sabato 4 giugno 2016

Controllo sì o no?

Oggi volevo confrontarmi con voi su un aspetto particolare della relazione educativa, il controllo (eccessivo o carente) dei genitori sui propri figli.
Nei miei colloqui con i genitori o quando mi capita di osservarli nelle relazioni con i propri figli,  a volte mi trovo di fronte a comportamenti poco funzionali,  che alla lunga rischiano di creare problemi anche seri. Sto parlando, ad esempio, di due atteggiamenti opposti, come quello di lasciare il bambino "libero" di fare, giustificando ogni comportamento, anche inadeguato, con il fatto che "Sono bambini, bisogna capirli", oppure, al contrario di chi ne controlla e indirizza ogni movimento come se avesse il timore che il bambino possa dimostrarsi inadeguato e commettere continui errori.
Nel primo caso in realtà il messaggio che viene percepito dal bambino non è affatto di libertà, come potrebbe sembrare, ma più facilmente di "abbandono", e rischia di tramutarsi in un senso di lontananza o solitudine. Così i bambini lasciati " liberi" diventano presto dei piccoli selvaggi incapaci di stare alle regole che l'ambiente richiede, quindi in continuo conflitto con il mondo circostante, genitori "libertari" compresi.

Nel secondo caso l'apprensione genitoriale e le richieste continue che il bambino sente su di se', da un lato diventano opprimenti e gli comunicano insicurezza e senso di incapacità, dall'altro gli tolgono creatività e iniziativa,  rischiando di renderlo un mero esecutore, timoroso di qualsiasi emozione proveniente da se stesso.
In entrambi i casi i danni che il bambino subisce vanno oltre qualsiasi previsione del genitore, che agisce sempre in buona fede e con le migliori intenzioni. Ma come si sa, con le migliori intenzioni si possono ottenere i peggiori risultati...
Quale sarà allora il giusto atteggiamento da tenere ? C'è una risposta chiara e univoca?
La parola magica, come sempre è "Responsabilizzazione"  quella verso cui il bambino va indirizzato fin da subito, e che invece manca sia nel primo che nel secondo modo di approcciare il bambino.
Ma come sempre, mi piacerebbe avere anche le opinioni di voi genitori  in proposito, e conoscere le difficoltà che incontrate. Affrontandole insieme si possono risolvere, quindi vi invito a contattarmi su questo blog oppure al mio indirizzo mail.
M. Sara Sanavio

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