmare le vostre inettitudini >>. Inevitabilmente il comando passerà così dai più vecchi direttamente ai più giovani: è una genrazione che rinuncia a guidare, rinunciando con questo a lasciare traccia indelebile del suo passaggio: triste ma è così !.
Speriamo che ognuno di noi genitori sappia colmare nel calore del dialogo familiare e con la propria testimonianza le lacune e le inettitutidini che questi nostri rapprentanti istituzionali hanno mostrato facendo comunque apprezzare ai figli il valore etico e politico della democrazia rappresentativa sancita dalla costituzione come la più alta espressione di organizzazione sociale e politica di uno Stato; nonostante tutto !

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