martedì 16 aprile 2013

Le emozioni ci salveranno

Dare spazio alle emozioni è importante, ci fa riappropriare di quel "sé" spesso trascurato per una  prevalente considerazione della razionalità sulla emozionalità, del fare sul sentire.
Eppure siamo fatti di entrambe queste dimensioni e relegare la seconda a forma residuale ci procura sofferenze, repressioni, ansie, angosce, turbamenti: non ci fa sntire realizzati. 
E' esperienza continua in ambulatorio, ma anche nella quotidianità, sentire gente molto impegnata nel lavoro e anche con successo lamentarsi di qualcosa che la turba e ne appesantisce le giornate:  un' amarezza di fondo, una insoddisfazione che non si capisce da cosa possa venire: "ho la sensazione di fare tanto e stringere molto poco; ho molti buoni risultati, anche riconoscimenti e gratificazioni economiche... ma non mi sento felice" dichiarano spesso i pazienti. 
I risultati li ottengono ma non basta; sentono che la vita fugge via senza lasciare traccia nel loro animo: in realtà non hanno imparato a cogliere ciò che accompagna e valorizza le loro azioni, siano esse lavorative, di vita familiare, di rapporto con i figli o con i partner ecc. 
Hanno estromesso le emozioni dal quadro di insieme della loro vita.
Ci si ritrova spesso ad agire, con frettolosa voglia di arrivare a tutto senza darsi il tempo di interagire con le proprie realizzazioni così da non goderne profondamente.
Spesso è una corsa continua di cui si perde il senso e l'obiettivo: per non farci sfuggire nulla, rischiamo di perdere molto.
Quel molto sono proprio le emozioni, quelle grandi e soprattuo quelle comuni, semplici, quelle che accompagnano le normali azioni della giornata, un quotidiano che rischia di divenire routine senza attrattiva. 
E' inutile far cose senza darsi il tempo di percepire ciò che ci producono dentro. Questa è la partecipazione ! Sì, perché le emozioni aiutano a "partecipare", cioè a vivere con trasporto acquisendo un protagonismo importante che rende soddisfatti e felici. Felici di ciò che siamo, di ciò che facciamo e meno preoccupati di quel che avremmo "dovuto" fare se avessimo avuto più tempo. Quel tempo va speso per noi, dedicato a ricordarci di "volerci bene", comunque e nonostante tutto.
Quel che conta per vivere bene è sapersi costruire "motivi di soddisfazione". Sono importanti per evitare depressioni e angosce e aggiungere quel piacere di esistere che può riempire le giornate di un sapore nuovo e arricchirle di una prospettiva positiva.

Ritengo che riflessione possa essere importante per noi adulti ma anche, e soprattutto, per i nostri figli.
Allora qualche suggerimento ( azione efficace 4 ) per aiutarci a entrare in sintonia con le nostre emozioni:
…evitiamo di occupare tutto il tempo disponibile con attività da svolgere
... concediamoci il tempo per coltivare dei (micro)desideri da esaudire per il gusto di pensare un po' a noi, a quel che ci piace, a ciò che ci fa piacere fare, essere...
…abituamoci a concederci dei “pit stop”, pause dal tran tran quotidiano e dal frastuono che ci insegue. Ogni tanto ricaricarci fa bene, corrobora, motiva... 
…impariamo ad apprezzare il “silenzio” come momento per ritrovare se stessi [ricordiamoci che "il silenzio è la stanza delle emozioni"(*)].
…cerchiamo di dare ad ogni giornata un piccolo obiettivo da realizzare per costruirci un percorso positivo capace di motivarci e accompagnarci a quella piccola ma sana soddisfazione quotidiana...  che livbera le migliori risorse che abbiamo nel corpo, nella mente e nell'animo.

Buon lavoro 
Antonio Artegiani

(*)tratto da A.Artegiani-"Genitori si può"

Nessun commento:

Posta un commento