giovedì 30 gennaio 2014

Milano, binario 21.
L'atrocità di un delirio di massa costringe bambini, donne e uomini alla umiliazione prima dell'annientamento. Essere condannati in virtù di uno status e non di una scelta è la più assurda quanto violenta idea di persecuzione.
Non posso e non voglio dimenticare...

e non lasciamo che i nostri figli non sappiano,
perché non avevamo né voglia, né tempo, né coraggio di raccontare la sofferenza che molti uomini hanno inferto a moltitudini di persone innocenti ( impossibile anche da credere se per difendersi dalla colpa di un tale oltraggio qualcuno ha ancora la sfrontatezza di negare o la spudoratezza di riesaltarne le gesta )    


lunedì 27 gennaio 2014

Non essere MAI indifferente

Dai primissimi giorni dell'avvento al potere di Hitler si cominciò a organizzare un vasto sistema di campi di concentramento per lo sterminio o lo sfruttamento schiavistico di categorie sociali o etniche non gradite al Nazismo. Si cominciò nel 1933 con l'eliminazione fisica di malati di mente e portatori di handicap, per poi passare a zingari, omosessuali, ebrei e oppositori politici.
Il sistema poté svilupparsi grazie all'indifferenza  dei tedeschi e delle altre nazioni, che erano  al corrente di quanto stava avvenendo.
Si calcola che il numero di persone uccise nei campi di sterminio si aggiri tra i 12 e i 13 milioni, di cui circa la metà erano ebrei, solo in quanto tali.
Nei territori occupati, i Nazisti poterono compiere questo sterminio avvalendosi della collaborazione di simpatizzanti locali, infatti per un esercito invasore non è facile individuare gli appartenenti a un gruppo sociale, etnico, politico o religioso se non c'è collaborazione da parte di qualcuno del luogo che ne fornisca nomi e indirizzi. 
In Italia la deportazione degli ebrei verso i campi di sterminio nazisti cominciò solo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, ma si avvalse della piena collaborazione dei fascisti della Repubblica di Salò che fornirono nomi e indirizzi ai Nazisti e che parteciparono in prima persona alle operazioni di cattura. 
La Repubblica di Salò gestiva inoltre diversi campi di smistamento come quelli di Borgo San Dalmazzo, Fossoli e Bolzano, e decine di punti di raccolta e tortura noti come ville tristi di cui manca un censimento completo. [ tratto da Wikipedia ]


Per non dimenticare che i carnefici e i malvagi, la mafia, i criminali,i prepotenti hanno sempre la possibilità di agire grazie all'indifferenza degli altri... Insegniamo ai nostri figli a non dimenticare, a non essere mai indifferenti, nel confronti di piccole e grandi prepotenze. 
Oggi 27 gennaio, giorno della memoria, prendiamo il serio impegno con noi stessi di vigilare affinché il dolore, le sofferenze degli altri non passino inosservate nei momenti di verità che è importante creare nel dialogo con i nostri figli...perché anche oggi si compiono spesso soprusi e prepotenze nei confronti dei più deboli, che dovremmo imparare a non abbandonare, a non lasciare mai troppo soli.

martedì 21 gennaio 2014

Raccontare il bene

Un mese e mezzo fa incontrando i ragazzi di una terza media che non conoscevano né Falcone né Borsellino perché, dichiararono, né i genitori né i loro insegnanti gliene avevano mai parlato, chiesi loro che tornando a casa ponessero ai propri genitori questa domanda: << perché non mi hai mai parlato di eroi civili che hanno dato la vita per un'Italia più giusta ? >>
Lo proposi per lanciare il sasso nello stagno provando a stimolare un intervento educativo familiare più corposo in ambito di valori civici e legalità. Di lì a qualche giorno mi arrivarono alcune mail dai genitori che apprezzavano e qualcuna ringraziava del mio modo di interpretare il mandato educativo datomi dalla scuola. Fui contento di essere capito e condiviso perchè ritengo doveroso e importantissimo che i giovani siano illuminati, nella loro crescita, anche da testimonianze così significative di persone che hanno pagato con la vita la coerenza ai propri valori e al proprio mandato sociale, lavorativo, morale.
Penso che genitori e insegnanti, adulti di riferimento per l' educazione dei ragazzi, debbano impegnarsi per non banalizzare il dialogo con i propri figli limitandolo al mero scambio di accordi sul da farsi o chiedendo informazioni sull'andamento scolastico. Parlare del più o del meno con i ragazzi non basta ad interpretare il ruolo educativo genitoriale, e nemmeno raccomandare o predicare modalità di comportamento.
I valori appassionano attraverso la testimonianza concreta diretta o raccontata.
I nonni, solitamente, lo fanno e sono ascoltati e apprezzati: hanno tempo per raccontare molte più cose con una narrazione che appassiona, e i nipoti ne sanno ricavare lezioni di vita.
Penso che gli educatori debbano sforzarsi di trasmettere ai giovani il messaggio di coerenza e di coraggio che molti italiani hanno incarnato nella propria vita, come servitori dello stato, della comunità, della legalità: ce ne sono, putroppo, molti sparsi fra le fila di magistrati, forze del'ordine, civili, gente coume: Falcone, Borsellino, Scopelliti, Livatino, Cassarà, Giuliano, Montano e tutti gli altri morti a causa delle mafie, ma anche uomini giusti come Giorgio Ambrosoli, Padre Puglisi, Walter Tobagi, Giorgio Bachelet, Giorgio La Pira, Pio La Torre e giù fino ad arrivare agli eroismi dei tempi passati,Salvo D'Acquisto e le altre Medaglie d'Oro del tempo della guerra e tutti gli eroi della nostra storia patria, senza i cui sacrifici noi tutti non saremmo ciò che siamo.
I nomi sono tantissimi e ognuno può scegliere le storie più avvincenti da racconatre ai propri ragazzi... ma quello che non può fare è scordarsi di loro e tralasciare questo compito. I giovani hanno diritto di sapere il bene, il coraggio e gli eroismi per non pensare che questo Paese sia stato costruito sul niente o sul malaffare o sul tornacontismo, che oggi, ahimé dilaga e può creare sbigottimento e senso di precarietà.
L'Italia ha una storia ricca e onorevole sta a noi educatori saperla raccontare appassionando i giovani. Quando io ci provo a scuola vedo ragazzi attenti e stupiti, appassionati da queste storie e ne resto colpito: auguro anche a voi di provare la stessa emozione e sentirsi fieri dei propri ragazzi e della storia di questo Paese.

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Domenica sera in quella splendida trasmissione che cura Fabio Fazio è stato dedicato un angolo al ricordo di Rocco Chinnici, magistrato parlermitano ucciso dalla mafia, nel giorno del suo compleanno: l'efficace Pif ha sintetizzato in modo chiaro ed emozionante l'ansia dei giovani e il loro diritto a sapere.
Posto quindi questo clip perchè è particolarmente toccante.  E' un invito a tutti noi a non tarlasciare mai il racconto della vita degli uomini giusti, non è mai superfluo, non è mai scontato..


martedì 14 gennaio 2014

SCUOLA: ancora troppo da fare...

Mentre i politici indugiano su botte e risposte autorferenziali la messa in sicurezza delle scuole viene rinviata con una trascuratezza impressionante sia dal Governo che dalle amministrazioni locali.
I figli che sono la nostra risorsa più cara e l'investimento più prezioso di un Paese rischiano ogni giorno con i propri insegnanti perché qualcuno ha pensato di spendere in ben altro modo, se non addirittura spartirsi, quei soldi preziosi.
I genitori non possono non farsi sentire..

Riportiamo lo sconfortante rapporto annuale sullo stato di salute delle scuole perchè nessuno possa poter dire "non me ne ero accorto".

La situazione delle strutture della scuola italiana non è migliorata e continua ad essere in uno stato di permanente emergenza sul fronte degli interventi e della messa in sicurezza. È quanto emerge da Ecosistema scuola 2013, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia, che scatta una fotografia dai toni chiaroscuri che mostra quanto sia urgente intervenire: «Oltre il 60% degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1974, data dell'entrata in vigore della normativa antisismica. Il 37,6% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, il 40% sono prive del certificato di agibilità, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi».
 
Nel 2012 l'investimento medio per la manutenzione straordinaria ad edificio scolastico è stato di 30.345 euro contro i 43.382 del 2011. Nel nord la media degli investimenti per la manutenzione straordinaria è quasi tre volte quella del sud, nonostante vi sia una maggiore necessità di interventi nel meridione legata anche alla fragilità del territorio, al rischio idrogeologico, sismico e vulcanico. 
 
Le esperienze modello: Trento, Bolzano, Firenze, Milano, Trieste, Lecce,  Pordenone, Reggio Emilia, Parma, Verbania, Forlì, Sondrio e  Brescia sono le città che investono di più in manutenzione ordinaria e straordinaria. 
Tra le grandi città la prima è Torino (13esima) seguita da Firenze (25esima e in calo), Milano sale al 33esimo posto e Napoli raggiunge il 37esimo, diventando prima tra le grandi città del sud. A guidare la classifica sulla qualità dei servizi e dell'edilizia scolastica è l'Emilia Romagna con 4 città tra le prime 10
La grande novità di quest'anno è il trend positivo nell'uso delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica.
Prato si distingue per l'installazione di impianti di energia rinnovabile.
A Piacenza dove nelle mense scolastiche si presta una particolare attenzione nella gestione dei pasti, grazie alla fornitura da parte di una cooperativa agricola di produttori piacentini di prodotti genuini e a km zero.
Da greenreport.it
 


martedì 7 gennaio 2014

Buona fortuna e largo ai giovani

Ricominciamo oggi un nuovo anno di impegni importanti con e per i figli.
La scuola ricomincia e speriamo che non sia solo una ripresa di tipo didattico ma che ritrovi la sua antica e indispensabile vocazione educativa e culturale:abbiamo bisogno di nuove generazioni capaci di ridare vita ad un paese in grado di rialzarsi e non solo economicamente.
Abbiamo bisogno di forze giovani che con entusiasmo ci facciano ricredere in questa comunità che si chiama Italia.
Ci vogliono energie nuove che ci permettano di guardare al futuro gettando lo sguardo oltre l'ostacolo, oltre il disastro culturale di questi anni in cui abbiamo bruciato idealità e valori sull'altare del profitto e, purtroppo, dello sfruttamento e del "sisalvi chi può", lasciando a terra i feriti di una guerra fratricida in cui i più furbi sono scappati con il bottino e i più deboli, socialmente ed economicamente, hanno e stanno pagando un conto altissimo di disagio e di povertà.
Abbiamo perso il senso di appartenenza a quella stessa comuinità che avrebbe dovuto allevarci come persone e ci ha indotto, invece, ad essere individui con un cannibalismo sociale, a volte spietato del tutti contro tutti, attraverso corruzione, raccomandazioni, falsificazioni, tornacontismi miserrimi e arraffamenti vari.
Questa miseria dobbiamo superare, questo paese dobbiamo ricostruire e non possiamo che affidarci proprio ai giovani che stanno affacciandosi ora alla vita economica, sociale, culturale e politica di questo paese. Dobbiamo cercare di spianargli la strada e di non resistere per orgoglio generazionale: è il loro momento e sarà utile per tutti facilitarrgli il compito. Scuola e famiglia devono sentirsi impegnate più che mai in questa difficile ma doverosa opera di ricostruzione delle coscienze civiche e delle energie pensanti e operose di questo paese.


Buona fortuna e buon anno.