martedì 28 maggio 2013

LA MUSICA PASSIVA FA MALE ANCHE A TE

di Nicola Piovani

La musica passiva è quella musica che non ho scelto io, ma che devo sentire per forza: o perché sto comprando l’insalata a un supermercato, o perché sto mangiando in un ristorante “à la pâge”, o perché sto facendo fisioterapia, o perché viaggio sul taxi di un tassista invadente, o perché faccio benzina in un self service, o perché sto sotto il trapano del dentista… e l’elenco potrebbe continuare. Sto parlando di quella musica diffusa ormai in molti ambienti pubblici, a basso volume, ma comunque invadente: il cosiddetto sottofondo, la musica da parati, una via di mezzo fra la musica “a palla” e il ronzio del condizionatore d’aria. All’inizio del secolo scorso Eric Satie teorizzò la pratica della “Musique d’ameublement”, musica d’arredamento. Provocava giocando, Satie: ma è successo spesso che provocazioni trasgressive delle avanguardie storiche sono poi diventate pane quotidiano della società consumistica. Nella musica da tappezzeria la qualità di quel che si trasmette è un dettaglio di poco conto, è un dato marginale. Sono anche capitato, soprattutto fuori d’Italia, in qualche albergo pretenzioso che nell’ascensore e nelle toilette diffondeva addirittura Mozart o Ravel: peggio che andar di notte. Al fastidio si aggiunge una sgradevole sensazione di blasfemia. In alcune trattorie, specialmente nell’Emilia delle terre verdiane, vengono addirittura diffusi e profusi brani d’opera, sempre a volume medio basso: Violetta che piange morendo di tisi, Calaf imprigionato che all’alba vincerà, Turiddu che prega la mamma. Nella maggior parte dei casi si diffondono canzoni i cui testi, in quei contesti, risultano a fatica decifrabili. E a soffermarsi nell’ascolto spesso si scopre che la voce in diffusione ci sta cantando un amore straziante, o un dramma sociale, o una protesta antisociale; mentre noi compriamo surgelati o arrotoliamo bucatini. Qualche volta mi faccio coraggio e chiedo al gestore se si può spegnere quel sottofondo. E magari, patteggiando, ottengo di abbassarne il volume. Ma poi ci rifletto, e mi rendo conto che il mio è un comportamento snob, involontariamente prepotente e cafone nei confronti di altri clienti, i quali invece spesso gradiscono quest’usanza dilagante. Lo so, è un mio capriccio quello che mi fa sperare in una normativa europea sulla musica passiva, simile a quella sul fumo passivo, e so anche che si tratta di un’ennesima battaglia persa. Perciò ormai mi limito a informarmi prima, e a evitare i ristoranti e i dentisti musicarelli. Amo molto la poesia delle canzoni, e proprio per questo mi avvilisce sentire il lavoro di colleghi, artisti e tecnici, mortificato al ruolo di rumore di fondo. Qualche tempo fa un gioviale chef mi illustrava le meraviglie di un culatello in un ristorante gioiosamente chiassoso e, fra il tintinnar dei brindisi e le vibrazioni dei cellulari sui tavoli, sono stato distratto dalla voce del grande Leonard Cohen che cantava il suo magnifico Halleluja: «Ho sentito che c’era un accordo segreto / Che David suonò per compiacere il Signore. / Ma a te non interessa la musica, vero?». Raffaele Viviani a suo tempo scrisse una poesia contro la posteggia, il canto dei suonatori ambulanti nei ristoranti napoletani: è una poesia intitolata “Facìteme magnà”, nella quale si lamentava in versi perché il suono dei mandolini lo deconcentrava dalla meraviglia dei vermicelli a vongole. Chissà cosa avrebbe scritto Viviani oggi, costretto a mangiare col perpetuo bordone del borbottio musicale che non dà tregua: i posteggiatori dell’epoca almeno ogni tanto facevano una pausa.

martedì 21 maggio 2013

AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ NELLA DISABILITÀ

LABORATORIO FORMATIVO a Panicale

Il laboratorio, nasce dal confronto fra il Gruppo Integrato di Promozione della Salute del Trasimeno (USL 1- Distretto Sanitario, CeSVol, Zona Sociale n. 5) e le persone che vivono, per motivi personali e/o professionali, le varie sfumature della disabilità cognitiva e psico-fisica.
Gli incontri che prevedono la partecipazione del CeSVol Perugia e a PARTECIPAZIONE GRATUITA E LIBERA, seguono le riflessioni sui bisogni e le risorse espresse durante gli incontri con i familiari e i referenti del privato sociale che operano nel settore rispetto alla conoscenza e alla gestione della dimensione affettiva e sessuale.

Partecipanti
Familiari di persone con disabilità
Operatori socio sanitari dei servizi pubblici e del privato sociale
Volontari e Docenti

Calendario degli incontri
Mercoledì ore 16-19
saluti istituzionali e interventi
Dr.Marina Toschi
Dr. Antonio Artegiani
Mercoledì ore 16-19
Mercoledì ore 16-19
Mercoledì ore 16-19
Dr.Rosella De Leonibus
Il percorso proseguirà nel mese di settembre con altri due incontri
Sede:
Sala San SebastianoVia Belvedere c/o Sede Distretto Sanitario Trasimeno
Panicale (PG)


Un buon segnale dagli Italiani: il solare !


<< Il 90% degli italiani chiude le porte al carbone e apre al solare, anche con nuovi incentivi. e non solo: sempre 9 su 10 vorrebbero "la chiusura delle centrali energetiche piu' inquinanti, a carbone e a olio combustibile". Questi sono i dati che emergono dal nono rapporto "Gli italiani e il solare" realizzato da Ipr marketing e dalla Fondazione UniVerde di Alfonso Pecoraro Scanio, con il sostegno di Yingli Green Energy Italia e di Sorgenia. La conoscenza delle varie fonti energetiche appare abbastanza completa. I combustibili fossili piu' dannosi per il clima sono ritenuti il carbone e il petrolio, tanto che per l'88% degli intervistati sarebbe auspicabile l'introduzione di una carbon tax. Sono favorevoli agli incentivi per il fotovoltaico l'85% degli intervistati ma e' "in forte aumento la percentuale di chi accetterebbe la sostituzione degli incentivi economici con quelli normativi, ovvero con semplificazioni burocratiche". In particolare, 9 italiani su 10 vorrebbero un impianto fotovoltaico sul proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico. Le smart grid restano invece ancora sconosciute alla maggioranza: solo il 7% ne conosce il significato, mentre il 77% degli intervistati non ne ha ancora mai sentito parlare. >>

Questo è un buon segnale per i nostri figli: forse gli lasceremo un mondo un po' meno inquinato se i governanti sapranno tenere conto di queste indicazioni iniziando a gestire le politiche ambientali secondo logiche ambientaliste lontane dagli interessi di lobby e potentati delle energie inuqinanti.
Noi genitori dovremmo vigilare perchè questo avvenga, perchè il futuro dei nostri figli già tormentato sul piano occupazionale almeno sia più tutelato sul piano della salute e della ecosostenibilità.



martedì 7 maggio 2013

12 NUOVI PARAMETRI VERI per UNA VITA ECOSOSTENIBILE

Per lasciare ai nostri figli un mondo migliore che li accolga e li faccia vivere meglio con se stessi e con gli altri in un ambiente salutare e benefico, riportiamo una proposta di riflessione inviataci da Mauro Boschi e Aldo Rondoni su i nuovi parametri utili per una vita Eco-sostenibile analizzando vari settori della vita sociale italiana: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi.
Paesaggio e patrimonio culturale 
Soffre per mancanza di risorse e di controlli che facciano rispettare le norme. Destiniamo a questo settore spesa pubblica solo per lo 0,4% del Pil contro lo 0,8% di Francia e lo 0,6% di Spagna. L'abusivismo edilizio ha raggiunto proporzioni che non trovano riscontro in Europa: nel Sud ogni 100 abitazioni 30 sono costruite illegalmente. Le persone che giudicano in evidente stato di degrado il paesaggio dove vivono sono il 18,3% (il 20,7% tra i più istruiti).
Ambiente
Quasi il 2% del territorio è gravemente inquinato. Ci sono 57 Sin (Siti contaminati di interesse nazionale), nessuna regione si salva. Ai primi posti Campania, Lazio e Piemonte. Nel 2011 nei capoluoghi il limite di inquinamento dell'aria è stato superato in media per 54 giorni.
Benessere economico
Ammortizzatori sociali e solidarietà familiare tamponano la crisi, ma la povertà aumenta. Crescono i divari: nel 2011 il 20% più ricco aveva un reddito 5,6 volte superiore a quello del 20% più povero, era il 5,2% nel 2008. Sale il livello di concentrazione della ricchezza: il 10% al top ha il 45,9% del totale (44,3% nel 2008). Il 18,8% delle famiglie riceve aiuti in denaro o natura.
Istruzione e formazione
L'Italia è in ritardo in Europa. Neet in aumento: i giovani (15-29 anni) che non lavorano e non studiano sono in media quasi il 23%: in Campania e Sicilia più del 35%. Il livello culturale dipende da quello dei genitori e la scuola non riesce a riequilibrare lo svantaggio di partenza.
Qualità dei servizi
Migliora, ma l'Italia resta distante dall'Europa. In Calabria e Sicilia più di una famiglia su quattro continua a non avere l'acqua regolarmente. Nel Paese un terzo dell'acqua si perde per strada. Ancora peggio i rifiuti: il 46% viene smaltito in discarica (93% in Sicilia, 7,7% in Lombardia) mentre è l'1% in Germania, Paesi Bassi, Svezia e Austria. Nelle carceri ci sono 140 detenuti ogni 100 posti disponibili, il 43% senza condanna definitiva contro una media europea del 27%. Trasporti: gli italiani dedicano in media un'ora al giorno agli spostamenti. Al primo posto Roma con 88 minuti.
Relazioni sociali
L'Italia è uno dei Paesi Ocse con i più bassi livelli di fiducia verso gli altri. Solo il 21% ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, contro il 33% Ocse, il 60% in Danimarca.
Benessere soggettivo
La quota di italiani che dichiara alti livelli di soddisfazione rispetto alla propria vita scende dal 46% del 2011 al 35% del 2012. Valori inferiori al Sud e tra chi ha una istruzione bassa.
Politica e istituzioni
Ambito di primaria importanza per il benessere della società. Purtroppo in Italia esso si segnala in negativo. «Sfiducia nei partiti, nel Parlamento, nei consigli regionali, provinciali e comunali, nel sistema giudiziario. Una sfiducia trasversale che attraversa tutti segmenti della popolazione, tutte le zone del Paese, le diverse classi sociali», dice il rapporto. Misurando da 1 a 10 il grado di fiducia dichiarato dai cittadini, all'ultimo posto troviamo i partiti con 2,3, quindi il Parlamento con 3,6, le amministrazioni locali con 4, la giustizia con 4,4. Raggiungono la sufficienza solo le forze dell'ordine con 6,5. Meglio di tutti i vigili del fuoco con 8,1.
Lavoro
Causa crisi è sceso il tasso di occupazione e di stabilizzazione per i precari. Sale invece la quota lavoratori sovraistruiti rispetto a quello che fanno. Ci sono meno occupati che nel 2008. Un lavoratore a termine su cinque lo è da più di 5 anni. Aumentano i working poors a causa dei bassi salari.
Sanità
Siamo tra i più longevi al mondo, ma senza una buona qualità della vita, soprattutto le donne anziane e i meno istruiti. I giovani si avvicinano pericolosamente al modello di consumo di alcol del Nord Europa. Siamo troppo sedentari, fumiamo troppo e mangiamo poca frutta e verdura.

lunedì 6 maggio 2013

Addio Agnese, ma noi restiamo

Agnese Borsellino, moglie del Giudice ucciso nel 92, ha lasciatop questo mondo. 
Una notizia che ci fa ripiombare nella tristezza di allora, tanto più che ancor oggi chi sa tace nonostante il peso e il prestigio del ruolo che ricopre.
Agnese muore senza la soddisfazione di sapere! A lei va il nostro deferente pensiero per il profondo dolore che ha patito non solo per la uccisione del proprio amato marito ma per lo strazio di non riuscire a conoscere la verità e i veri responsbaili di quel martirio, e anzi scoprire che dietro quella morte si celano segreti incoffessabili che depongono per un coinvolgimento di alte cariche politiche e istituzionali di allora.
Come sottolineammo anche in questo blog riportando le parole che il Giudice Scarpinato pronunziò coraggiosamente all'ultima manifestazione di ricordo dell'eccidio il 19 luglio scorso.
Chi sa se questo Paese e i nostri figli potrano mai sapere la verità per la quale si è battuta Agnese  e si nìbatteranno ancora Salvatore e Rita Borsollino, se riusciranno mai a far luce su un periodo oscuro di trame e di coperture complici di questo stato e di quella classe politica.     
Un'occasione importante per ripometterci di trasmettere ai nostri figli una tensione morale per la legalità che li porti a far propri i valori civili ed etici di questi grandi testimoni che giorno dopo giorno ci lasciano portando con sé una parte della memopria storica.

venerdì 3 maggio 2013

COSA è UNA BANCA ETICA

Da MauroBoschi e AldoRondoni riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nota  

BANCA ETICA PERCHE'
Queste realtà rappresentano l'8% del Pil e non è poco!
Banca Etica, al pari delle altre, è una banca che rischia, ma allo stesso tempo che ha sofferenze molto basse, segno che queste realtà possono davvero accedere al credito e onorarlo.
Perché sono socia di Banca Etica
 Qualcuno di voi è socio, conosce questa realtà?
Informazioni su http://www.bancaetica.com
Essere soci di Banca Etica non significa, nella maggior parte dei casi, essere ricchi azionisti (per i privati, di solito, il minimo è 5 azioni per un totale di 277 euro), ma semplicemente appoggiare una realtà che a sua volta sostiene i soggetti cosiddetti "non bancabili" e anche tutte le realtà che operano per la salvaguardia dell'ambiente, che sono impegnate nell'agricoltura biologica, nel lavoro coi disabili, o nel miglioramento della qualità della vita della collettività.
 Banca Etica è nata dal basso, è un istituto di credito a tutti gli effetti, è una banca popolare. Ha la sua sede a Padova, 16 filiali in Italia e un buon numero di banchieri ambulanti che operano nel territorio, dove non ci sono filiali. Si può avere un conto corrente, il mutuo per la casa o prestiti vari, per finanziare il proprio impianto fotovoltaico, per ristrutturare casa o per far studiare i figli. Io, oltre ad essere socia, ho il conto corrente ed è pure economico rispetto ad altri. Ho il bancomat, la carta di credito, l'home banking. 
Qualunque persona ha un conto corrente e forse anche più di uno.Il rapporto con la banca di famiglia è una cosa si dà per scontata. Nella bufera finanziaria che ci ha portato alla crisi che stiamo vivendo, come famiglie consapevoli che fanno ogni giorno delle scelte per la casa, per i figli e che ogni giorno hanno a che fare con il denaro, non è banale affrontare una piccola riflessione su come agiscono le banche a cui affidiamo i nostri stipendi e, per chi ne ha, i nostri risparmi. Ché è sempre più difficile avere un gruzzoletto, si sa, ma non è di questo che voglio parlarvi.
Qualche giorno fa il Gas di cui faccio parte ha organizzato un incontro con Banca Etica, sul tema della crisi finanziaria, per capire qualcosa di più. Di questa banca, assieme ad altri 36 mila cittadini, sono socia da ormai dieci anni. Qui voglio solo segnalare perché e qual è il senso di questa banca piccola e alternativa, che vi invito a conoscere.
Tutto normale, sul lato operativo. E poi, se ti capita di andare in filiale, ci trovi un angolino con i giochi per i bambini, che non guasta, ecco.
Solo per farvi capire che in questa banca non c'è "magna magna", ma impegno vero e concreto, vi dico solo che il rapporto tra lo stipendio più alto e quello più basso, tra i collaboratori, è di 1 a 4. Nelle altre banche è di 1 a 500. Vi pare che sia gente che ci marcia? A me no, sinceramente. Ma non è questo il punto.
Non sono un'esperta, ma non serve esserlo, per comprendere che Banca Etica è una banca diversa, che pone l'interesse di tutti al centro, anche quello di soggetti come le cooperative, gli enti no-profit, le associazioni, a volte le parrocchie o i gruppi scout, o le realtà che gestiscono i terreni confiscati alle mafie, di tutti coloro che hanno una funzione sociale estremamente importante, senza le quali la società avrebbe difficoltà a tirare avanti. 
Partecipare come soci fa la differenza, rispetto ad essere semplici correntisti (che già comunque è un primo passo per avvicinarsi) perché Banca Etica ha bisogno di rafforzare il capitale sociale e crede nella collaborazione e nella partecipazione delle persone che la sostengono.
Questa banca in pratica è nata per  il terzo settore e i soldi per crearla li hanno messi i cittadini o le persone giuridiche (imprese, comuni, associazioni, cooperative) che hanno deciso di sostenerla.I soldi dei soci hanno creato il capitale sociale, che permette alla Banca di esistere prima di tutto e di fare il suo lavoro: dare credito, cioè dare fiducia.
Banca Etica lo fa con trasparenza: è l'unica banca che pubblica sul suo sito i finanziamenti alle persone giuridiche. Cioè, in pratica, ti dice a chi dà i soldi e perché. Credete che sia una cosa banale? Non lo è proprio, è un segnale di incredibile apertura e di trasparenza, che elimina qualsiasi dubbio o sospetto sull'uso del denaro. Per quale motivo le altre banche non lo fanno? Beh, ciascuno si può rispondere da solo.
Questo è il motivo per cui, anni fa, invitata da un caro amico, ho scelto di diventare socia. Non perchè io sia ricca, tutt'altro, ma perché credo anche io che l'interesse di tutti sia quello più alto.
Spero in futuro di tornare su questi argomenti e di approfondirli, magari con l'aiuto di qualche esperto  .
Qualcuno di voi è socio, conosce questa realtà?
Informazioni su http://www.bancaetica.com
 Pubblicato da Mestieredimamma il 5 marzo 2012